Corsa ai minerali essenziali: il legame con l’energia verde è minoritario, secondo un report.

Rapporto allarmante sull’estrazione dei minerali critici in Africa

Un nuovo rapporto pubblicato dal think tank statunitense Oakland Institute mette in guardia sui rischi legati alla corsa per i minerali critici, evidenziando le gravi implicazioni per il mondo, in particolare i Paesi africani. Il documento, intitolato “RUSH: Global Scramble for Minerals Wages War on People and Planet”, sfida la narrazione comune secondo cui l’espansione delle operazioni minerarie sia necessaria per la transizione globale verso un’energia più sostenibile.

Il direttore delle politiche dell’Oakland Institute, Frederic Mousseau, ha sottolineato che “l’intensificazione dell’estrazione mineraria ha già avuto conseguenze devastanti in tutto il mondo, distruggendo terre, mezzi di sussistenza e risorse idriche”. Mousseau ha avvertito che la prevista espansione mineraria per soddisfare la domanda globale di minerali continuerà a perpetuare questi danni.


La crescente domanda globale di minerali critici

Secondo le proiezioni, la domanda globale di minerali critici aumenterà drasticamente nei prossimi due o tre decenni. Tra il 2000 e il 2024, la produzione di nichel è aumentata del 187%, l’estrazione di terre rare del 329% e quella di litio del 1.602%. L’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) prevede che la domanda di sei minerali chiave — rame, grafite, litio, cobalto, terre rare e nichel — aumenterà ulteriormente nei prossimi decenni.

L’IEA stima che la domanda totale di minerali dalle tecnologie per l’energia pulita raddoppierà almeno entro il 2040. Tuttavia, il rapporto dell’Oakland Institute evidenzia che attualmente la maggior parte dei minerali critici prodotti finisce in industrie non correlate alla transizione verso l’energia verde. Infatti, le tecnologie solari, eoliche, gli stoccaggi di energia e le reti elettriche rinnovabili rappresentano solo circa un quinto della domanda, mentre il resto è destinato a settori come la difesa, l’aerospaziale, il trasporto tradizionale, i centri dati per l’IA e le costruzioni.


Il continente africano, che ospita il 30% delle riserve minerarie conosciute a livello mondiale, si trova in una posizione particolarmente critica. Attualmente, i Paesi produttori di minerali in Africa elaborano meno del 15% della loro produzione mineraria a livello locale. La maggior parte del valore aggiunto viene generato all’estero, nonostante alcuni governi stiano cercando di promuovere una maggiore lavorazione e industrializzazione interna.

Tuttavia, uno dei principali interrogativi sollevati dal rapporto è se un maggiore controllo sull’estrazione e sulla lavorazione porterà realmente a una generazione di valore per le comunità locali e alla creazione di posti di lavoro. Mousseau ha posto una domanda cruciale: “Dove sarà l’equità se l’estrazione avviene contro la volontà delle persone che vivono sulle terre distrutte, bevono acqua contaminata e respirano aria tossica?”

I casi di Zambia e Repubblica Democratica del Congo evidenziano i rischi connessi a un’intensificazione dell’estrazione nel continente. In Zambia, le miniere di rame consumano più della metà dell’elettricità del Paese, mentre solo il 43% delle famiglie è connesso alla rete elettrica nazionale. In DRC, le operazioni minerarie assorbono più del 60% dell’elettricità prodotta, mentre meno di un quinto della popolazione ha accesso all’elettricità.


“Il piano è quello di espandere massicciamente l’estrazione di rame e cobalto in Paesi dove decenni di estrazione si sono tradotti in espropri di terre, massiccia inquinamento delle vie navigabili e distruzione dei mezzi di sussistenza”, ha commentato Mousseau.

Il prezzo del cobalto, un minerale fondamentale per le batterie, è il principale fattore determinante per i redditi e i mezzi di sussistenza dei minatori artigianali. La maggior parte di loro è costretta a lavorare in condizioni precarie e non ha accesso a diritti lavorativi essenziali.

Il rapporta mette quindi in luce la questione della sostenibilità e dell’equità nella gestione delle risorse minerarie. È essenziale riflettere su come garantire che le comunità locali traggano vantaggio dalla ricchezza mineraria del loro territorio, piuttosto che vederla come una risorsa estratta per il profitto di multinazionali e Paesi stranieri.

Fonti ufficiali:

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Luigi Salemi: