Rischi degli offset di carbonio basati sulla terra
L’offsetting del carbonio basato sulla terra presenta seri rischi, tra cui benefici climatici gonfiati e impatti negativi sui mezzi di sussistenza locali. Un recente rapporto dell’iniziativa Land Matrix sottolinea che le grandi acquisizioni terriere nel Global South, avvenute sotto l’egida dei mercati del carbonio, stanno introducendo sostanziali pericoli per le politiche climatiche globali. In questo contesto, la Land Matrix fornisce un’analisi critica e basata su prove, documentando l’ampiezza e la diversità degli accordi legati al carbonio e proponendo misure di riduzione del danno come trasparenza, governance della terra e responsabilità.
Tra le raccomandazioni, dare priorità ai progetti comunitari — sebbene non privi di rischi — può rappresentare un’alternativa condizionata, a patto che ci sia una reale proprietà del progetto, un consenso libero, preventivo e informato (FPIC) e solide garanzie, con le comunità decisamente coinvolte su come e se voler partecipare.
Critiche al mercato del carbonio volontario
Il mercato del carbonio volontario e l’attività di compensazione hanno ricevuto crescenti critiche negli ultimi anni, non solo per la sovrastima sistematica delle riduzioni delle emissioni, ma anche per gli effetti avversi che frequentemente hanno sulle comunità locali, in particolare nel Global South, dove molti progetti ad alta intensità di terra sono situati.
Secondo il rapporto dell’iniziativa Land Matrix (LMI), si stima che circa 9 milioni di ettari di terra nel mondo siano stati influenzati da accordi legati agli offset di carbonio, focalizzandosi su transazioni di grandi dimensioni che comportano cambiamenti diretti nel controllo della terra. Questa attenzione riflette il mandato di lungo termine della Land Matrix per monitorare le acquisizioni terriere che alimentano la concentrazione della terra, le variazioni nel controllo e le asimmetrie di potere su larga scala. Sottolineiamo come queste massicce acquisizioni di terre avvengano in paesi con sistemi di governance terriera deboli, con implicazioni profonde per l’accesso alla terra per le comunità interessate e per i dibattiti più ampi sulla giustizia climatica.
Rischi dei progetti carbone comunitari
Inoltre, segnaliamo che i progetti carbone comunitari o agricoli che non prevedono acquisizioni terriere possono presentare seri rischi, tra cui restrizioni a lungo termine sull’uso della terra, contratti iniqui, assenza di consenso informato e benefici incerti per le comunità partecipanti. L’affermazione che non percepiamo i rischi dei progetti basati sulla comunità è quindi infondata. Nel nostro rapporto, documentiamo questi rischi e enfatizziamo che “sebbene i progetti comunitari o agricoli non siano una soluzione universale e molti siano comunque soggetti a sfide di attuazione… prioritizzare progetti ben implementati con chiara proprietà da parte di Popoli Indigeni (IPs) e Comunità Locali (LCs) potrebbe affrontare la scarsità di risorse finanziarie in molte regioni target”.
Inoltre, è importante notare che, sebbene il principio secondo cui IPs e LCs dovrebbero avere la proprietà sulle risorse derivate dalle loro terre sia lodevole in teoria, nella pratica questi progetti spesso risultano altamente contestati. Sottolineiamo che “promuovere la proprietà comunitaria e l’autodeterminazione rimane quindi un’attività chiave”. Pur concentrandoci su fenomeni specifici nel mercato del carbonio, sosteniamo che i progetti incentrati sulla proprietà comunitaria e sull’autodeterminazione rappresentano un modello più appropriato, se i mercati del carbonio dovessero persistere.
Analisi critica dei progetti carbonio
Le affermazioni riguardanti un certo progetto carbonio, il progetto iTERAKA in Madagascar, sono infondate. In particolare, viene asserito che “un contratto, firmato tra l’azienda e i gruppi di agricoltori, proibisce ai villaggi partecipanti di parlare con giornalisti o ricercatori che non hanno firmato un accordo con iTERAKA”. Tuttavia, questa affermazione è contraddetta da evidenze sul campo; i ricercatori della Land Matrix e del CIRAD hanno intervistato agricoltori in un contesto di ricerca indipendente, con piena trasparenza.
In totale, 167 famiglie sono state sondato nel comune di Mahazoarivo (area di intervento del progetto iTERAKA), incluse 94 famiglie partecipanti al programma. Queste 94 famiglie sono state selezionate casualmente, senza alcuna influenza dal team del progetto. A nessun momento gli agricoltori intervistati — che fossero membri del programma o meno — hanno segnalato di essere stati proibiti di parlare con ricercatori o giornalisti.
In aggiunta, l’accusa che il contratto non consenta agli agricoltori di uscire dal progetto è errata: al contrario, il contratto consente agli agricoltori di ritirarsi in qualsiasi momento senza penalità. È importante che le decisioni sul coinvolgimento nei futuri mercati del carbonio ad alta integrità siano nelle mani delle comunità stesse, il che richiede trasparenza, garanzie più forti e misure di responsabilità più severe.
Secondo l’articolo “From land grabbers to carbon cowboys: a new scramble for community lands takes off”, riportato da GRAIN, ci sono problemi radicati nei mercati del carbonio, inclusi standard deboli e metodologie che sovrastimano sostanzialmente le riduzioni delle emissioni. Documentare e differenziare i tipi di progetti è un passo necessario verso la responsabilità. Le decisioni future devono essere informate dalle necessità locali, non puoi essere dettate da speculazioni di mercato.
Fonti ufficiali:
- Land Matrix Initiative
- GRAIN
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