Cultura della cura: un passo fondamentale per affrontare il dolore nella conservazione.

Cultura della cura: un passo fondamentale per affrontare il dolore nella conservazione.

Inoltre, non siamo soli. Diversi gruppi e iniziative sono stati lanciati per riaccendere la nostra passione e favorire il cambio culturale. Iniziative come Lonely Conservationists, Conservation Optimism e il Good Grief Network promuovono la comunità attraverso storie e supporto tra pari. La Climate Mental Health Network e Unthinkable forniscono a giovani, genitori e insegnanti strumenti per costruire la resilienza emotiva fin dalla tenera età.

Ogni risorsa è stata concepita da conservazionisti che si sono detti: “Sono stanco e con il cuore spezzato, e lo sono anche i miei colleghi.” Questo riconoscimento dell’umanità nel nostro lavoro ci offre uno spazio per la guarigione, aprendo porte per connessione e validazione, fornendoci strumenti pratici per affrontare il peso quotidiano.


## Supporto e Strumenti per il Benessere

È essenziale comprendere che le risorse generali per la salute mentale e la resilienza emotiva possono risultare utili, ma il costo emotivo del lavoro di conservazione è unico. L’approccio “taglia unica” come i programmi di assistenza ai dipendenti possono amplificare sentimenti di eco-tristezza e isolamento, poiché i consulenti generali spesso non comprendono a fondo le emozioni e le realtà lavorative dei conservazionisti.

Al riguardo, Revive, in collaborazione con una rete in crescita di gruppi di benessere per conservazionisti, intraprende un approccio su più scale e dimensioni per sviluppare risorse e programmi personalizzati per professionisti della conservazione a livello internazionale. Questi includono strumenti di condivisione della conoscenza, collaborazioni di ricerca, webinar, workshop di benessere e gruppi di supporto tra pari.

Stiamo anche imparando dai praticanti indigeni e da altri custodi ambientali che hanno affrontato il trauma e l’esaurimento generazionale, costruendo evidenze per l’efficacia di questi approcci personalizzati per la nostra forza lavoro. Con questo metodo, stiamo ampliando le capacità dei conservazionisti, dei leader organizzativi, e di insegnanti, finanziatori e policy maker che modellano il sistema della conservazione.

## La Cultura della Cura come Fundamentale

Un cambiamento sistemico nella forza lavoro per la conservazione è possibile grazie a una mentalità olistica. Recenti articoli di Mongabay invitano tutti noi a esplorare le risorse esistenti, a crearne di nuove per soddisfare le esigenze delle nostre comunità e a parlare in modo più aperto e autentico delle sfide personali e professionali.

Se sei un leader organizzativo, condividi queste risorse di resilienza con il tuo team e proponi di utilizzarle. Ricerche dimostrano che l’integrazione costante di questi strumenti e modi di operare può condurre a risultati di conservazione più efficaci.

Perché il costo emotivo della conservazione è reale, così come la capacità di rispondere ad esso. Indipendentemente dal tuo ruolo, ti invitiamo a unirti a questi movimenti per promuovere una cultura della cura nella conservazione. È importante riconoscere che non dobbiamo inventare la cura da zero: esiste già nel nostro DNA di conservazionisti.

Se la conservazione è fondamentalmente un atto d’amore nei confronti del mondo naturale, è logico che possediamo anche la mentalità e la motivazione necessarie per mostrare lo stesso rispetto verso noi stessi.

Ora è il momento di rendere questa cura una priorità anziché un pensiero secondario.

Fonti:
1. Pienkowski, T., et al. (2023). “Supporting conservationists’ mental health through better working conditions”. Conservation Biology, 37(5).
2. Gerber, L. R., et al. (2023). “Practicing mindfulness in addressing the biodiversity crisis”. Conservation Science and Practice, 5(7).
3. Loffeld, T. A. C., et al. (2025). “From burnout to engagement: Enhancing the wellbeing and performance of conservationists”. Frontiers in Veterinary Science, 12.

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