La Riforma della Riforestazione in Indonesia: Trasparenza e Responsabilità
Aida Greenbury, esperta in sostenibilità e foreste, esprime forti preoccupazioni riguardo al piano dell’Indonesia di investire 9,2 miliardi di dollari pubblici per riabilitare le foreste degradate. Secondo Greenbury, la mancanza di trasparenza potrebbe far ricadere il peso finanziario su contribuenti invece che sulle industrie più responsabili della deforestazione. Le principali cause di questa crisi ambientale sono riconducibili a grandi aziende operanti nei settori dell’olio di palma, legname, carta e carta da imballaggio. Di fronte a questa situazione, Greenbury chiede che le aziende collegate alla deforestazione si facciano carico dei costi di riabilitazione dei paesaggi danneggiati. Propone, inoltre, un modello di finanziamento misto pubblico-privato che preveda maggiore responsabilità e trasparenza.
Un recente report del Ministero delle Foreste stimava il costo complessivo per la riabilitazione delle foreste indonesiane in 153,78 trilioni di rupie, equivalenti a circa 9,2 miliardi di dollari, da realizzare entro il 2034. Questa iniziativa prevede la riabilitazione di 12 milioni di ettari di terreni critici, includendo 6,3 milioni di ettari all’interno delle aree forestali. I finanziamenti necessari provengono dal Bilancio Statale e da budget regionali, ma la difficoltà di reperire risorse aggiuntive si fa sentire.
Il Ruolo delle Aziende nella Definizione delle Politiche Ambientali
La questione fondamentale rimane: è giusto attingere al Bilancio Statale dei 9,2 miliardi di dollari necessari per il ripristino dei paesaggi forestali? Secondo ricerche del 2019, l’85% della deforestazione in Indonesia è attribuibile a piantagioni di olio di palma, piantagioni di legname e altre attività agricole su larga scala. Questo porta a interrogarsi perché dovrebbero essere i contribuenti a sostenere tali costi, quando le responsabilità gravano principalmente su un numero limitato di grandi imprese.
Durante le catastrofiche inondazioni e smottamenti in Sumatra, le comunità locali hanno subito gravi danni, mentre le aziende legate all’industria delle risorse naturali riportavano profitti enormi. Tale disparità suggerisce che una nuova approccio debba essere adottato dal governo indonesiano. Un esempio valido potrebbe essere il Remedy Framework del Forest Stewardship Council (FSC), che richiede alle aziende coinvolte in danni ambientali di procedere al ripristino e di partecipare a un processo di certificazione.
Infine, riguardo al finanziamento, una strategia di finanziamento misto pubblico-privato potrebbe risultare utile. Le stime sui costi di riabilitazione delle foreste mostrano che le spese variano da 100 a 4.000 dollari per ettaro, a seconda delle condizioni. Se si ipotizza un costo medio di 2.000 dollari per ettaro, la cifra totale necessaria per il ripristino di 12 milioni di ettari potrebbe raggiungere i 24 miliardi di dollari, un importo significativo date le attuali condizioni finanziarie del governo indonesiano.
Per rendere il programma di riabilitazione efficace, il governo dovrebbe prima rendere pubbliche le informazioni sui terreni critici da riabilitare, accompagnate dal metodo utilizzato per calcolare i costi. Inoltre, si potrebbero adottare modelli esistenti come il Remedy Framework per responsabilizzare le aziende in relazione alla degradazione e alla deforestazione, mettendo in discussione le loro licenze operative e imponendo loro di coprire una parte dei costi.
In sintesi, l’Indonesia deve adottare una strategia complessiva e olistica per prevenire inondazioni, smottamenti e altre catastrofi ambientali, mentre assicura che le aziende distruttrici delle foreste siano ritenute responsabili. È fondamentale creare consapevolezza sull’importanza della gestione delle risorse naturali, altrimenti si dovranno affrontare gravi conseguenze, sia fisiche che finanziarie.
Fonti Ufficiali:
– Ministero delle Foreste dell’Indonesia
– Forest Stewardship Council (FSC)
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it