Droga e telefoni nel carcere “Luigi Bodenza” di Enna: 21 avvisi di garanzia
Le indagini hanno permesso di ricostruire le diverse strategie adottate per introdurre sostanze stupefacenti e telefoni all’interno del carcere. Alcuni oggetti venivano nascosti in pacchi postali o indumenti, mentre altri casi evidenziavano una particolare ingegnosità: le sostanze e i cellulari venivano occultati all’interno di palline da tennis, poi lanciate all’interno delle mura della struttura.
Numerosi sequestri hanno confermato l’efficacia dell’indagine, portando al rinvenimento di micro cellulari e dosi di droga pronte per essere distribuite. L’attività investigativa ha permesso di ricostruire una rete interna ed esterna all’istituto che agevolava l’introduzione illecita di questi materiali.
Procedimento in corso e presunzione di innocenza
Si sottolinea che il procedimento è ancora in fase di indagini preliminari. Gli indagati non possono quindi essere considerati colpevoli fino a eventuale sentenza di condanna o decreto penale irrevocabile.
L’operazione rappresenta un passo importante nella lotta contro lo spaccio di sostanze stupefacenti all’interno delle strutture penitenziarie e contro l’uso illecito di strumenti di comunicazione da parte dei detenuti, fenomeni che compromettono la sicurezza e la disciplina interna.
Le autorità continuano a monitorare attentamente la situazione, confermando la collaborazione tra Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria come elemento chiave per garantire il rispetto della legge e la sicurezza negli istituti carcerari.
