Contro il progetto del bacino del Canale di Panama: i contadini di Rio Indio protestano.

Il Progetto del Bacino del Rio Indio a Panama

L’Autorità del Canale di Panama (ACP) ha in programma la creazione di un bacino nel bacino del Rio Indio, un fiume lungo 98 chilometri situato nel centro di Panama. Questa iniziativa prevede la copertura di circa 4.600 ettari (11.370 acri) e il trasferimento di 38 comunità agricole, per un totale di circa 2.000 residenti. La crescente opposizione delle comunità contadine si manifesta attraverso proteste di strada, azioni legali e il coinvolgimento di esperti che analizzano gli impatti sociali e legali del progetto.

Le comunità locali si dichiarano favorevoli all’ampliamento di un bacino esistente alimentato dal fiume Bayano, un’opzione che non richiederebbe lo spostamento delle persone. Tuttavia, l’ACP afferma che l’opzione di Bayano è stata studiata per lungo tempo e sottolinea che il Rio Indio offre maggiori vantaggi tecnici ed energetici. Oltre allo spostamento dei residenti, il progetto potrebbe anche disturbare gli ecosistemi e le specie endemiche, oltre a incrementare la diffusione di malattie trasmesse da vettori, avvertono gli esperti.


La Resistenza delle Comunità Agricole

Con un investimento di 1,5 miliardi di dollari, il progetto del bacino del Rio Indio mira a soddisfare la domanda di acqua per i prossimi 50 anni. Tuttavia, questa iniziativa ha sollevato un forte malcontento tra le comunità agricole. Durante una manifestazione del 1° maggio a Panama City, Maricel Sanchéz, portavoce dell’assemblea dei contadini del Rio Indio, ha affermato: “Daremo le nostre vite per salvare il Rio Indio!”. Sanchéz ha parlato dell’unità dei contadini nel resistere al progetto dell’ACP.

Il Rio Indio attraversa la regione di Costa Abajo, che ospita 231 comunità agricole e sfocia nel Mar dei Caraibi. L’ACP prevede di costruire il bacino per fornire acqua al Lago Gatun (l’ingresso nord del Canale di Panama) per far fronte alla domanda idrica, soprattutto in periodi di siccità. La costruzione è prevista per iniziare nel 2027 e richiederà quattro anni.

Le comunità hanno avviato diverse mobilitazioni, da eventi pubblici a manifestazioni di strada, per sostenere le loro richieste. “La lotta delle nostre comunità è per ogni cittadino e per le risorse naturali,” ha continuato Sanchéz. “Se [l’ACP] prende il Rio Indio, prenderà anche i fiumi Caño Sucio e Coclé del Norte.”


Le preoccupazioni ambientali sono significative per le comunità e gli esperti. Secondo Evidelio Adames, specialista in entomologia medica, la zona è caratterizzata da un’alta diversità di specie endemiche e la perturba dell’ecosistema potrebbe influenzare la diffusione di malattie come malaria e Chagas.

L’ACP ha dichiarato che sta identificando aree di reinsediamento basate su criteri tecnici, ambientali, sociali e culturali, con l’obiettivo di mantenere le famiglie il più vicine possibile ai loro attuali luoghi di residenza.

Alternativa Bayano e Sostenibilità Ambientale

Le comunità locali desiderano rimanere sui loro terreni e sostengono un progetto alternativo per la fornitura idrica denominato “Rio Indio No, Bayano Sì”. Questa proposta riguarda l’espansione di un bacino esistente alimentato dal fiume Bayano, che non necessiterebbe di spostamenti residenziali. Una valutazione indipendente ha sostenuto che il Bayano rappresenta un’alternativa praticabile, con maggiore capacità idrica e minori rischi di costruzione.

Il nonno della comunità, Olegario Hernandez, 88 anni, ha anche condiviso la sua preoccupazione riguardo ad un calo di lungo termine nei livelli d’acqua del Rio Indio, il che renderebbe insostenibile il progetto del bacino.

Domande Frequenti

Perché le comunità si oppongono al progetto del bacino? Le comunità temono il trasferimento forzato, l’impatto ambientale e la perdita delle loro terre.

Cosa propone l’ACP in termini di reinsediamento? L’ACP afferma di voler mantenere le famiglie il più vicino possibile ai luoghi attuali ed ha promesso terra di sostituzione.


Le comunità stanno portando avanti una dura resistenza pacifica. Ogni sera, si riuniscono in preghiera nel villaggio di Limón de Chagres. Olegario Cedeño, un contadino locale, ha espresso fiducia che la democrazia panamense potrà rispondere alla volontà della maggior parte della popolazione, come avvenuto in passato.

Il progetto continua a suscitare dibattiti e mobilitazioni che pongono l’accento sulla giustizia sociale e sulla tutela ambientale. La lotta dei contadini del Rio Indio rappresenta una battaglia fondamentale per la difesa delle risorse naturali e dei diritti umani.

Per maggiori informazioni, puoi consultare le fonti ufficiali dell’Autorità del Canale di Panama e organizzazioni locali che monitorano la situazione.

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Luigi Salemi: