Da 50 anni, Philip Fearnside stima il costo della perdita dell’Amazzonia.

Philip Fearnside e la sua Missione nell’Amazzonia

Philip Fearnside ha dedicato cinque decenni alla ricerca dei limiti pratici dello sviluppo nell’Amazzonia. La sua carriera è iniziata con gli insediamenti agricoli lungo la Trans-Amazonian Highway in Brasile. La sua opera si è sempre concentrata su chi trae beneficio dai progetti e chi si fa carico dei costi a lungo termine. Fearnside ha realizzato ricerche influenti su temi come la deforestazione, il carbonio forestale, le dighe tropicali e gli effetti delle strade. Spesso ha messo in discussione le assunzioni ufficiali riguardanti le emissioni e la fattibilità economica dei progetti.

Oltre alle pubblicazioni scientifiche, ha collaborato con i media ed è attivamente coinvolto nella sensibilizzazione del pubblico. Ha scritto in portoghese per riviste come Amazônia Real e Mongabay, partecipando a convegni e testimoniando su progetti controversi come l’arteria stradale BR-319. Il suo impegno non è passato inosservato e lo ha reso bersaglio di tensioni, specialmente negli incontri pubblici dove la sua voce è stata silenziata.


Il Contributo alla Ricerca Climatic

Durante un incontro pubblico nel settembre 2021 a Manaus, Fearnside espresse le sue preoccupazioni riguardo alla ripavimentazione della BR-319, avvertendo che il progetto avrebbe provocato una deforestazione “catastrofica” e denunciando l’insostenibilità economica dell’opera. Nonostante i tentativi di parlare, fu interrotto da una folla ostile.

Risale a qualche settimana fa, un evento organizzato dall’Istituto Nazionale di Ricerca Amazzonica (INPA), dove ricercatori e ex studenti hanno celebrato i cinquant’anni di ricerca di Fearnside. Molti di loro hanno testimoniato l’influenza del suo lavoro, descrivendo come le sue analisi sui sistemi agricoli e i limiti delle risorse naturali abbiano plasmato le loro carriere. Tra le storie raccontate c’era quella di Cadu Young, un economista, che ricordava come Fearnside generosamente lo avesse guidato nei suoi studi, offrendo sempre spunti preziosi.


La carriera di Fearnside è iniziata dopo aver conseguito una laurea in biologia, nel 1969. Il suo primo impegno avvenne con il Corpo della Pace in India, dove lavorò sulla produzione alimentare. Un cambio di scenario avvenne quando, a causa della guerra del Bangladesh, si trovò costretto a scegliere l’Amazzonia come nuovo campo di ricerca. Qui, lanciò il suo studio sulla colonizzazione e l’uso della terra, rendendosi conto delle gravi conseguenze dell’agricoltura intensiva.

Nei suoi studi, Fearnside dimostrò come i suoli amazzonici perdessero rapidamente nutrienti, evidenziando come il governo brasiliano fosse in errore nel pensare che la terra potesse sostenere produzioni illimitate. Al tempo stesso, la sua analisi del cosiddetto “pattern a pesce” della deforestazione, prodotto dalla costruzione di strade, ha aperto occhi sulle conseguenze della connettività stradale nell’interno delle foreste tropicali.


Le Dighe e il Costo Nascosto della Deforestazione

Con l’avvento delle grandi dighe idroelettriche, Fearnside non si è tirato indietro. Ha messo in luce che queste strutture, presentate come soluzioni ecologiche, in realtà contribuivano all’emissione di metano a causa della decomposizione della vegetazione sommersa. Le sue ricerche su Balbina e Tucuruí hanno dimostrato che la crescente importanza delle fonti di energia rinnovabili deve sempre considerare i costi ambientali reali.

Inoltre, il suo lavoro ha avuto un impatto significativo nella creazione di modelli per la pianificazione delle infrastrutture. La sua metodologia è stata inserita nei framework internazionali per la lotta ai cambiamenti climatici. Fearnside si è guadagnato il rispetto della comunità scientifica, tant’è che nel 2006 è stato classificato come il secondo autore più citato al mondo in ambito riscaldamento globale.


Nel contesto della BR-319, il suo avvertimento riguardava non solo la perdita di foresta, ma anche l’inevitabile invasione e speculazione sul territorio che avviene dopo la costruzione delle strade. Questo non solo intaccava gravemente l’integrità ecologica, ma ha anche messo in luce le inefficienze nelle politiche di assegnazione delle terre pubbliche. Per Fearnside, una regolarizzazione storica delle terre ha spesso significato legittimare occupazioni illegali, aggravando la perdita delle risorse forestali.

La lotta di Fearnside non si limita solo alla ricerca accademica; il suo impegno per la giustizia sociale lo ha portato a lavorare a stretto contatto con comunità indigene e ambientalisti. Ha contribuito a lanciare iniziative di monitoraggio indipendente per proteggere le comunità vulnerabili dall’impatto di progetti di grande scala.


Oggi, al termine di un evento che ha guardato ai suoi 50 anni di carriera, Fearnside ha sottolineato la necessità di continuare a combattere. La sua visione rimane chiara: intendere rimanere attivo nella ricerca e advocacy, spingendo per un’economia dell’Amazzonia che riconosca il valore delle foreste. Sulla oggetto degli sviluppi futuri, ha affermato che la questione dell’ecologia amazzonica è tutt’altro che risolta e ha in programma di continuare la sua missione per molti anni a venire.

Fonti: Mongabay, Science Direct, IPCC.

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Luigi Salemi: