Le Donne e la Lotta contro l’Industria Mineraria in Indonesia
Nei distretti di Dairi, in Indonesia, i gruppi di donne si sono eretti a pionieri di una storica sfida legale contro una compagnia mineraria di zinco, riuscendo a prevalere in tribunale e stabilire un precedente giuridico nel maggio 2025. Le contadine hanno collaborato con un gruppo di undici villaggi, affermando che le loro vittorie sono state frutto di una determinazione inscalfibile e di un impegno durato due decenni. Il promotore PT Dairi Prima Mineral, appoggiato dalla China Nonferrous Metal Industry’s Foreign Engineering and Construction Co. Ltd., sta ora tentando di ottenere un nuovo permesso, dopo che il ministero dell’Ambiente ha revocato il vecchio atto, cercando l’approvazione da tutte le componenti della comunità, incluse le popolazioni locali. Tuttavia, attivisti locali hanno dichiarato che continueranno a resistere all’industria mineraria.
Un Percorso di Lotta e Resistenza
Rainim Purba, inizio la sua battaglia nel 1996, quando sentì le voci riguardanti l’arrivo di una compagnia mineraria vicino al suo villaggio di Pandiangan, nella provincia di Sumatra Settentrionale. Da quel momento, la sua vita cambiò radicalmente. La compagnia prometteva posti di lavoro, ma Rainim non sapeva che si sarebbe impegnata per vent’anni nella lotta contro l’industria mineraria, insieme ad altre donne contadine, per conquistare un precedente legale fondamentale nel paese. In seguito a un ricorso, nel maggio 2025, il ministero dell’Ambiente ha annullato il permesso ambientale dell’azienda, confermando che tale tipo di permesso può essere contestato in tribunale.
Secondo gli attivisti, quando PT Dairi Prima Mineral si presentò ai villaggi, non fu fornita alcuna informazione adeguata sui rischi potenziali. Era previsto infatti la costruzione di una diga per le scorie in una zona soggetta a terremoti e frane, un pericolo noto ai residenti. “Ci hanno avvisato verbalmente, senza mai un vero dialogo”, ribadisce Rainim.
Inizialmente, le donne hanno creato gruppi nel 2008 per promuovere i diritti femminili. Solo nel 2017 hanno cominciato a opporsi alla miniera, riconoscendo le minacce che questo progetto avrebbe implicato. Monica Siregar, di Yayasan Diakonia Pelangi Kasih (YDPK), ha sottolineato l’importanza dell’organizzazione comunitaria per affrontare questa problematica. Le contadine hanno pianificato proteste e incontri con le autorità locali, articolando le loro preoccupazioni in manifestazioni pubbliche.
Le donne, unite, hanno raccolto evidenze contro l’azienda mineraria. Durante la fase di esplorazione nel gennaio 2012, un’attività di perforazione ha causato una fuoriuscita di rifiuti, inquinando i campi di riso e il fiume Sikalombun. Gli eventi catastrofici che ne sono seguiti, fino a distruggere terreni agricoli e vite umane, hanno spinto Rainim e le sue compagne a combattere.
Nei successivi anni, la compagnia ha cercato di espandere le sue operazioni, presentando un nuovo studio di impatto ambientale nel 2019 per modificare le strutture di smaltimento. Nonostante le evidenze scientifiche contrarie, che suggerivano l’inadeguatezza del progetto per la sua ubicazione sismica, il ministero ha rilasciato un nuovo permesso nel 2022.
Nel 2023, undici residenti guidati da Rainim hanno fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Statale di Jakarta, con l’assistenza legale di un gruppo di organizzazioni. Dopo vari appelli, la Suprema Corte ha confermato la sentenza, annullando il permesso della compagnia.
Il 19 maggio 2025, gli attivisti hanno marciato verso il ministero per chiedere l’attuazione della revoca. Il 22 maggio, sono stati informati che il permesso dell’azienda era stato effettivamente annullato, segnando un importante traguardo nella loro lotta.
Dormaida Sihotang, un’altra agricoltrice, ha espresso la sua soddisfazione per il risultato. “Mi sento sollevata dopo che il permesso della compagnia è stato revocato,” ha affermato. Rainim, che coltiva diverse varietà di piante, ha condiviso la sua gioia per poter gestire la propria terra senza più timori.
Il processo di concessione di un nuovo permesso, comunque, è ancora in corso. Rosa Vivien Ratnawati, del ministero dell’Ambiente, ha affermato che sarà coinvolta la comunità locale. Ma molte donne e attivisti rimangono scettici, preoccupati per il fatto che la compagnia possa ottenere un nuovo permesso sotto altri auspici.
Simone Emerman, esperto idrologico, ha avvertito che la nuova proposta di gestione delle scorie non è praticabile. “Solo il 50-60% delle scorie può essere reintrodotto,” ha dichiarato. Nonostante le preoccupazioni, le donne di Dairi continuano a promettere di lottare successo dopo successo.
Puoi seguire gli sviluppi di questa vicenda attraverso fonti ufficiali come Mongabay e le organizzazioni non governative coinvolte.
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