L’uso pervasivo dei dispositivi di aggregazione di pesci (FAD)
Il settore della pesca al tonno si avvale dei Dispositivi di Aggregazione di Pesci (FAD) per raccogliere grandi quantità di pesce in modo efficiente. Quando questi dispositivi vengono smarriti o abbandonati, possono danneggiare la fauna marina e i suoi habitat. In Ecuador, i FAD persi possono derivare nella Riserva Marina delle Galápagos, un’area protetta che ospita centinaia di specie endemiche e minacciate, inquinando l’ambiente con plastica, danneggiando le barriere coralline e intrappolando la vita marina.
Agenzie ed organizzazioni locali stanno sviluppando modi per prevenire l’ingresso dei FAD nella riserva marina e per ripulire i danni causati quando questi dispositivi raggiungono l’area protetta.
Un problema globale nella pesca
SANTA CRUZ, ISOLE GALÁPAGOS, Ecuador — Walter Borbor, un pescatore noto sui social media, ha condiviso un video su Instagram nel 2022, nel quale descrive un “plantado”. Questo termine locale si riferisce ai FAD, dispositivi utilizzati dalle flotte industriali per attrarre tonnellate di tonno. Utilizzati sin dagli anni ’80 per migliorare l’efficienza della pesca, i FAD sono diventati nel corso degli ultimi 25 anni il metodo principale di pesca al tonno. Durante lo stesso periodo, la flotta di tonno dell’Ecuador è cresciuta di circa il 50%. Questi fattori hanno portato ad un incremento dei FAD abbandonati che vagano verso la Riserva Marina delle Galápagos.
Il problema dei FAD abbandonati è profondo. Si degradano rilasciando plastica, danneggiano le barriere coralline e si scontrano con le imbarcazioni di pesca artigianale. Inti Keith, ricercatore della Fondazione Charles Darwin, ha evidenziato che spesso si trovano squali, tartarughe, leoni marini e altri animali intrappolati nelle reti dei FAD, talvolta addirittura morti. Per affrontare questo problema, le agenzie e le organizzazioni delle Galápagos stanno collaborando per monitorare e recuperare questi dispositivi abbandonati.
I FAD, generalmente, sono costituiti da una piattaforma galleggiante rivestita di reti e un perturbatore satellitare che permette di localizzarli. Queste piattaforme creano habitat per i pesci esca, che a loro volta attraggono predatori più grandi come il tonno. Recentemente, i FAD moderni sono dotati di dispositivi sonar che identificano il volume di pesci sottostanti, avvisando la nave da pesca quando la quantità è elevata. Attualmente, 275 pescherecci a circuizione, rappresentanti undici nazioni, sono registrati presso la Commissione Interamericana del Tonno Tropical (IATTC), che gestisce la pesca nell’Oceano Pacifico orientale. IATTC non limita il numero di FAD che le navi possono utilizzare, ma impone un limite ai localizzatori attivi, stabilendo a 340 per imbarcazione. Questo si traduce in decine di migliaia di distribuzioni annuali, con l’Ecuador tra i principali contributori.
Una sfida significativa riguarda perché e come i FAD vengono abbandonati. Spesso i dispositivi, economici e pesanti, vengono lasciati alla deriva dopo la raccolta del pescato; a volte la batteria del localizzatore satellite si esaurisce, rendendo impossibile il recupero. Fino a luglio, la riserva ha registrato 277 FAD dal 2017, molti dei quali recuperati durante progetti di pulizia costiera. Tuttavia, il numero effettivo di FAD che passano attraverso la riserva è sicuramente molto più elevato, poiché non esiste un sistema unico di raccolta dati per le segnalazioni dei FAD in Ecuador.
Collaborazioni per la salvaguardia dell’ambiente marino
Alberto Andrade, direttore di un gruppo di conservazione locale, osserva come le problematiche legate agli FAD siano sempre più riconosciute. La sua organizzazione ha intrapreso campagne per sensibilizzare la comunità locale circa l’impatto di questi dispositivi. Andrade sottolinea che è ingiusto che le flotte industriali possano avvicinarsi ai limiti delle riserve marine e prelevare il tonno, mentre altre specie marine vengono spesso catturate come “cattura accessoria”. Un approccio collettivo è essenziale per perseguire politiche che prevengano l’ingresso dei FAD nella Riserva.
Un’organizzazione no-profit, TUNACONS, rappresenta le aziende di pesca industriale e ha iniziato un programma di recupero dei FAD in collaborazione con il parco nazionale, compensando i pescatori artigianali con circa 400-600 dollari per ogni FAD recuperato. Tuttavia, questo numero rappresenta solo una frazione dei FAD abbandonati e lungo questo percorso ci sono critiche riguardo alla sostenibilità del modello adottato. La soluzione proposta da TUNACONS è l’EcoFAD, un dispositivo biodegradabile progettato per ridurre l’impatto ambientale, che potrebbe risultare solo parzialmente efficace se anche in essi si trovano componenti non degradabili. Indagini scientifiche suggeriscono che una gestione migliorata fosse la strada migliore rispetto a un divieto totale dei FAD.
Allo stato attuale, il Parco Nazionale delle Galápagos sta collaborando con diverse organizzazioni per identificare soluzioni preventive. Un approccio sistematico basato sulla mappatura delle correnti oceaniche e la simulazione del movimento dei FAD potrebbe permettere di prevedere dove questi dispositivi potrebbero vagare. Ciò consentirebbe di stabilire regole per evitare l’installazione di FAD in aree a rischio. Gli sforzi devono continuare, e la sensibilizzazione di tutti gli attori coinvolti nella pesca e nella sostenibilità rimane cruciale. Solo attraverso il rispetto delle leggi e un impegno collettivo si potrà salvaguardare questo ecosistema unico delle Galápagos.
Fonti ufficiali:
- IATTC – Inter-American Tropical Tuna Commission
- Charles Darwin Foundation
- Galápagos Conservation Trust
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