Dopo 25 anni dalla dichiarazione di crisi, la pesca negli Stati Uniti riprende vigore.

Dopo 25 anni dalla dichiarazione di crisi, la pesca negli Stati Uniti riprende vigore.

Per rispondere a questa crisi, le autorità hanno chiuso ampie aree oceaniche alla pesca e ridotto drasticamente le quote di cattura. Molti pescatori sono stati costretti a ritirarsi. Tuttavia, un gruppo inaspettato di pescatori, scienziati e ambientalisti ha lavorato insieme per ricostruire la pesca, ponendo la sostenibilità come principio centrale. Hanno innovato nelle quote di pesca, organizzato programmi di monitoraggio rigorosi e condotto anni di ricerche minuziose.

Nel 2025, i risultati di questi sforzi hanno portato a una pietra miliare significativa. Le autorità hanno dichiarato che il yelloweye rockfish (Sebastes ruberrimus) era stato ricostruito, segnando il successo completo nel recupero delle dieci specie precedentemente sovrasfruttate.

Un Eccellente Esempio di Gestione Sostenibile

“La pesca della Costa Ovest è ben gestita”, afferma Waldo Wakefield, esperto di ecologia marina e ricerca sugli attrezzi da pesca. Dal 1999 al 2018, ha partecipato attivamente alla ricostruzione della pesca di fondale come biologo per il Northwest Fisheries Science Center.

Agendo in modo proattivo, la legge Magnuson-Stevens Fishery Conservation and Management Act del 1976 ha conferito al governo gli strumenti per monitorare rigorosamente gli stock ittici e prevenire la sovrapesca. Con l’aggiornamento del 1996 e la reautorizzazione nel 2007, le autorità hanno potuto imporre limiti di cattura basati su solide evidenze scientifiche. Questo nuovo approccio ha radicalmente cambiato le pratiche di pesca, sostituendo la tradizionale corsa alla cattura con modelli di condivisione delle catture che rispettano la sostenibilità.


Le misure introdotte hanno avuto successo, culminando nel ritorno di stock ittipici che non ci si aspettava di vedere così presto. Le ricerche della NOAA non prevedevano una rinascita dei yelloweye rockfish prima del 2084.

“Gli Stati Uniti sono diventati un punto di riferimento”, commenta Kate Kauer, esperta di strategia per la pesca. Gli sforzi di conservazione sono stati riconosciuti a livello internazionale, sottolineando il fatto che, sebbene il 65% del pesce consumato negli Stati Uniti provenga da fonti estere, le pescherie nazionali rimangono tra le più sostenibili al mondo.

Sfide Economiche Persistenti

Nonostante i chiari miglioramenti nella sostenibilità ambientale, la situazione economica non è rosea. I pescatori, sebbene beneficino di quote aumentate, avvertono una mancanza di domanda. Durante una riunione del Pacific Fisheries Management Council nel novembre 2025, molti pescatori hanno evidenziato le pressioni economiche, come l’aumento dei costi di monitoraggio e dell’assicurazione marittima.

Le nuove pratiche per il monitoraggio della pesca stanno aumentando i costi di gestione, mettendo sotto pressione le risorse economiche dei pescatori. Per esempio, gli osservatori umani costano centinaia di dollari al giorno e molti pescatori si trovano a dover affrontare altre spese, come il pagamento del debito per il buyout del 2002.

I pescatori riconoscono la necessità di garantire pratiche di pesca responsabili. Tuttavia, stanno anche lanciando un allerta: mantenere le stesse rigide normative potrebbe presto rivelarsi insostenibile sul piano economico.

Verso un Futuro Sostenibile

Guardando al futuro, la chiave per il successo della pesca di fondale risiederà nel bilancio tra conservazione e profitto. “Se gestiamo bene le risorse, allora ci sarà anche redditività”, afferma Kauer. Gli incontri futuri e le decisioni politiche potrebbero rivelarsi cruciali per garantire che il progresso ottenuto non venga vanificato.

La prossima riunione del Pacific Fisheries Management Council sarà determinante nel valutare quale direzione prendere per il monitoraggio della pesca. In un contesto in cui il settore ittico della Costa Ovest rimane uno dei più sostenibili a livello globale, il mondo osserva come la combinazione di politiche efficaci e della volontà collettiva possano guidare un futuro prospero per le risorse marine.

Fonti: NOAA Fisheries, Pacific Fisheries Management Council, The Nature Conservancy.

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