Primo Utilizzo di Analisi del DNA in un Caso di Bracconaggio in Zimbabwe
Nel febbraio 2024, per la prima volta nella storia, le autorità dello Zimbabwe hanno utilizzato l’analisi del DNA di un leone per condannare due bracconieri. La sentenza è stata emessa dopo che gli investigatori hanno analizzato parti di leone sequestrate vicino al Parco Nazionale Hwange. I campioni prelevati sono stati confrontati con il profilo genetico di un leone tracciato mediante radiocollare, il quale era stato ucciso due anni prima. Questo caso ha rappresentato una svolta fondamentale nella lotta contro i crimini di bracconaggio, stabilendo un precedente per l’uso della scienza forense in procedimenti legali riguardanti la fauna selvatica.
Il leone in questione era noto agli studiosi, i quali avevano monitorato i suoi spostamenti nell’ambito di uno studio di ricerca. All’epoca della cattura e dell’anestesia per fissargli il radiocollare, i biologi avevano prelevato campioni di sangue e registrato le sue informazioni genetiche e sanitarie in un database.
Il Caso che Ha Sconvolto la Giustizia Ambientale
Le prove raccolte dalle autorità includevano tre sacchi di carne, 16 artigli e quattro denti destinati al mercato nero. Anche se il commercio di parti di leoni allevati in cattività è legale in Zimbabwe, i bracconieri non possedevano le necessarie autorizzazioni. Stabilire che le parti sequestrate provenissero da un leone selvatico, piuttosto che da un esemplare di allevamento, è stato cruciale per ottenere la condanna, poiché il bracconaggio è reato secondo la legislazione nazionale.
Leoni e tigri continuano a essere tra gli animali più commerciati al mondo, spinti dalla domanda per le loro parti, utilizzate in pratiche di medicina tradizionale e per usi rituali in Asia e Africa. Secondo un rapporto della ONG TRAFFIC, la domanda per le parti di leone ha continuato a crescere, nonostante gli sforzi di conservazione e legislazione.
“Siamo determinati a proteggere la biodiversità per le generazioni future”, ha affermato il Victoria Falls Wildlife Trust, un’organizzazione non profit che ha collaborato con esperti di conservazione e analisi genetica. Ulteriori analisi genetiche sono state effettuate grazie al supporto di ONG britanniche come TRAFFIC e TRACE.
Il DNA per le indagini criminali ha cominciato a essere utilizzato nel 1985, quando il genetista britannico Alec Jeffreys sviluppò il metodo del “fingerprinting del DNA”. Da allora, questa tecnologia ha rivoluzionato il modo in cui si presentano le prove in tribunale, consentendo di risalire a singoli individui. Il caso dei bracconieri di leoni rappresenta un’importante applicazione di queste tecniche nella lotta contro i crimini di fauna selvatica.
L’uso dell’analisi del DNA è cruciale per combattere il bracconaggio, poiché spesso le accuse si basano su prove circumstanziali che possono rivelarsi insufficienti. In Zimbabwe, dove il commercio di parti di leoni allevati in cattività è consentito, i pubblici ministeri devono affrontare la complessa sfida di dimostrare che le parti provengono da esemplari selvatici.
L’importanza delle prove genetiche in questo contesto è stata sottolineata da Sheldon Jordan, esperto di enforcement nella fauna selvatica: “Il DNA ha rivoluzionato il modo in cui presentiamo le prove in tribunale. Senza la possibilità di fare riferimento all’analisi del DNA, non potremmo regolare il commercio con la stessa efficacia”.
I leoni, una delle specie più commerciate al mondo, affrontano una grave minaccia a causa del bracconaggio. Un recente studio ha rivelato che attualmente meno di 25.000 leoni vivono in libertà in Africa, rispetto ai circa 200.000 di un secolo fa.
In Zimbabwe, il bracconaggio continua a rappresentare una seria minaccia: secondo i dati del portale Wildlife Trade Portal di TRAFFIC, due leoni sono stati avvistati come vittime di bracconaggio solo l’anno scorso. L’abbattimento di un maschio che guida una mandria comporta spesso la morte dei suoi cuccioli, poiché i nuovi capi di mandria tendono a eliminare la prole dell’ex leader.
Attualmente, un altro caso riguardante un leone è in corso in Sudafrica, dove i pubblici ministeri utilizzano nuovamente l’analisi del DNA come prova. La recente condanna in Zimbabwe rappresenta un importante precedente su come la scienza possa supportare l’ enforcement a favore della giustizia ambientale.
Per saperne di più su progetti di conservazione e attività di ricerca, puoi visitare i siti ufficiali delle ONG che lavorano nel settore, come TRAFFIC e Victoria Falls Wildlife Trust. Questo case study dimostra quanto possa essere efficace la collaborazione tra scienza, giustizia e conservazione nella lotta contro il bracconaggio.
Fonti ufficiali:
- TRAFFIC
- Victoria Falls Wildlife Trust
- Conservation Letters
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