Deforestazione in Brasile ai minimi storici: dati record per l’Amazzonia.

Calano le Deforestazioni in Amazzonia: Un Segnale di Speranza

Nuove segnalazioni satellitari dal Brasile indicano che la deforestazione nella foresta amazzonica continua a diminuire, segnando un trend positivo fino all’inizio del 2026. Durante il periodo da agosto a gennaio, la superficie disboscata è scesa al livello più basso dal 2014. Inoltre, nei dodici mesi precedenti, la perdita di foresta ha raggiunto il minimo dal 2014, confermando un trend generale di abbattimento che si riflette anche in dati ufficiali e monitoraggi indipendenti.

Secondo i rapporti rilasciati dal Instituto Nazionale di Ricerca Spaziale (INPE), sono stati registrati 1.325 chilometri quadrati di disboscamento dal 1° agosto 2025 al 31 gennaio 2026. Questo valore è significativamente inferiore rispetto ai 2.050 chilometri quadrati del periodo analogo dell’anno precedente, rappresentando il livello più basso da quando sono iniziati i monitoraggi nel 2014. 【fonte: INPE】


Le Iniziative Governative Dietro il Calo della Deforestazione

Durante una conferenza stampa, la Ministra dell’Ambiente Marina Silva ha attribuito il calo della deforestazione all’azione coordinata del governo e alla cooperazione tra i comuni. Ha sottolineato che tra i 81 comuni con i tassi di deforestazione più alti, 70 hanno già aderito a programmi federali per limitare il disboscamento illegale.

“In questo programma, la maggior parte delle risorse è destinata dal Fondo Amazonia per il supporto alle attività di enforcement e prevenzione”, ha dichiarato Marina Silva. Se le politiche attuali continueranno a essere implementate, il Brasile potrebbe raggiungere una cifra storica nel 2026: il tasso di deforestazione più basso mai registrato dal 1988, annus dell’inizio della raccolta di dati ufficiali.

I dati annui confermano ulteriormente il trend positivo. Il sistema PRODES di INPE, che utilizza immagini ad alta risoluzione per fornire stime annuali ufficiali, ha rivelato che la deforestazione negli ultimi 12 mesi fino a luglio 2025 è calata dell’11%, toccando i 5.796 chilometri quadrati, il livello più basso degli ultimi undici anni. Anche i monitoraggi indipendenti, come quelli condotti dall’organizzazione no-profit Imazon, corroborano i risultati governativi, stimando una perdita forestale di appena 228 chilometri quadrati per l’anno terminato il 31 dicembre 2025, il valore più basso in sei anni.


Implicazioni per la Biodiversità e l’Ambiente

In aggiunta alla diminuzione della deforestazione nella foresta pluviale, sono stati osservati cali significativi anche nel Cerrado, l’ecosistema di savana che circonda l’Amazzonia, diventato sempre più un frontiera agricola. Qui, la deforestazione è scesa a 1.905 chilometri quadrati, rispetto ai 2.025 dell’anno precedente. Sebbene meno conosciuto a livello internazionale rispetto alla foresta pluviale, il Cerrado è uno degli ecosistemi di savana più ricchi di biodiversità al mondo ed è una fonte cruciale d’acqua per i principali bacini idrografici brasiliani.

È importante prendere in considerazione che le fluttuazioni trimestrali nei dati sulla deforestazione devono essere interpretate con cautela. I sistemi satellitari come DETER e SAD non riescono a penetrare la copertura nuvolosa, rendendo i dati mensili instabili durante la stagione delle piogge, che va da novembre ad aprile. La comparazione di anno in anno, specialmente quando si considera un ciclo di disboscamento intero che termina il 31 luglio, offre un’indicazione più affidabile delle tendenze sottostanti.

La coerenza tra i vari dataset suggerisce che le politiche e le misure di enforcement implementate sotto l’amministrazione del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva stanno continuando a ridurre il disboscamento. La sostenibilità di questi passi avanti dipenderà dalle pressioni economiche, dallo sviluppo infrastrutturale e dai fattori di stress ambientali causati da cambiamenti climatici, come siccità e incendi, che influiscono sull’avvenire della più grande foresta pluviale del mondo, a prescindere dalle misure di taglio.


Queste scoperte evidenziano non solo i progressi compiuti nella conservazione dell’Amazzonia, ma anche l’importanza di un monitoraggio costante e dell’implementazione di politiche efficaci. Procedere in questa direzione potrebbe rivelarsi cruciale per la conservazione degli ecosistemi e per la mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici.

Fonti ufficiali:

  • Instituto Nazionale di Ricerca Spaziale (INPE)
  • Imazon

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Luigi Salemi: