La Forza dell’Assemblea delle Donne Rurali in Africa Meridionale
L’Assemblea delle Donne Rurali, con una rappresentanza di 170.000 donne in tutto il sud dell’Africa, promuove l’agroecologia come strategia per l’autonomia e la resilienza delle sue membri. Uno degli ostacoli principali che le donne devono affrontare è la mancanza di proprietà terriera, il che limita il loro potere decisionale. Secondo il consulente per lo sviluppo rurale Richard Mkandawire, consentire alle donne che lavorano la terra di possederla è fondamentale per risolvere i problemi di sicurezza alimentare.
Nel distretto di Chiradzulu, in Malawi, 60 donne, membri dell’Assemblea, coltivano frutta e verdura accanto al loro raccolto principale, il mais. Negli ultimi anni, la domanda per i loro prodotti biologici è cresciuta da parte degli acquirenti della vicina Blantyre, capitale commerciale del Malawi. Diana Sitima, presidente dell’assemblea a Chiradzulu, gestisce una fattoria biologica di 3,5 ettari. Racconta che, quando ha iniziato nel 1993, portava i suoi prodotti ai consumatori a Blantyre.
“Ora vengono da noi. Dicono che i nostri prodotti hanno un sapore buono”, afferma Sitima. Le donne del gruppo indicano che i principali ostacoli nell’agricoltura sono la mancanza di titoli di proprietà e di capitali da investire. Come membri dell’Assemblea, queste problematiche vengono discusse nei loro incontri e portate ai consigli locali e al governo centrale per trovare soluzioni.
Nel 1998, dopo il matrimonio, Lonely Kholowa, membro dell’Assemblea, ricevette dai genitori un campo da coltivare. Tuttavia, dopo la morte del padre nel 2009, il suo zio si appropria della terra, sostenendo che, secondo la loro cultura, appartiene alla famiglia della madre. Kholowa ora coltiva nella villa del marito altrove a Chiradzulu. “Non possiedo terra. L’unico terreno a disposizione è di mio marito e dei suoi parenti. Se succede qualcosa a lui, non ho nulla”, racconta.
Un Movimento per i Diritti Fondiari delle Donne
La rete regionale alla quale appartiene Sitima è stata creata nel 2009, quando 250 donne provenienti da nove paesi del sud dell’Africa — tra cui agricoltrici, attiviste per i diritti fondiari e sindacaliste — si sono incontrate in Sudafrica per discutere delle loro sfide. Questo incontro ha portato alla nascita di una rete basata sui membri con l’obiettivo di promuovere i sistemi alimentari sostenibili e amplificare la voce delle donne agricoltrici sui temi di accesso alla terra.
Oggi, l’Assemblea vanta quasi 170.000 donne in 11 paesi. Mercia Andrews, attivista e membro fondatore della rete, afferma che “siamo probabilmente il movimento rurale femminile più grande del sud Africa”. I membri dell’Assemblea sostengono che il diritto delle donne di possedere terra è inseparabile dal loro accesso al cibo e all’acqua.
Andrews sottolinea che, nonostante la legge, la realtà è diversa. Le autorità tradizionali e le famiglie stabiliscono regole locali che escludono le donne dalla proprietà terriera. “Incoraggiamo le donne a confrontarsi con queste condizioni patriarcali e a impegnarsi attivamente con l’autorità tradizionale. Vogliamo anche considerare azioni legali per cambiare questa situazione”, afferma.
Il movimento mira a superare gli ostacoli che impediscono alle donne di possedere terra, stabilendo che una parte del controllo sui sistemi di produzione esiste, ma la mancanza di proprietà limita l’autonomia delle donne nella gestione delle loro risorse.
In Chiradzulu, le donne apprendono metodi agroecologici presso la fattoria di Sitima, dove alberi che fissano l’azoto e colture orticole prosperano insieme. Le tecniche sostenibili, come l’uso del letame e il ripristino dei suoli degradati, sono parte della missione dell’Assemblea. La crescente domanda di cibi biologici consente agli agricoltori di questa rete di vendere i loro prodotti a prezzi superiori.
L’Assemblea delle Donne Rurali ha lanciato il suo capitolo in Malawi nel 2016, raggiungendo oltre 2.000 membri. Anche se il percorso dell’agroecologia è promettente, non è ancora ampiamente praticato in Malawi. La connessione con altre agricoltrici ha ispirato Sitima a diversificare la sua produzione, piantando banane e piantaggini per rispondere alla domanda di mercato.
Richard Mkandawire, esperto di sviluppo rurale, osserva che le donne svolgono gran parte del lavoro agricolo in Africa. Pertanto, garantire loro proprietà e controllo della terra può rafforzare la sicurezza alimentare e le economie agricole del continente. Sitima condivide l’importanza di possedere terra: “Ora siamo una fattoria integrata. Credo che questo successo sia dovuto alla stabilità della nostra situazione.”
“Quando affitti terra, non puoi realizzare le tue idee. La proprietà consente di pianificare e investire a lungo termine”, conclude. In questo contesto, il movimento per i diritti fondiari delle donne rappresenta un passo cruciale verso una maggiore equità e produttività agricola in Africa.
Fonti ufficiali:
- FAO – Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura
- Oxfam – Confessione internazionale contro la povertà
- UN Women – Entità delle Nazioni Unite per il genere e l’emancipazione femminile
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