## Il Caso del Baram Dam: La Lotta per la Salvaguardia della Foresta di Borneo
La costruzione del Baram Dam sulla costa del Borneo minaccia di inondare centinaia di chilometri quadrati di foresta e di spostare migliaia di persone. Questo ambizioso progetto idroelettrico, che prevede una capacità di 1.200 megawatt, ha scatenato una forte reazione da parte di una coalizione di attivisti e comunità indigene. Questi, nonostante minacce e intimidazioni, hanno mantenuto una serie di blocchi stradali per ben 26 mesi, galvanizzando il supporto internazionale in difesa della loro terra.
Dieci anni dopo, alcuni leader di un’importante ONG coinvolta nella campagna si raccolgono a riflettere su ciò che ha portato al successo. “Sebbene la vittoria contro il Baram non possa essere replicata automaticamente, la struttura della resistenza guidata dagli indigeni, la scienza rigorosa e la solidarietà internazionale possono essere adattate ad altre situazioni in tutto il mondo,” affermano.
## La Riunione WISER: Un Momento di Unione
Nel 2015, attivisti indigeni provenienti da diverse nazioni, tra cui Indonesia, Malesia, Filippine e Brasile, si sono riuniti a Tanjung Tepalit, un villaggio indigena sul fiume Baram. Questo incontro, chiamato WISER (World Indigenous Summit on Environment and Rivers), si è tenuto in un’area che sarebbe stata sommersa dal dam. Durante l’evento, il fondatore di SAVE Rivers, Peter Kallang, hanno espresso l’unità di intenti dei partecipanti, dicendo: “Siamo persone di molte fedi, ma unite in una missione: proteggere le nostre foreste e il nostro modo di vivere.”
La riunione rappresentava sia una strategia globale contro il progetto statale-corporativo sia una radicata affermazione di valori ancestrali come la sacralità delle foreste e il dovere verso gli antenati. Tali principi non possono essere ignorati in nome dello sviluppo, e sono essenziali per costruire un futuro vivibile.
## Problemi Connessi con i Mega Dighe
Nonostante le promesse di energia pulita e prosperità, le mega dighe come il Baram hanno frequentemente dimostrato di avere un impatto negativo sull’economia locale. Secondo uno studio condotto da Atif Ansar e colleghi della Saïd Business School di Oxford, questi progetti superano il budget iniziale quasi il doppio e ritardano la loro completamento. Spesso, arricchiscono solo alcuni appaltatori, mentre le comunità locali si ritrovano senza terra e impoverite.
In Sarawak, la gestione del governo locale ha portato a situazioni disastrose per migliaia di persone, come nel caso dei dam di Bakun e Murum, che hanno distrutto le vite di decine di migliaia di abitanti.
### Tre Pilastri della Resistenza
La campagna contro il Baram Dam si basava su tre fondamenti: resistenza fisica guidata dagli indigeni, scienza indipendente e solidarietà internazionale. Questi elementi sono stati cruciali nel garantire il successo della mobilitazione.
La resistenza fisica iniziò nel 2013 con l’erezione di blocchi stradali. I membri delle comunità indigene, nonostante le minacce, rimasero fermi per oltre due anni. La loro determinazione ha ostacolato non solo il Baram Dam, ma anche la realizzazione di altri progetti di diga previsti nella regione.
## Ruolo Della Scienza Indipendente e della Solidarietà Internazionale
Un altro aspetto chiave è stata la scienza indipendente. Dr. Rebekah Shirley, ricercatrice presso l’Università della California, ha fornito analisi dettagliate che dimostravano come alternative energetiche più sostenibili, come il solare e l’eolico, avrebbero potuto soddisfare la domanda energetica senza distruggere l’ecosistema.
La solidarietà internazionale ha amplificato le voci locali, portando l’attenzione mediatica necessaria a esercitare pressione sui finanziatori del progetto. In fine, nel 2015, il Chief Minister di Sarawak annunciò un moratorio sul progetto.
## L’Eredità della Campagna Baram
La vittoria contro il Baram non è solo un trionfo locale, ma serve da modello per altre battaglie in tutto il mondo. Sebbene le situazioni siano uniche, la struttura della campagna, che unisce resistenza indigena, scienza e solidarietà, ha dimostrato di essere un potente strumento per le comunità in lotta contro le politiche distruttive.
Il Baram rappresenta una vittoria significativa contro l’oppressione delle comunità indigene e un faro di speranza per chi lotta per preservare le proprie terre. Anche se le intenzioni del governo di Sarawak rimangono, la lotta continua e l’attenzione internazionale è fondamentale per il futuro delle comunità indigene e dei loro diritti.
Le foreste del Borneo, che hanno prosperato per oltre 130 milioni di anni, meritano di essere protette. La storia del Baram Dam potrebbe non essere isolata, ma un capitolo in un lungo racconto di resistenza e speranza in un futuro più giusto.
Fonti:
– Mongabay
– Oxford University Press
– Borneo Project
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