Il Ruolo dei Droni nelle Operazioni di Soccorso in Nepal
Kathmandu, Nepal (AP) — Manish Maharjan, pilota di droni e cineasta, ha contribuito a rintracciare persone disperse dopo le devastanti inondazioni di agosto. Utilizzando droni equipaggiati con altoparlanti, Maharjan ha chiamato e persino suonato musica per coloro che si trovavano intrappolati su versanti di colline.
La situazione è complicata dalla ricerca di centinaia di lavoratori ritenuti bloccati in tunnel di centrali idroelettriche, un aspetto che ha richiesto un approccio diverso rispetto alle missioni di soccorso tradizionali. “Abbiamo trovato tunnel riempiti di fango come un tubetto di dentifricio”, ha affermato Maharjan. “Non c’era spazio vuoto all’interno”.
I Danni Causati dalle Inondazioni e le Sfide per i Soccorritori
Il 26 agosto, forti piogge causate da un collasso glaciale hanno generato inondazioni catastrofiche, provocando la morte di oltre 1.000 persone e lasciando migliaia di dispersi in Nepal e Tibet. Da quel giorno, le operazioni di salvataggio sono state in corso, con un focus particolare su 12 progetti di energia idroelettrica, dove circa 900 persone risultano ancora scomparse.
Maharjan ha partecipato alle operazioni di salvataggio a un giorno dall’allagamento, unendosi ai team dell’Esercito nepalese. “Abbiamo utilizzato microfoni per comunicare con i lavoratori intrappolati. In alcuni luoghi, abbiamo persino mandato in onda delle canzoni e aspettato una risposta,” ha spiegato Maharjan. “In alcuni casi, questo ha funzionato e ci ha aiutati a rintracciare alcune persone.”
Il disastro ha anche provocato danni significativi a infrastrutture vitali come strade, edifici e ponti. Le centrali idroelettriche sono state particolarmente colpite, con circa 500 lavoratori attualmente considerati bloccati all’interno di tunnel. Mohan Kumar Dangi, presidente dell’Associazione dei Produttori Indipendenti di Energia, ha dichiarato che alcuni lavoratori sono riusciti a chiamare aiuto quando è scoppiato il disastro. Non è chiaro, però, se i soccorritori abbiano stabilito un contatto con loro da allora.
Con il passare del tempo, trovare queste persone disperse è diventato sempre più difficile per i soccorritori. Maharjan, esperto nell’utilizzo di droni termici per le ricerche, ha sottolineato le difficoltà legate all’accesso per le operazioni di salvataggio. “Posso volare solo nei tunnel che sono lunghi e dritti”, ha detto. “Tuttavia, quando ci sono curve o zig-zag, diventa molto complicato operare e cercare in modo efficace.”
Recentemente, Maharjan ha cercato all’interno del progetto di energia idroelettrica di Rasuwagadhi, dove ha inviato un drone in profondità nel tunnel. Purtroppo, non è riuscito a trovare segni di vita. “Abbiamo controllato ripetutamente, ma il tunnel era colmo di fango e detriti,” ha spiegato. “Osservando il paesaggio, potevo solo immaginare la forza dell’inondazione.”
Le squadre di soccorso continuano a mobilitarsi nonostante le condizioni estremamente difficili. Essi utilizzano squadre di emergenza e tecnologia avanzata per cercare di portare in salvo coloro che sono ancora intrappolati. La resilienza del popolo nepalese, unita agli sforzi instancabili delle autorità e delle organizzazioni di soccorso, rimane un faro di speranza in questo drammatico contesto.
Fonti ufficiali riportano che la situazione rimane critica, e gli sforzi per localizzare i dispersi sono in continua evoluzione. Le operazioni di soccorso richiedono un’attenzione costante, e la cooperazione tra vari enti è fondamentale in questo momento di emergenza.
Le misure di emergenza stanno continuando a prendere piede, con appelli per donazioni e supporto per aiutare le comunità colpite. Se desideri contribuire, puoi rivolgerti a ONG locali che operano in Nepal per fornire assistenza ai sopravvissuti e alle famiglie delle vittime.
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