Dc sempre più nel caos: sospeso il segretario siciliano Stefano Cirillo
La Democrazia Cristiana attraversa una nuova fase di forte tensione interna. Il segretario regionale della Dc in Sicilia, Stefano Cirillo, considerato molto vicino a Totò Cuffaro, è stato sospeso dal partito con un provvedimento che aggrava ulteriormente il clima di scontro ai vertici della formazione politica.
La decisione del vertice nazionale e il richiamo allo statuto
A disporre la sospensione è stato il segretario nazionale facente funzioni Gianpiero Samorì, che guida il partito da circa tre mesi, dopo le dimissioni di Totò Cuffaro, travolto dall’inchiesta della Procura di Palermo per associazione a delinquere e corruzione e attualmente agli arresti domiciliari.
Secondo quanto riferito dall’ANSA, Samorì ha comunicato direttamente a Cirillo la sospensione dai diritti e doveri di socio e, di conseguenza, da tutte le cariche di partito. Nel messaggio inviato nelle chat interne della Dc, il segretario nazionale si limita a richiamare “l’art. 121 comma 7 dello statuto”, senza chiarire nel dettaglio le motivazioni del provvedimento.
Samorì ha inoltre spiegato di aver trasmesso l’atto al presidente del consiglio dei probiviri e, per conoscenza, al presidente del consiglio nazionale Renato Grassi, annunciando che le funzioni di Cirillo saranno assunte dal presidente regionale del partito e dal vice segretario.
Le polemiche interne e lo scontro politico
La decisione ha suscitato immediate reazioni. Il vice segretario regionale Ignazio Abbate, presidente della commissione Affari istituzionali dell’Assemblea siciliana, ha definito la sospensione “una decisione estemporanea di Samorì, probabilmente per fini personali”. Abbate ha inoltre ricordato che “il 90 per cento della Dc ha radici in Sicilia” e ha annunciato una prossima riunione della direzione nazionale.
Ma lo scontro non si ferma qui. Samorì ha denunciato di essere stato escluso “in modo illecito” dall’accesso al sito ufficiale del partito e di essere quindi costretto a utilizzare le chat per comunicare, scusandosi per una modalità che – ha sottolineato – “non dipende dalla mia volontà”.
Intanto, sullo sfondo, resta il ciclone giudiziario che ha colpito Cuffaro e che ha già avuto ripercussioni politiche rilevanti: il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha infatti estromesso dalla giunta i due assessori della Dc, mantenendo per sé l’interim delle deleghe. Un quadro che conferma una Dc sempre più lacerata e in pieno caos.
