È morta Emma Bonino, l’ex ministra aveva 78 anni

È morta Emma Bonino, l’ex ministra aveva 78 anni

È morta Emma Bonino, ex ministra, senatrice, deputata e attivista dei Radicali. La Bonino era stata nuovamente ricoverata d’urgenza a Roma nei giorni scorsi a causa di un aggravamento delle sue condizioni respiratorie. La storica esponente radicale, leader di +Europa ed ex ministra degli Esteri, è stata soccorsa nella sua abitazione e trasportata in codice rosso all’ospedale Santo Spirito.

Il ricovero è avvenuto il 7 settembre, dopo una crisi respiratoria. I medici hanno deciso di trasferirla in terapia intensiva a scopo precauzionale per monitorare i parametri. Nelle prime ore Bonino è rimasta vigile e lucida e ha risposto alle terapie. Il successivo bollettino ha parlato di condizioni delicate ma stabili, con parametri cardiocircolatori e scambi respiratori considerati accettabili.

Il 10 settembre la leader radicale ha lasciato la terapia intensiva del Santo Spirito per essere trasferita in una struttura privata. La decisione è stata presa dopo un consulto tra il suo medico curante, Claudio Santini, e gli specialisti dell’ospedale.

Il tumore al polmone e i precedenti ricoveri

La vicenda sanitaria di Bonino è segnata da una lunga battaglia contro un tumore al polmone. Nel 2015 le fu diagnosticato un microcitoma al polmone sinistro, una forma particolarmente aggressiva di carcinoma polmonare. Affrontò un lungo percorso di chemioterapia senza interrompere la propria attività pubblica. Nel 2023 annunciò di aver concluso positivamente le terapie dopo otto anni, parlando della guarigione dalla malattia.

L’ultimo ricovero per un peggioramento della funzionalità respiratoria. Anche in occasione di un precedente ricovero, nel novembre 2025, i medici avevano escluso una recidiva della malattia oncologica e avevano ricondotto il malore a un problema di natura metabolica. Dopo il passaggio in terapia intensiva al Santo Spirito, Bonino era stata trasferita alla Stroke Unit del San Filippo Neri e dimessa dopo circa una settimana.

Dalla battaglia per l’aborto ai diritti civili e all’Europa

La storia pubblica di Emma Bonino coincide in larga parte con quella del radicalismo italiano. Entrata giovanissima nel Partito Radicale, è stata protagonista di alcune delle più importanti battaglie civili della storia repubblicana: dalla legalizzazione dell’aborto alla difesa dei diritti delle donne, dall’obiezione di coscienza alla lotta contro la pena di morte, fino alle campagne per la libertà individuale e l’autodeterminazione.

La sua attività politica non si è però fermata ai confini italiani. È stata parlamentare europea e commissaria europea per gli Aiuti umanitari dal 1994 al 1999. Nel 2006 è diventata ministra per le Politiche europee e il Commercio internazionale nel governo Prodi e successivamente, nel 2013, ministra degli Esteri nel governo Letta.

Negli anni successivi è rimasta una delle voci più riconoscibili del liberalismo italiano e del movimento radicale. È stata tra le fondatrici di +Europa, partito nato con una forte caratterizzazione europeista, continuando a intervenire nel dibattito pubblico anche durante gli anni segnati dalla malattia.

Una carriera costruita su battaglie spesso controcorrente, con una costante attenzione ai diritti individuali, all’Europa e alla difesa dello Stato di diritto. Una figura che, al di là delle appartenenze politiche, ha attraversato più di mezzo secolo della vita pubblica italiana.

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