C’è un uomo che vive in un faro affacciato sul mare ligure e trascorre le sue giornate osservando correnti e traiettorie che gli altri non sembrano vedere. C’è una creatura leggendaria che da anni occupa i suoi pensieri e c’è, soprattutto, una vita che deve essere finalmente riletta.
È Manuel, il protagonista di Criptidi, il nuovo romanzo di Ettore Zanca, pubblicato da Arkadia nella collana SideKar e uscito il 21 agosto 2026.
Manuel è considerato da sempre una persona “strana”, silenziosa, fuori sincrono. La sua ossessione è il Mostro di Loch Ness, che non considera una creatura da catturare, ma un essere da proteggere e comprendere. Nella sua ricerca c’è anche il tentativo di dare un senso alla propria condizione: ai margini, in una posizione che lo porta a osservare il mondo senza sentirsi davvero parte di esso.
Quando il suo fragile equilibrio viene messo in discussione, Manuel deve confrontarsi con il proprio passato. Emergono una famiglia segnata dalla violenza, un amore mai completamente elaborato e l’amicizia con un pescatore che gli ha insegnato un modo diverso di stare al mondo.
Accanto a lui ci sono una psicologa che torna nella sua vita, una ragazza capace di mettere in parole ciò che gli adulti spesso evitano e una serie di personaggi che condividono, in modi diversi, una condizione di solitudine.
Il romanzo si muove così attorno a temi come identità, neurodivergenza, trauma e difficoltà di comunicare ciò che si prova, senza trasformare la fragilità dei personaggi nel loro unico tratto distintivo.
Il criptide del titolo, in questo senso, non è soltanto una creatura misteriosa. È anche una figura attraverso cui Zanca racconta chi vive una condizione di estraneità e cerca un luogo nel quale non debba necessariamente adattarsi alle aspettative degli altri.
Una scrittura attenta alle persone e alle loro contraddizioni
Criptidi si inserisce in un percorso letterario nel quale Ettore Zanca ha spesso scelto di raccontare persone e situazioni lontane dalle rappresentazioni più semplici.
Nato a Palermo nel 1971, Zanca è scrittore, giornalista e storyteller. Laureato in Giurisprudenza, insegna narrazione emozionale e sportiva in scuole, aziende, fondazioni e strutture ospedaliere. Da anni cura inoltre progetti di scrittura rivolti a pazienti pediatrici e ragazzi autistici, collaborando con realtà come l’Istituto Giannina Gaslini, la Fondazione Gaslininsieme ETS e il ProgettoAutismo Friuli Venezia Giulia.
La scrittura, nella sua esperienza, è arrivata presto. Già durante il liceo raccontava attraverso temi scolastici e brevi storie ciò che osservava intorno a sé. Poi è arrivata una lunga pausa, prima di tornare alla scrittura poco prima della nascita del figlio.
Lo stesso Zanca descrive questa necessità con una formula significativa: «Io scrivo per mutilazione». L’interesse iniziale per la musica, senza però la possibilità di esprimerlo attraverso la composizione o l’esecuzione, avrebbe trovato nella scrittura un’altra forma di racconto.
Da allora il suo percorso ha attraversato narrativa, giornalismo, storytelling e narrazione sportiva.
Dalla memoria civile a “Criptidi”
I primi lavori di Zanca sono legati anche alla memoria civile e alla legalità. La sua formazione è stata fortemente influenzata dalla Palermo nella quale è cresciuto e dal contesto sociale e politico degli anni della sua giovinezza.
In Vent’anni, scritto con Daniela Gambino, questa dimensione diventa racconto della memoria e della propria terra. Zanca ha raccontato di avere vissuto direttamente gli anni della violenza mafiosa e di avere assistito, dalla casa di una zia, all’esplosione della strage di via D’Amelio.
Sono esperienze che hanno contribuito alla sua sensibilità narrativa, ma che non esauriscono il suo percorso.
Nel 2017 arriva E vissero tutti feriti e contenti, una raccolta di racconti dedicata a esistenze quotidiane e spesso poco visibili. Nel 2019 pubblica Santa Muerte, romanzo nel quale affronta solitudine, disagio sociale, violenza e ambiguità morale. Il libro riceve una menzione speciale al Premio Etnabook 2020.
Nel 2022, per Arkadia, esce L’oceano oltre la rete, una storia nella quale il calcio diventa il punto di partenza per parlare di rapporti familiari, amore e possibilità di salvezza.
Con Criptidi, Zanca si concentra invece sulla dimensione più intima di un personaggio che ha difficoltà a trovare il proprio posto nel mondo.
Il calcio come racconto della vita
Il calcio occupa da anni una parte importante dell’attività di Zanca, sia nella scrittura sia nel giornalismo.
È narratore sportivo e ha collaborato con diverse testate nazionali. Ma il suo interesse per il calcio va oltre la cronaca delle partite. Per Zanca rappresenta soprattutto un linguaggio attraverso il quale raccontare memoria, appartenenza, relazioni e conflitti.
È anche una passione personale: colleziona maglie da calcio che abbiano una storia da raccontare e ha un legame particolare con Genova e con la Sampdoria.
Questa prospettiva era già centrale in L’oceano oltre la rete, dove una vicenda sportiva diventa il contesto nel quale si sviluppano le vicende personali dei protagonisti. Una squadra che deve salvarsi e un uomo che deve fare i conti con il proprio passato procedono lungo due percorsi destinati a incontrarsi.
Anche in questo caso, però, il calcio non è semplicemente lo sfondo: è uno dei linguaggi attraverso cui l’autore osserva le relazioni umane.
L’esperienza con i ragazzi e il valore dell’ascolto
Parallelamente alla scrittura, Zanca ha sviluppato negli anni un’attività legata alla narrazione emozionale e ai progetti di scrittura in ambito educativo e ospedaliero.
È un’esperienza che lo ha portato a riflettere molto sul modo in cui vengono raccontate fragilità, malattia e neurodivergenza.
La sua posizione è netta: la persona non dovrebbe essere ridotta alla propria difficoltà e la narrazione non dovrebbe utilizzare il disagio come strumento per suscitare automaticamente commozione.
«Saper ascoltare, o portare qualcosa con un valore significa prima di tutto non trattare nessuno come diverso», afferma.
È un principio che riguarda anche il suo lavoro nelle scuole, dove affronta temi come il cyberbullismo e l’uso dei social cercando di evitare un linguaggio distante dalle nuove generazioni. Per Zanca, parlare ai ragazzi significa soprattutto creare un confronto, senza cercare di imitarne artificialmente il linguaggio.
Perché proprio i criptidi
Nel nuovo romanzo il riferimento al Mostro di Loch Ness nasce da una precisa esigenza narrativa.
Zanca considera Nessie, più che un mostro, una creatura che vive nascosta e al confine tra ciò che viene riconosciuto come reale e ciò che rimane nel territorio della leggenda.
È una condizione nella quale Manuel può riconoscersi.
Il protagonista vive infatti una profonda sofferenza legata al proprio passato, alle violenze e agli abbandoni che hanno segnato la sua vita. La ricerca del mostro diventa inizialmente un modo per concentrarsi su qualcosa di esterno, forse più semplice da inseguire rispetto a ciò che porta dentro di sé.
Ma Criptidi non è una storia sulla ricerca di Nessie. È il percorso di un uomo che deve arrivare a riconoscere ciò che gli è accaduto e, soprattutto, trovare le parole per raccontarlo.
Ed è proprio il tema delle parole non dette a occupare uno spazio importante nel romanzo. Dare un nome a una sofferenza non significa cancellarla, ma renderla finalmente riconoscibile.
Una storia che guarda alla possibilità di ricominciare
Nel percorso di Ettore Zanca, Criptidi rappresenta una nuova tappa di un interesse che attraversa libri molto diversi tra loro: quello per le persone che si trovano in una posizione di fragilità e per le conseguenze che possono avere le esperienze vissute.
Questa volta lo sguardo si concentra su Manuel e sulla sua difficoltà a sentirsi parte di un mondo che sembra procedere a una velocità diversa dalla sua.
Il mare, il faro, la ricerca di una creatura leggendaria e i ricordi del passato costruiscono una storia nella quale il mistero non serve tanto a trovare una risposta quanto a porre una domanda: che cosa accade quando smettiamo di nascondere ciò che ci ha ferito e proviamo finalmente a raccontarlo?
Criptidi è disponibile dal 21 agosto 2026 per Arkadia. Un romanzo che parte da una creatura sfuggente e arriva a una questione molto concreta: la possibilità, per una persona, di essere vista per ciò che è e non soltanto per ciò che gli altri si aspettano che sia.