Decenni dopo la pesca a strascico, i monti sottomarini cileni restano danneggiati.

Decenni dopo la pesca a strascico, i monti sottomarini cileni restano danneggiati.

La Degradazione dei Seamounts nel Cile: Uno Studio Allarmante

Un nuovo studio ha messo in luce la grave condizione dei seamounts nell’arcipelago Juan Fernández, in Cile. Dopo venticinque anni dalla pratica di pesca del bottom trawling, queste aree continuano a mostrare segni di degrado ambientale significativo. In contrapposizione, un seamount ecologicamente simile situato al di fuori dell’arcipelago ha mantenuto la sua biodiversità e sostenuto habitat marini, come comunità di coralli e spugne.

I ricercatori hanno riscontrato una proliferazione di ricci di mare nelle zone colpite, suggerendo che questi animali stiano ostacolando la ripresa delle comunità coralline. Da un lato, l’autore principale dello studio ha evidenziato la distruttività del bottom trawling, mentre un esperto esterno ha sottolineato come il suo impatto possa variare in base all’ambiente marino.

L’Indagine sui Seamounts

Nel 2024, un team di scienziati cileni e americani ha condotto un’indagine utilizzando veicoli sottomarini a controllo remoto a bordo della nave da ricerca R/V Falkor dell’Schmidt Ocean Institute. Le ricerche si sono concentrate su quattro seamounts al largo della costa cilena, di cui tre nell’arcipelago Juan Fernández. Questo gruppo di isole vulcaniche ospita una delle più elevate percentuali di specie marine endemiche al mondo, con il 62% delle specie di pesci di barriera che non si trovano altrove.

Il quarto sito di studio era il seamount Solito, che si trova a nord dell’arcipelago e ha dimostrato comunità marine simili, senza tracce di bottom trawling.


Le pratiche di pesca applicate nei tardi anni ’90 e nei primi anni 2000 hanno portato a un crollo delle popolazioni ittiche, costringendo i pescatori a interrompere il bottom trawling. Alla fine del 2015, il Cile ha imposto un divieto permanente su tali pratiche in tutti i suoi seamounts, mentre il Solito non ha mai subito questo tipo di attività.

Dopo venticinque anni, i risultati hanno mostrato cambiamenti ecologici significativi nei seamounts dell’arcipelago, tra cui il calo della copertura corallina, della biodiversità e della complessità degli habitat. I ricercatori hanno notato la proliferazione di ricci di mare ovali, che sembrano predare i coralli vicini alle aree trawlate.

La Situazione del Seamount Solito

A differenza dei seamounts colpiti, il Solito appariva sano e mantenne habitat marini vitali, supportando comunità coralline e di spugne. Ignacio Petit, ricercatore marino per Oceana e autore principale dello studio, ha commentato che il bottom trawling è il metodo di pesca più distruttivo a livello globale.

“Il contatto diretto con il fondale distrugge habitat e genera un elevato livello di bycatch”, ha sottolineato Petit. La presenza di ricci di mare nei seamounts danneggiati suggerisce che tale evento avesse conseguenze a lungo termine sulla biodiversità e sull’ecologia locale.


Al contrario, Tiano, un ecologo marino olandese, ha sottolineato l’importanza di non generalizzare i risultati e ha affermato che gli habitat di fondale sabbioso tendono a riprendersi più rapidamente rispetta ad altri ambienti più delicati. Ciò non significa che il bottom trawling non abbia alcun impatto, ma le conseguenze ecologiche variano.

Interventi e Raccomandazioni per la Conservazione

José Cabello, direttore regionale di Island Conservation per l’America Latina e i Caraibi, ha espresso che i risultati dello studio sono stati accolti positivamente da chi vive sull’isola Robinson Crusoe, la più grande del’arcipelago. Gli abitanti, che si sono sempre opposti al bottom trawling per la sua devastante influenza sugli ecosistemi marini, hanno trovato conferma nelle conclusioni del lavoro.

Cabello ha anche evidenziato che l’interruzione di attività dannose come il bottom trawling potrebbe non essere sufficiente per proteggere gli ecosistemi già compromessi.

“Più di vent’anni dopo il divieto, questi ambienti vulnerabili mostrano ancora i segni della disturba passata, il che evidenzia che le aree marine protette non garantiscono automaticamente il ripristino degli ecosistemi”, ha affermato Cabello. Questo pone l’accento sulla necessità di interventi preventivi e di gestione a lungo termine.

Verso una Maggiore Protezione

Gli autori dello studio hanno raccomandato un monitoraggio a lungo termine dei seamounts dell’arcipelago Juan Fernández e la protezione del seamount Solito, attualmente non protetto. I progressi della comunità locale e del governo cileno nell’istituzione di vaste aree marine protette intorno agli isolotti sono stati significativi, ma la mancanza di protezione formale per l’arcipelago rimane una questione aperta.

Anche con misure di protezione in atto, Petit prevede che la ripresa degli ecosistemi marini colpiti dal bottom trawling richiederà secoli. “La ripresa avverrà in futuro, ma ci chiediamo se saremo ancora in vita quando ciò accadrà”, ha concluso.

Fonti:

  • Petit, I., et al. (2026). “Impacts of bottom trawl fishing in the Juan Fernández ridge, Chile.” Deep Sea Research Part I: Oceanographic Research Papers, 230, 104723. DOI: 10.1016/j.dsr.2026.104723
  • Oceana
  • Schmidt Ocean Institute

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