Cuccioli d’orso di due mesi salvati da vendita su Facebook in Laos.

Due cuccioli di orso nero asiatico salvati in Laos

Due cuccioli di orso nero asiatico sono stati salvati in Laos, in seguito a un’operazione di contrabbando di fauna selvatica. L’operazione è stata coordinata da Free the Bears, un’organizzazione non profit internazionale che si occupa di conservazione, insieme alle autorità locali nella provincia di Oudomxay. Il salvataggio è stato possibile grazie alla segnalazione di un post su Facebook, in cui i cuccioli, due sorelle di circa 2 mesi, venivano messi in vendita.

I due orsetti pesano meno di 3 chilogrammi ciascuno e sono stati strappati illegalmente al loro habitat naturale. È triste notare che la loro madre potrebbe essere stata uccisa durante questo processo. “Erano in condizioni precarie, malnutriti e rinchiusi in un cesto di plastica”, ha dichiarato Free the Bears in un comunicato stampa.


I cuccioli sono stati salvati entro 24 ore dalla scoperta del post su Facebook e attualmente ricevono cure specialistiche presso il Luang Prabang Wildlife Sanctuary, come riportato dall’organizzazione. Matt Hunt, CEO di Free the Bears, ha comunicato a Mongabay che questo caso mette in evidenza un’evoluzione pericolosa nel commercio illegale di fauna selvatica.

“In passato, i cuccioli di orso cambiavano diversi proprietari prima di raggiungere le città o le fattorie di orsi, passando dai cacciatori ai mediatori di villaggio, per poi arrivare ad altri commercianti”, ha spiegato Hunt. “Ogni volta che i cuccioli cambiavano mano, c’era un’opportunità per le forze dell’ordine di intervenire. Oggi, con l’aumento dei social media, i cacciatori, anche nelle province boschive più remote, possono raggiungere direttamente i compratori urbani attraverso gruppi chat su piattaforme come Facebook, WhatsApp o WeChat.”


Le conseguenze del commercio online di fauna selvatica

Hunt ha aggiunto che questo spostamento digitale rende il commercio più veloce e difficile da rintracciare: una volta che gli animali vengono elencati online, possono essere trasferiti in poche ore, costringendo le forze dell’ordine ad adattarsi rapidamente. “È evidente la necessità di un’azione più forte da parte delle piattaforme per identificare e rimuovere su larga scala il commercio illegale di fauna selvatica”, ha affermato.

Un’indagine recente condotta da Mongabay e dall’organizzazione giornalistica indipendente Bellingcat in Indonesia ha rivelato che i commercianti nei gruppi Facebook utilizzano codici come “WC” per “wild-caught” e codici alfanumerici per eludere la moderazione automatica.


Nel 2019, Meta, la società madre di Facebook, ha bandito le vendite di animali vivi e ha successivamente partecipato alla Coalizione per porre fine al traffico di fauna selvatica online. Eppure, i mercati online continuano a essere un’anello fondamentale nel commercio illegale di fauna selvatica, che secondo le organizzazioni ambientali e i ricercatori sembra essere in espansione. Dati provenienti dall’organizzazione indonesiana Garda Animalia hanno mostrato un aumento degli annunci su Facebook per diverse specie minacciate tra il 2020 e il 2025.


In risposta ai rapporti di Mongabay e Bellingcat, Meta ha recentemente chiuso nove gruppi Facebook indonesiani che erano coinvolti nel commercio di fauna selvatica. Il traffico di fauna selvatica nell’Asia orientale e nel Pacifico è valutato annualmente a 2,5 miliardi di dollari, secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo.

Il capo dell’applicazione della legge del ministero delle foreste indonesiano, Dwi Januanto Nugroho, ha precedentemente affermato che la natura del crimine organizzato “può evolvere più rapidamente del sistema di giustizia penale”. Questo mette in evidenza un problema considerevole e urgente nel contrasto al traffico illecito di specie protette.


Il caso dei cuccioli di orso nero asiatico rappresenta solo una delle tante storie che evidenziano l’importanza di una vigilanza continua e di un’azione collettiva per proteggere la fauna selvatica. La lotta contro il commercio illegale di animali esotici richiede un impegno costante da parte delle autorità, delle organizzazioni non governative e, soprattutto, delle piattaforme online, affinché situazioni simili non si ripetano in futuro.

Fonti ufficiali:
– Free the Bears: [https://www.freethebears.org](https://www.freethebears.org)
– Mongabay: [https://www.mongabay.com](https://www.mongabay.com)
– Bellingcat: [https://www.bellingcat.com](https://www.bellingcat.com)
– Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo: [https://www.undp.org](https://www.undp.org)

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Luigi Salemi: