Donna di 75 anni con assegno sociale vince contro l’INPS: non dovrà restituire 9mila €

Il Tribunale di Catania ha accolto il ricorso di una donna di oltre 75 anni, vedova e priva di reddito, contro una richiesta di restituzione di quasi 9.000 euro avanzata dall’INPS. La decisione ribadisce un principio di equità in materia di prestazioni assistenziali e conferma la corretta interpretazione normativa sull’assegno sociale.

La controversia con l’INPS


La vicenda riguarda l’assegno sociale percepito dalla donna nell’anno 2015. L’INPS aveva notificato un provvedimento con cui richiedeva la restituzione integrale della somma erogata, sostenendo che non sussistesse il diritto alla prestazione. La richiesta, pari a 8.298,29 euro, era stata giustificata dall’ente con la presunta mancata comunicazione di eventuali redditi percepiti.

Il percorso giudiziario

Dopo il rigetto del ricorso amministrativo, il caso è stato portato in tribunale. Nel corso del giudizio, è stato chiarito che l’obbligo di dichiarare redditi si applica solo a quelli rilevanti ai fini della prestazione. Poiché la donna non percepiva alcun reddito al di fuori dell’assegno sociale, erogato dall’INPS stessa, non vi era alcuna informazione aggiuntiva da comunicare.

Il Tribunale ha accolto il ricorso, annullando integralmente la richiesta di restituzione e stabilendo che la beneficiaria non doveva restituire la somma contestata. La donna è stata assistita dall’avvocato Clelia Principato, che collabora con l’UNSIC (Unione nazionale sindacale imprenditori e coltivatori) di Catania.

Un precedente rilevante


La sentenza si inserisce in un quadro di precedenti giudiziari che hanno affrontato casi di indebita richiesta di restituzione di prestazioni assistenziali. Nonostante tali pronunce, l’INPS ha talvolta reiterato richieste simili, come avvenuto per l’annualità successiva. Anche in quel caso, il ricorso presentato dalla donna è stato accolto, confermando la correttezza dell’interpretazione normativa.

Difendere i propri diritti

Il caso evidenzia l’importanza di rivolgersi a enti di tutela o a professionisti qualificati quando vengono contestate prestazioni assistenziali. La vicenda dimostra come sia possibile ottenere giustizia in situazioni in cui le richieste dell’INPS risultano prive di fondamento, evitando di subire passivamente indebiti o controversie economiche significative.

La decisione del Tribunale di Catania rappresenta un esempio significativo di tutela dei diritti dei cittadini nell’accesso alle prestazioni sociali. Ribadisce il principio secondo cui l’assegno sociale, percepito in assenza di altri redditi, non richiede restituzioni e che le procedure di controllo dell’INPS devono rispettare le normative vigenti.

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