Creare un vasto corridoio per la fauna selvatica nelle Montagne Rocciose.

La Minaccia delle Strade alla Fauna Selvatica

In tutto il mondo, strade, ferrovie, città e fattorie interrompono gli habitat, ostacolando il movimento della fauna selvatica attraverso il paesaggio. Questa interruzione può limitare lo scambio genetico tra gli animali e provocare un declino delle popolazioni, fino alla loro scomparsa. L’iniziativa Yellowstone to Yukon (Y2Y) sta cercando di creare un’enorme area connessa che si estende attraverso le Montagne Rocciose, dal Grande Ecosistema di Yellowstone negli Stati Uniti fino al Territorio dello Yukon in Canada. Questo progetto offre una via di fuga per gli animali, consentendo loro di muoversi, incontrarsi e accoppiarsi.

In tutta Canada, negli Stati Uniti e nel mondo, diversi paesi stanno costruendo attraversamenti per la fauna selvatica, per riconnettere gli habitat e mantenere al sicuro gli automobilisti, evitando collisioni costose e potenzialmente mortali con gli animali.

L’Impatto delle Autostrade sulla Fauna

British Columbia, Canada — In una bella giornata di maggio, Kent Kebe ha dovuto rimuovere l’ennesimo carcassa di pecora bighorn dall’autostrada 93/95 che attraversa Radium, in British Columbia. L’autopsia ha confermato ciò che Kebe, il manager dei servizi di protezione del villaggio, già sapeva: un’auto ha ucciso il montone.

Le morti per incidente stradale colpiscono profondamente questa comunità. Gli abitanti amano così tanto le loro pecore che il centro del villaggio presenta una grande scultura in acciaio di corna di pecora, largo circa 12 metri e alto 6 metri. Il Big Horn Cafe presenta opere d’arte di montoni bighorn e offre una particolare miscela di tè chiamata “Headbanger tea”.

Negli anni ’90, circa 350 pecore bighorn (Ovis canadensis) si aggiravano nei paraggi, attratte dal campo da golf e dalle erbe lungo l’autostrada. “È come un negozio di dolci per loro”, dice Kebe. Ma entro il 2022, il numero del branco era sceso a 140. Sebbene alcune pecore siano morte per cause naturali, gli incidenti stradali hanno avuto un ruolo fondamentale nel conteggio delle vittime.


La Perdita di Habitat e la Connettività

La perdita di habitat rappresenta una seria minaccia per le specie, ma le autostrade, le ferrovie e le città influenzano il modo in cui gli animali si spostano per cercare cibo, accoppiarsi e migrare, compromettendo così la loro sopravvivenza. Una revisione pubblicata nel 2025 sulla rivista Science ha avvertito che mentre il mondo si impegna a proteggere il 30% del pianeta entro il 2030 nell’ambito del Quadro Globale di Biodiversità delle Nazioni Unite, le aree isolate diventeranno “vicoli ciechi genetici” se rimarranno scollegate.

“L’habitat è ottimo, ma se è un’isola e non è collegato ad altri habitat, può portare all’estinzione di specie locali”, afferma Tim Johnson, specialista della connettività del paesaggio presso l’iniziativa Y2Y.

Dal 1997, Y2Y è stata una delle pioniere della conservazione su scala paesaggistica con una visione ambiziosa: creare un’area gigantesca connessa che si estende dal Grande Ecosistema di Yellowstone negli Stati Uniti fino al Territorio dello Yukon in Canada. Ad oggi, l’iniziativa ha già protetto oltre 9,8 milioni di ettari di habitat e ha sostenuto la costruzione di circa 204 attraversamenti per la fauna.

Riconnettere il Paesaggio

Negli anni, gli sforzi per collegare gli habitat sono iniziati decenni fa e in alcuni casi è bastato un singolo corridoio per costruire un percorso da un rifugio sicuro all’altro. Oggi, il mondo della conservazione sta dando priorità alla connettività, riconoscendo l’importanza vitale di ricollegare tratti continui del paesaggio, corsi d’acqua, rotte migratorie e corridoi marini.

Il corridoio lungo 3.400 chilometri che si estende dal Grande Yellowstone fino al Yukone canadese richiede una mappa di progetti che variano in scala e approccio. “È una questione di creare connessioni tra diversi partner, imparando dai secoli di gestione indigena — e usando la scienza per prendere decisioni che funzionino sia per la fauna che per gli esseri umani”, afferma Jodi Hilty, presidente e capo scienziato di Y2Y.

Un punto critico per la visione Y2Y è rappresentato dall’autostrada 3, che attraversa le Montagne Rocciose e ha causato negli anni più di 300 collisioni tra veicoli e grandi mammiferi. “L’autostrada è come un predatore che non dorme mai”, dichiara Clayton Lamb, biologo della fauna selvatica.

La ricerca ha mostrato che la semplice presenza della strada e il rumore del traffico possono dissuadere gli animali dall’avvicinarsi, creando un ostacolo ai loro spostamenti.


Il Progetto di Riconnessione delle Montagne Rocciose

Nel 2020 è stato lanciato il progetto di Riconnessione delle Montagne Rocciose, un’iniziativa che coinvolge gruppi di conservazione, nazioni indigene e autorità locali. L’obiettivo è ridurre le collisioni tra veicoli e fauna e ripristinare la connettività su Highway 3 creando un sistema di attraversamenti come sotto-passi, sopra-passi e recinzioni.

La soluzione richiede la raccolta di dati sul movimento degli animali e sull’ingegnerizzazione del paesaggio per creare passaggi sicuri attraverso le strade. I dati raccolti hanno già portato a una riduzione significativa delle collisioni, mentre nelle sezioni recintate non si sono verificati incidenti.

Il costo del progetto, stimato attorno ai 50 milioni di CAD (circa 35 milioni di USD), ha l’obiettivo di garantire la sicurezza sia degli animali che degli automobilisti.

Coalizione e Collaborazione

La creazione di strutture di attraversamento e il supporto della comunità sono fondamentali. I cittadini, i conducenti e i membri delle autorità locali hanno un ruolo chiave nel raccogliere dati e sensibilizzare sull’importanza degli attraversamenti per la fauna. Anche la collaborazione con i gruppi indigeni ha dimostrato di essere essenziale per il successo del progetto.

Fonti:

Con un impegno collettivo, la comunità di Radium sta creando un futuro più sicuro per le pecore bighorn e per altri animali, dimostrando l’importanza della cooperazione nella conservazione della natura.

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Luigi Salemi: