Chi era Davis “Yellowash” Washines?
Davis “Yellowash” Washines è stato un anziano della tribù Yakama, una figura pubblica di riferimento e leader cerimoniale. Ex capo della polizia, ha dedicato gran parte della sua vita alla tutela dei diritti dei trattati Yakama, alla difesa delle acque pulite e alla salvaguardia del fiume Columbia, noto per i membri della sua tribù come Nch’i-Wána. Washines ha utilizzato la sua esperienza nel settore della sicurezza pubblica per definire la contaminazione tossica sull’Isola di Bradford, vicino alla Diga Bonneville, come una vera e propria scena del crimine, con l’acqua, i salmone e le persone che dipendono da queste risorse considerate vittime.
La sua carriera ha combinato legge, cultura, educazione e servizio pubblico: è stato capo della polizia tribale Yakama, capo della polizia della Columbia River Inter-Tribal Fish Commission, presidente del consiglio generale della nazione Yakama, consulente, istruttore di lingua, fiduciario e presidente di diverse commissioni. L’assegnazione nel 2022 dell’Isola di Bradford come sito Superfund rappresenta un riconoscimento di anni di impegno, ma Washines vedeva il suo obiettivo principale nella salute dei pesci, nella sicurezza delle acque e nel compimento delle responsabilità verso le generazioni future e verso chi non ha voce.
Un impegno lungo una vita
Sull’Isola di Bradford, accanto alla Diga di Bonneville, il fiume portava con sé molto più dell’acqua. Sotto la superficie del Columbia giacevano sedimenti tossici, abbandonati vicino a un sito di pesca tradizionale per il popolo Yakama. Per le autorità era soltanto un luogo da bonificare, ma per la nazione Yakama rappresentava un’area di pesca tradizionale, tutelata da trattati. Washines, noto a molti come Yellowash, definiva quel luogo una scena del crimine.
I suoi “vittime” erano l’acqua, il salmone e la vita che ne dipendeva, seguiti dalle persone che a loro facevano affidamento. Questa affermazione, per Washines, non era solo una questione di enfasi, ma una realtà vissuta che veniva da una vita spesa a muoversi tra la legge, i riti, il servizio pubblico e il fiume. Per lui, l’evidenza contava, così come il danno, la responsabilità e gli obblighi derivanti dalle leggi e dalla cultura Yakama.
Washines è deceduto il 1° maggio nella sua abitazione a White Swan, Washington, all’età di 74 anni. Durante la sua vita, ha ricoperto molteplici ruoli: capo della polizia tribale Yakama, capo della polizia della Columbia River Inter-Tribal Fish Commission, membro del consiglio tribale Yakama e presidente del consiglio generale della nazione Yakama. Nonostante i suoi vari titoli, la sua vita pubblica non poteva essere completamente descritta solo attraverso di essa.
Un leader rispettato contro le ingiustizie ambientali
La carriera di Washines è iniziata nel 1973 presso il Dipartimento di Polizia tribale Yakama, diventando capo nel 1986. Ha anche guidato la polizia della Columbia River Inter-Tribal Fish Commission, servendo le tribù i cui diritti trattatari erano indissolubilmente legati ai pesci e al fiume. Colleghi e amici lo ricordano per il suo approccio pacato e rispettoso: non aveva bisogno di ricorrere alla forza per guadagnarsi l’autorità. Parlando con calma e un sorriso, riusciva sempre a farsi ascoltare.
Il suo approccio era fondamentale, poiché gran parte del suo lavoro riguardava questioni che per molti erano ormai considerate risolte. Le dighe erano state costruite, il fiume era stato alterato e i rifiuti erano stati abbandonati. I salmoni continuavano a dover attraversare acque inquinate. Washines sottolineava che non si trattava solo di storia o politica, ma di danni continuativi. Il Columbia, Nch’i-Wána, faceva parte della storia e dell’identità Yakama. I salmoni rappresentavano uno dei “cibi primari”, serviti per primi nei banchetti e nei pasti cerimoniali per onorare il loro sacrificio. La sicurezza dei pesci richiedeva acqua pulita. I diritti dei trattati, per Washines, includevano anche il diritto di pescare senza contaminarli.
Davis Washines era un discendente della tribù Klickitat, uno dei 14 firmatari originari del trattato del 1855. Portava con sé questo patrimonio con grande rispetto. Era frequentemente chiamato a condurre cerimonie tradizionali in tutto il territorio, attingendo dalla sua vasta conoscenza delle lingue, delle culture e della storia orale. Riportava anche il nome Oglala Lakota Yello-Wash-Tay, conferitogli da un anziano Lakota a Pine Ridge nel 1995. Ha lavorato nelle scuole come consulente e istruttore di lingua, contribuendo a mantenere i giovani connessi con la loro cultura, la pesca, la caccia e le tradizioni. Negli anni ’90, di fronte alla violenza giovanile nelle terre tribali, si è reso conto che la perdita di riti e identità stava lasciando alcuni giovani senza punti di riferimento.
Washines ha esteso il suo lavoro pubblico esternamente. Ha fatto parte di consigli di musei e università, ha presieduto il Willamette Falls Trust e ha contribuito a ripristinare la grafia originale di “Yakama” nella nazione Yakama, come registrato nel trattato. Sebbene fosse un appassionato tifoso delle squadre di Seattle, sosteneva anche gli atleti della sua comunità, le cui vittorie si sentivano anche nelle scuole.
La designazione dell’Isola di Bradford come sito Superfund nel 2022 ha rappresentato un traguardo della resilienza a cui Washines ha contribuito. Nonostante ciò, il lavoro non era finito. Washines insisteva sul fatto che l’obiettivo fosse garantire pesci sani e sicuri da mangiare per i bambini e i nipoti, nonché per coloro che non potevano parlare per se stessi.
“Non possediamo questa terra”, affermava. “Appartiene ai nostri figli e ai nostri nipoti. Noi stiamo solo curandola per loro.” La sua voce, chiara e ferma, ha risuonato nella sua comunità e oltre.
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