Corruzione, rinvio a giudizio per l’assessore Amata: condannata Cannariato
Secondo l’impostazione della Procura, Amata avrebbe ricevuto utilità da Cannariato – legale rappresentante della A&C Broker srl – sotto forma dell’assunzione del nipote, Tommaso Paolucci, tra settembre 2023 e marzo 2024, oltre al pagamento delle spese di alloggio presso una struttura ricettiva di Palermo, per circa 4.590 euro più Iva.
In cambio, l’assessora avrebbe favorito la concessione di un finanziamento pubblico da 30 mila euro destinato alla manifestazione “XXIII edizione Donna, Economia e Potere”, promossa dalla Fondazione Marisa Bellisario, di cui Cannariato era referente regionale.
Le posizioni della difesa
Cannariato, commentando la sentenza, ha ribadito la propria estraneità ai fatti: “Prendo atto della decisione del giudice, nel rispetto del lavoro della magistratura. Ribadisco fermamente la mia totale estraneità ai fatti contestati e intendo proseguire nella tutela delle mie ragioni nelle sedi opportune”.
L’imprenditrice ha inoltre ringraziato i propri legali, Vincenzo Lo Re e Giada Traina, sottolineando che continuerà la propria attività professionale confidando di poter dimostrare l’infondatezza delle accuse.
Amata, invece, affronterà il processo con rito ordinario a partire da settembre, mentre l’indagine – coordinata dai pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco – resta al centro dell’attenzione politica e giudiziaria in Sicilia.
