Progetti di Petrolio e Gas in Perù: Focus sull’Amazzonia
Recenti dati forniti dall’Institute Environment Stockholm rivelano che il Perù è il paese con il maggior numero di progetti petroliferi e di gas che stanno per entrare in produzione nella regione amazzonica. Con ben 85 blocchi in pre-produzione forestale, il Perù supera Colombia, che conta 68 blocchi, e Brasile, con 53.
La Situazione dei Terreni in Perù
In totale, il Perù possiede 173 blocchi di concessione per petrolio e gas, di cui il 59% si trova nella regione amazzonica. Questa vasta area copre circa 48 milioni di ettari (119 milioni di acri) di foresta, ovvero più di un terzo della superficie totale del paese. A confronto, i blocchi di concessione nell’Amazzonia brasiliana ricoprono 28 milioni di ettari (69 milioni di acri), mentre in Colombia si tratta di 18 milioni di ettari (44 milioni di acri).
Una stima di Mongabay indica che il 17% dei diritti di concessione in Perù, pari a 5.85 milioni di ettari (14.47 milioni di acri), sovrappone a aree protette. Inoltre, il 25.6%, ovvero 12.36 milioni di ettari (30.54 milioni di acri), si sovrappone a territori indigeni. Tra le aree impattate troviamo la Foresta di Protezione San Matías-San Carlos e parti del Parco Nazionale Sierra del Divisor. Diverse comunità indigene, tra cui i Kukama-Kukamiria, Achuar, Kichwa, Quechua e Urarina, sono colpite da queste concessioni.
I Rischi dell’Estrazione di Carburanti Fossili
Mauricio Pinzás Luna, geografo dell’ONG peruviana CooperAcción, ha dichiarato a Mongabay che l’estrazione di carburanti fossili nell’Amazzonia peruviana comporta rischi elevati e tale sfruttamento dovrebbe essere vietato. A causa della presenza di blocchi di concessione nelle vicinanze, molte comunità vivono una situazione di grave contaminazione dell’acqua, sversamenti di petrolio, deforestazione e creazione di nuove strade che attraggono minerali illegali e criminalità. Queste attività non solo danneggiano l’ambiente, ma minacciano anche le fonti di sostentamento e la cultura delle popolazioni locali.
Numerosi fiumi, come il Marañón e l’Ucayali, scorrono attraverso i blocchi in pre-produzione e i residenti locali dipendono da queste acque per la loro sussistenza. Pinzás Luna sottolinea che “l’impatto sulle comunità deriva dalla loro vulnerabilità, in questo caso dalla loro dipendenza da pesci contaminati e dall’uso di fonti d’acqua dirette, poiché non hanno accesso a acqua potabile”.
Il Gasdotto Nord Peruviano attraversa in modo diretto alcuni dei blocchi di concessione e si trova vicino a comunità indigene Achuar e al territorio Wampis. Questo gasdotto ha subito diverse rotture, e ambientalisti e comunità indigene hanno espresso preoccupazioni per il rischio crescente di sversamenti durante le operazioni di scavo e costruzione nelle aree in pre-produzione della regione amazzonica peruviana.
Abbiamo contattato i ministeri peruviani dell’ambiente e dell’energia per un commento, ma non abbiamo ricevuto risposta prima della pubblicazione di questo articolo.
Mobilitazione e Proteste Indigene
Le comunità indigene, come evidenziato da immagini di proteste, sono sempre più unite nel combattere gli impatti ambientali e sociali delle operazioni petrolifere e di gas. Le azioni di protesta, come quelle tenute nella comunità di Yankuntich contro i piani di sfruttamento di Petroperú, rappresentano una manifestazione di resistenza e determinazione nel difendere i propri diritti e il proprio territorio.
Proteggere l’Amazzonia, una delle aree più ricche di biodiversità del pianeta, è essenziale non solo per le comunità locali, ma anche per il futuro del nostro clima globale. È quindi fondamentale ascoltare le voci delle popolazioni indigene e dare priorità alla protezione ambientale nelle decisioni politiche e industriali.
In questo contesto, è necessario continuare a monitorare le attività di sfruttamento delle risorse e sostenere iniziative che promuovano la sostenibilità e il rispetto dei diritti delle comunità. Le testimonianze dirette delle persone colpite sono cruciali per comprendere le reali conseguenze delle azioni intraprese nei confronti delle risorse naturali.
Fonti ufficiali:
- Stockholm Environment Institute
- CooperAcción
- Mongabay
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