Costi di conformità all’EUDR potrebbero ridurre l’efficacia nella lotta contro la deforestazione.

Le Catene di Fornitura Agricole e la Deforestazione

Le catene di approvvigionamento agricole sono caratterizzate da margini di profitto molto ristretti, rendendole particolarmente sensibili a costi aggiuntivi. Le iniziative “zero deforestazione” che richiedono la segregazione fisica dei prodotti agricoli comportano spese significative per le aziende, spingendole ad evitare materie prime coltivate in regioni soggette a deforestazione attiva. Questo spostamento potrebbe favorire aziende non impegnate nel rispetto di tali normative. In risposta a questa sfida, si propone di collegare in modo sistemico i mercati e le politiche pubbliche nelle regioni produttrici per sviluppare strategie più competitivamente efficaci in termini di protezione forestale e climatica.

Il settore agricolo continua a erodere le foreste tropicali del mondo. Secondo la FAO, circa il 90% della deforestazione globale è dovuto all’espansione agricola, il che rappresenta una sfida climatica critica. La perdita di foreste e il degrado contribuiscono per circa l’11% delle emissioni globali di gas serra, secondo l’IPCC.


Strategia di Mitigazione della Deforestazione

Negli ultimi due decenni, una delle strategie principali per rallentare la deforestazione è stata l’impegno dei produttori e delle aziende agro-alimentari verso catene di approvvigionamento “zero deforestazione”, sotto pressione di consumatori e gruppi ecologici. Tali impegni hanno contribuito a ridurre la deforestazione, specialmente nella produzione di soia in Brasile, grazie a iniziative come la “Moratoria sulla soia brasiliana” (ora sospesa). Nonostante questi sforzi, la deforestazione tropicale a livello globale rimane elevata.

È sostenuto che l’impatto a lungo termine delle catene di approvvigionamento “zero deforestazione” sarà limitato dai costi operativi che queste comportano. Le aziende impegnate a ridurre la deforestazione non sono competitive quanto quelle che non rispettano tali normative. È necessaria un’urgente revisione delle politiche aziendali per orientarle verso approcci più collaborativi ed efficaci.

Le Normative dell’Unione Europea

Per affrontare la deforestazione, l’Unione Europea ha adottato un approccio di “catena di approvvigionamento zero deforestazione” all’interno della sua Regolamentazione sulla Deforestazione (EUDR). Realizzando tali norme, si prevede di escludere dal mercato dell’UE le materie prime coltivate su terreni deforestati dopo il 2020. L’implementazione dell’EUDR è stata rinviata due volte, lasciando incerta la sua futura applicazione. Vi è crescente preoccupazione tra i paesi dell’UE riguardo all’impatto che una regolamentazione eccessiva potrebbe avere sulla competitività delle loro imprese.

Se l’EUDR entrerà in vigore, richiederà che le aziende dimostrino la legittimità della produzione dei sette prodotti (olio di palma, bovini, soia, caffè, cacao, legname e gomma, inclusi i prodotti derivati), garantendo che non provengano da terreni deforestati dopo il 31 dicembre 2020. Questo impone anche la “segregazione fisica”, implicando che i prodotti conformi devono essere mantenuti separati da quelli non conformi in tutte le fasi di trasporto e stoccaggio.


Impatti Economici della Segregazione

I costi aggiuntivi per la conformità all’EUDR possono risultare significativi. Le materie prime vengono normalmente commercializzate come interscambiabili e la competizione si basa principalmente sul prezzo, dato che margini di profitto sono molto ristretti. Ad esempio, il mercato globale della soia, una delle principali fonti di proteine per il mangime animale, ha margini che si aggirano attorno all’1%. In Brasile, dove si stima che la produzione di soia raggiunga i 426 milioni di tonnellate all’anno, i produttori faticano ad assorbire i costi incrementali richiesti dalla segregazione.

L’esigenza di segregazione fisica potrebbe “de-comodificare” la soia e aumentare i costi per i magazzini e i terminal di esportazione, che ora devono investire in silos addizionali e garantire la tracciabilità. Queste spese si accumulano lungo tutta la catena di approvvigionamento e potrebbero superare i già ristretti margini di profitto.

Imprese europee si trovano quindi dinanzi a decisioni strategiche che potrebbero influenzare la loro competitività. Le aziende potrebbero trovare modi per sopperire a questi costi, come condivisione delle spese con i compratori europei o dedicando catene di approvvigionamento specifiche alla conformità con l’EUDR. Tuttavia, esiste il rischio che molte tonnellate di soia brasiliana vengano redirette verso mercati globali diversi dall’Europa.

Opportunità di Miglioramento

Per affrontare le sfide legate alla deforestazione, è fondamentale che le iniziative di mercato rinforzino le politiche pubbliche esistenti nelle regioni produttrici. Solo attraverso un allineamento stretto tra le politiche pubbliche e le strategie delle catene di approvvigionamento, la protezione delle foreste diventa realmente efficace. Quando i commercianti riconoscono i requisiti di mercato e le politiche forti contro la deforestazione, è probabile che concedano uno status di “fornitore preferito” agli stati che dimostrano progressi.

Il Brasile offre un’importante casistica su come le iniziative di mercato possono mancare l’opportunità di rafforzare le politiche forestali forti. Le normative come quella “zero deforestazione”, sebbene necessarie, non sempre considerano i diritti legali dei contadini sul loro luoghi di coltivazione.

La cooperazione tra iniziative di mercato e politiche pubbliche solide ha un grande potenziale per modificare il corso della deforestazione globale e garantire un futuro sostenibile per le foreste tropicali.

Fonti:

  • Food and Agriculture Organization (FAO)
  • Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)
  • Earth Innovation Institute

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Luigi Salemi: