L’Azienda Siciliana Trasporti (AST) si trova al centro di una crisi complessa che coinvolge personale, gestione dei servizi e politica regionale. Le ultime decisioni del presidente Luigi Genovese — ex deputato messinese dell’Mpa — hanno scatenato forti polemiche, sia tra i sindacati sia in Parlamento, per le conseguenze sui conti aziendali e sui lavoratori.
Concorso bloccato e ricorso a mezzi privati
La scintilla è stata lo stop del Parlamento al concorso per 80 posti, fermato a causa delle polemiche sulla mancata stabilizzazione dei lavoratori precari. In risposta, Genovese ha emesso un bando per affidare parte del servizio di trasporto a ditte esterne, con mezzi comprensivi di autista e personale addetto ai biglietti, in un’operazione nota come “noleggio a caldo”.
I costi previsti sono significativi: un canone fisso da 250 a 290 euro al giorno più 1,50 euro per ogni chilometro percorso. Una spesa che, secondo alcuni membri della commissione Trasporti, avrebbe avuto un impatto rilevante sui conti aziendali.
Esodi di personale e direttiva interna
A seguito di questa scelta, Genovese ha inviato una direttiva a tutte le sedi periferiche, chiedendo di quantificare gli esuberi derivanti dall’operazione, con particolare attenzione ai 156 precari il cui contratto scade a fine mese. L’obiettivo dichiarato dal presidente è garantire il servizio “senza il ricorso al personale in somministrazione”, ma questa mossa ha alimentato tensioni tra i lavoratori e i sindacati.
I sindacati hanno reagito immediatamente, temendo una perdita massiccia di posti di lavoro, e il clima di tensione si è esteso anche ai vertici aziendali, con il rinvio di una riunione destinata a deliberare i tagli e le nuove direttive. Solo 29 autisti precari sono stati confermati in extremis, salvati dal mancato rinnovo contrattuale.
Il caso approda in Parlamento
La vicenda ha rapidamente oltrepassato i confini aziendali e coinvolto la politica regionale. Giuseppe Carta, presidente della commissione Trasporti dell’ARS, ha convocato Genovese per un’audizione urgente, richiesta dai deputati Pippo Lombardo (ScN) e Carlo Auteri (Dc). La commissione chiede di esaminare tutta la documentazione del Cda e degli organi direttivi relativa alla gestione del personale e alle nomine dei dirigenti apicali, comprese le spese per l’acquisto di nuovi autobus e le attività della controllata AST Aeroservizi.
Le critiche dei deputati
La deputata del M5S Stefania Campo, da Ragusa, ha denunciato l’incapacità gestionale dell’AST in un’interrogazione parlamentare. Secondo Campo:
- Il concorso per 73 autisti è stato revocato, lasciando i precari senza certezze.
- Il parco mezzi è insufficiente e obsoleto, con autobus guasti e inefficienze diffuse.
L’azienda continua a esternalizzare quote rilevanti dei servizi, pagando mezzi e personale esterno fino a 290 euro al giorno, senza valorizzare il personale interno.
Campo sottolinea che la disparità tra standard di controllo del personale interno e quello esterno solleva dubbi sulla sicurezza e sull’equità, aggravando una situazione già difficile.
La gestione dei mezzi e i costi
Il ricorso al noleggio di mezzi privati con autista è stato motivato come soluzione temporanea per garantire il servizio, ma i costi e l’impatto occupazionale hanno alimentato forti critiche. Secondo i sindacati, i mezzi esterni non sempre rispettano gli stessi standard di sicurezza dei dipendenti AST, creando un precedente pericoloso per il futuro dell’azienda.
Il paradosso dei precari
La gestione del personale è uno dei punti più critici: molti lavoratori interinali, impiegati da anni, rischiano di perdere il posto di lavoro, mentre le risorse pubbliche vengono impiegate per operatori esterni. Campo definisce la situazione un paradosso inaccettabile, che lascia centinaia di famiglie in forte incertezza.
L’assenza di un piano strutturale per il parco mezzi e la continua esternalizzazione dei servizi contribuiscono a peggiorare la qualità del servizio offerto ai cittadini siciliani, compromettendo la missione dell’azienda pubblica.
La deputata conclude sottolineando che serve un intervento immediato e chiaro del governo regionale, con focus su:
- Stabilizzazione dei lavoratori interinali.
- Piano industriale e gestione del parco mezzi.
- Controllo dei servizi esternalizzati e rispetto degli standard di sicurezza.
La IV Commissione dell’ARS ha già richiesto tutta la documentazione aziendale per valutare le scelte di gestione, segno che anche a livello istituzionale emergono dubbi profondi.
Campo chiude con un monito: “I siciliani meritano un trasporto pubblico efficiente e i lavoratori meritano certezze, non promesse, soprattutto in un momento storico segnato dall’aumento del costo del carburante e della vita.”
La crisi all’AST rappresenta un esempio lampante delle difficoltà nella gestione delle aziende pubbliche siciliane: concorso bloccato, personale precario in bilico, mezzi insufficienti e ricorso a servizi esterni costosi. La vicenda politica e sindacale è destinata a svilupparsi nelle prossime settimane, mentre cittadini e lavoratori attendono risposte concrete sul futuro del trasporto pubblico regionale.