### L’impatto dell’Ebola sui gorilla
I gorilla sono vulnerabili a malattie infettive che colpiscono anche gli esseri umani e altri primati non umani, incluso il virus Ebola. Nel maggio 2026, è stato annunciato un nuovo focolaio di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), ma finora non si sono registrati casi di infezione tra i gorilla. Le epidemie precedenti hanno avuto effetti devastanti sulle popolazioni di gorilla di pianura occidentale. Il conflitto armato ostacola sia gli sforzi di conservazione che quelli di monitoraggio delle popolazioni di gorilla di Grauer e di montagna nella RDC. Questi fattori comprometteranno anche la risposta sanitaria pubblica, già gravemente influenzata dai tagli ai finanziamenti USA durante l’amministrazione Trump.
### Conseguenze per i gorilla in via di estinzione
Man mano che i casi di Ebola negli esseri umani continuano a aumentare, cresce l’apprehensione per le popolazioni di gorilla, già devastate in precedenti epidemie. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il nuovo focolaio un’Emergenza di Sanità Pubblica di Interesse Internazionale, essendo il virus di Ebola già comparso in RDC almeno 17 volte negli ultimi cinquant’anni.
Il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie degli Stati Uniti ha confermato 676 casi di Ebola nella parte orientale della RDC, con 136 decessi al 10 giugno, che continuano a salire. In Uganda, sono stati segnalati 19 casi e due decessi, ma sembra che l’epidemia sia per lo più contenuta nella regione.
Il virus responsabile di questo focolaio è il virus Bundibugyo, uno dei cinque virus dell’Ebola conosciuti. Attualmente non esiste un trattamento o un vaccino approvati per combatterlo. I virologi, insieme a ecologi e primatologi, stanno monitorando con attenzione la sua diffusione. Scoperto per la prima volta negli esseri umani nel 1976 lungo il fiume Ebola, questo virus altamente contagioso può infettare e uccidere gorilla e altri primati non umani. I sintomi iniziali possono essere simili a quelli dell’influenza, ma la malattia può evolvere in una febbre emorragica spesso fatale.
Le epidemie passate hanno causato un imponente numero di decessi tra gli esseri umani e hanno anche decimato le popolazioni di primati non umani nell’Africa centrale. Gli scienziati hanno descritto l’Ebola come una minaccia per la sopravvivenza delle grandi scimmie africane. Attualmente non ci sono sovrapposizioni tra le zone con casi segnalati e gli habitat dei gorilla in Uganda e RDC, ma la situazione è in constante evoluzione.
### Relazioni sociali dei gorilla e vulnerabilità
I gorilla, essendo animali altamente sociali, sono particolarmente a rischio di infezioni. Vivono generalmente in gruppo, composto da un maschio adulto, diverse femmine adulte e i loro piccoli. Alcuni maschi adulti sono solitari e cercano di unirsi a un gruppo. Questa struttura sociale facilita la diffusione delle malattie infettive. Durante le epidemie passate, è stato osservato che Ebola si diffonde rapidamente all’interno dei gruppi di gorilla, specialmente durante momenti di contatto come il riposo o le sessioni di gioco.
Secondo Damien Caillaud, ecologo comportamentale della University of California, Davis, il tasso di mortalità tra i gorilla durante le epidemie può raggiungere il 91%. Quando un gorilla viene infettato, il contagio si propaga velocemente e spesso porta a una rapida scomparsa degli individui del gruppo.
I gorilla mantengono un forte legame con i membri della loro specie anche dopo la morte, avvicinandosi ai cadaveri, il che aumenta il rischio di trasmissione della malattia. Dati recenti mostrano che il comportamento delle madri può portare a un ulteriore rischio di contagio, poiché possono trasportare i corpi di piccoli gorilla morti per giorni.
### Situazione attuale delle sub-specie di gorilla
Le quattro sottospecie di gorilla sono attualmente in grave pericolo di estinzione. Gli gorilla di montagna (Gorilla beringei beringei) sono tra i più minacciati, con poco più di 1.000 individui rimasti nel parco nazionale di Virunga e nel Parco Nazionale Bwindi Impenetrabile. Un recente studio ha dimostrato che, in caso di infezione da Ebola di anche un solo esemplare, la popolazione potrebbe decimarsi, con meno del 20% degli individui che potrebbe sopravvivere.
I gorilla di pianura occidentale (Gorilla gorilla gorilla) hanno subito perdite enormi nel recente passato, con circa 5.000 esemplari morti in epidemie precedenti. Oggi, la loro situazione è aggravata dalla perdita di habitat e dalla caccia illegale.
Le altre due sottospecie, il gorilla di Cross River e il gorilla di Grauer, non sono state colpite da Ebola, ma sono in grave pericolo per via di conflitti armati e violenza etnica, che rendono difficile il monitoraggio delle loro popolazioni.
### Sforzi di conservazione e monitoraggio
Le organizzazioni di conservazione, insieme ai lavoratori del governo, stanno lavorando per minimizzare il rischio di trasmissione dell’Ebola ai gorilla e agli operatori dei parchi. È cruciale monitorare la diffusione dell’epidemia umana in relazione agli habitat dei gorilla, fornendo al contempo equipaggiamenti protettivi e strutture di sanificazione.
Secondo Tara Stoinski, CEO del Dian Fossey Gorilla Fund, i ranger sono stati formati per riconoscere i segni clinici dell’Ebola nei gorilla. La riduzione dei fondi da parte degli Stati Uniti ha impattato gravemente le organizzazioni di conservazione, limitando le loro capacità di monitoraggio e protezione degli habitat.
Con l’evoluzione della situazione, è fondamentale mantenere alta la guardia. Gli esperti avvertono che anche un solo caso potrebbe avere conseguenze devastanti.
Fonti ufficiali:
– Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
– Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC)
– Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN)
Informazioni corrette e aggiornate possono aiutare a proteggere queste straordinarie specie e le loro popolazioni.
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