Ripristinare la Connessione Ecologica in Madagascar
In Madagascar, un ambizioso progetto di corridoio di riforestazione mira a ricongiungere 150 ettari di foresta frammentata tra il Parco Nazionale di Andasibe-Mantadia e la Riserva Speciale di Analamazoatra. Queste aree sono habitat di una dozzina di specie di lemuri, oltre a una straordinaria biodiversità di animali e piante uniche al mondo. Coordinato dall’Iniziativa Mad Dog in partnership con la Dr. Abigail Ross Foundation for Applied Conservation, l’Associazione Mitsinjo e Ecovision Village, il progetto rappresenta un incontro unico tra scienza, investimenti privati e azioni comunitarie.
Finora, il progetto ha piantato oltre 100 specie di alberi autoctoni su 70 ettari, una parte dei quali sono stati coltivati in suolo inoculato con micorrize, mostrando tassi di sopravvivenza e crescita molto elevati. Anche in questa fase iniziale, i lemuri stanno già utilizzando il corridoio. Per affrontare le sfide locali e aumentare le possibilità di successo della riforestazione a lungo termine, i partner del progetto stanno investendo anche in ecoturismo, assistenza sanitaria ed educazione.
Un Paesaggio Frammentato
Negli anni ’60, il paesaggio di Madagascar era interamente connesso da foreste pluviali. Tuttavia, vaste aree sono state disboscate per fare spazio all’agricoltura e al pascolo, lasciando un mosaico di frammenti forestali separati da terreni degradati. Questa frammentazione ha compromesso il movimento della fauna e minacciato la biodiversità.
Oggi, un’alleanza di ricercatori, conservazionisti e comunità locali sta lavorando per invertire questa tendenza costruendo un corridoio forestale da zero. Il progetto, avviato nel 2023, mira a ripristinare 150 ettari di foresta autoctona e a riconnettere questi due habitat cruciali.
Nel 2017, Kim Valenta dell’Iniziativa Mad Dog ha per la prima volta notato la disconnessione fisica tra queste aree protette, mentre guidava campagne di sterilizzazione e vaccinazione per animali domestici. Incontrando altri attivisti e scienziati impegnati nel restauro del paesaggio, hanno cominciato a elaborare idee per il reimpianto.
Le ONG statunitensi Seacology e Re:wild, insieme all’azienda cosmetica britannica Lush, hanno finanziato la piantagione delle prime 70 ettari. La Dr. Abigail Ross Foundation ha inoltre fornito supporto finanziario e monitoraggio. Recentemente, il programma SOS Lemurs dell’IUCN ha fornito ulteriori fondi per completare la piantagione, prevista per il dicembre 2027.
Il progetto si concentra esclusivamente sulla piantagione di specie di alberi autoctoni provenienti dalle foreste circostanti, preferiti dai lemuri. Le sementi per le piantagioni provengono dalle aree protette e da due foreste comunitarie adiacenti ai parchi.
In questo momento, le operazioni di monitoraggio sono concentrate in un’area di studio di 30 ettari. Ogni ettaro è monitorato settimanalmente per seguire la luce e la crescita del bosco. I risultati iniziali mostrano un tasso di mortalità dei giovani alberi di solo il 4%. Alcune specie hanno già dimostrato di crescere fino a due metri in pochi anni.
Investire nel Futuro della Comunità
La riforestazione non affronta solo la questione ecologica, ma promuove anche il benessere delle comunità locali. Il progetto ha creato posti di lavoro per 12 residenti come piantatori e monitor, mentre altre 20 persone sono coinvolte nella raccolta di semi e nella gestione del vivaio.
Ecovision Village, un’organizzazione locale che gestisce la terra, sostiene gli sforzi di ripristino impiegando lavoratori locali in diverse funzioni. Questo approccio dimostra che proteggere la foresta offre benefici a lungo termine rispetto alla sua estrazione.
Secondo Rainer Dolch dell’Associazione Mitsinjo, ci sono stati “piccoli problemi” in passato tra il proprietario della terra e la comunità locale, ma l’ottimismo è alto riguardo a questa partnership. Il supporto delle élite locali nella conservazione della biodiversità è fondamentale, secondo Dolch.
In aggiunta, il potenziale dell’ecoturismo per la conservazione della biodiversità è spesso sottolineato. Promuovendo guide turistiche locali con esperienza, si possono ridurre le pratiche agricole dannose per l’ambiente, favorendo una maggiore connessione tra l’economia e la protezione della natura.
Un Progetto Sostenibile
Oltre al ripristino ecologico, il progetto include anche investimenti in assistenza sanitaria e istruzione. È in fase di costruzione il primo centro di salute comunitario gratuito nella zona di Andasifahadimy, che servirà dieci comunità circostanti, riducendo la dipendenza delle persone dall’estrazione di risorse naturali per trattamenti di malattie comuni.
Inoltre, il team di MDI prevede di espandere le attività di vaccinazione gratuite per limitare le popolazioni di cani e gatti nelle foreste, alleviando così il loro impatto sulla fauna selvatica.
La continua monitorizzazione del corridoio, una volta completato, fornirà dati preziosi per futuri progetti di riforestazione, contribuendo a creare un modello per la costruzione di corridoi in altre foreste pluviali. Questo approccio integrato, che unisce biologia, economia e comunità, è essenziale per la conservazione della biodiversità non solo in Madagascar, ma in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni, puoi visitare le pagine ufficiali delle seguenti organizzazioni:
Nell’impegno per la conservazione, ogni passo conta.
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