L’importanza del sapere indigeno nella conservazione del quoll settentrionale
Un nuovo studio condotto nel nord dell’Australia sottolinea l’importanza della conoscenza culturale ed ecologica indigena (ICEK) nelle strategie di conservazione del quoll settentrionale (Dasyurus hallucatus), un marsupiale carnivoro in pericolo di estinzione. Questa ricerca, pubblicata nella rivista *Wildlife Research*, è stata guidata dal popolo Martu, le cui terre si trovano nello stato dell’Australia occidentale. Il lavoro ha evidenziato come la conoscenza culturale abbia fornito una base storica per il quoll settentrionale in aree precedentemente non documentate dalla scienza occidentale.
Integrando il sapere culturale con le strategie di conservazione contemporanee, lo studio mostra che approcci informati culturalmente ed ecologicamente possono essere sviluppati per preservare le popolazioni di quoll settentrionali nelle terre Martu, contribuendo alla resilienza sia della specie sia dei paesaggi che abitano.
Australia vanta una vasta biodiversità ma, paradossalmente, detiene anche il triste record della maggiore estinzione di mammiferi al mondo. Dalla colonizzazione europea, almeno 40 specie di mammiferi terrestri sono scomparse, mentre molte altre affrontano gravi minacce. Tra queste, il quoll settentrionale è particolarmente preoccupante. Questa piccola marsupiale carnivora vive in aree tropicali del continente ed è classificato come in pericolo sulla lista rossa dell’IUCN a causa di minacce derivanti da specie introdotte, cambiamenti nell’habitat e degrado del paesaggio.
La perdita di biodiversità mammaliana coincide con minacce diffuse alla preservazione delle conoscenze culturali delle popolazioni indigene in Australia. Negli ultimi due secoli, le comunità aborigene sono state costrette a lasciare le loro terre e sono state reinsediate in altre parti del paese. Durante questo periodo, le pratiche tradizionali di gestione del territorio e le conoscenze locali sulla biodiversità non sono state considerate dalla comunità scientifica.
Utilizzo del sapere indigeno nella conservazione delle specie
Uno studio recente ha iniziato a impiegare le conoscenze culturali ed ecologiche indigene in combinazione con metodi scientifici occidentali per contribuire alla conservazione dei quoll settentrionali e di altri animali in futuro. La ricerca, pubblicata nel gennaio 2026, è stata guidata dai membri del popolo Martu, le cui terre tradizionali si estendono in parte della regione del deserto occidentale. I quoll settentrionali, conosciuti nella lingua Martu come “wiminyji”, sono stati identificati dalla scienza moderna in questa zona solo nel 2012, nonostante gli anziani Martu conoscessero da generazioni la presenza di questa specie nell’ambiente circostante.
La metodologia dello studio si è basata su “ninti”, o sessioni di condivisione della conoscenza tra gli anziani Martu, i ricercatori e la comunità più ampia, in aree dove i quoll settentrionali sono stati rilevati. Durante queste sessioni, seguite da protocolli culturali appropriati, gli anziani riportarono che il quoll settentrionale era storicamente diffuso. Questi racconti suggeriscono significativi cali delle popolazioni avvenuti nell’ultimo secolo, attribuiti all’impatto di predatori introdotti e alla modifica delle pratiche tradizionali di gestione del fuoco.
Muuki Taylor, anziano Martu e ranger del team Kanyirninpa Jukurrpa (KJ), ha affermato che racconti di anziani riguardanti i quoll erano comuni. Insieme a Danielle Booth, altro ranger KJ, ha partecipato a viaggi di ricerca, co-guidati dal Dipartimento della Biodiversità, Conservazione e Attrazioni dell’Australia Occidentale, durante i quali i quoll sono stati catturati in fototrappole. Booth ha sottolineato l’importanza di questa specie per il popolo Martu, condividendo l’emozione di aver visto i “wiminyji” per la prima volta.
Harry Moore, scienziato di ricerca al DBCA e co-autore dello studio, ha dichiarato che la ricerca stabilisce un nuovo standard per la collaborazione tra la comunità scientifica occidentale e le comunità di Prima Nazione. Moore ha anche enfatizzato l’importanza di includere un riassunto in lingua indigena nel progetto, garantendo una comprensione chiara per la comunità e un consenso informato sull’uso del sapere culturale.
La ricerca ha messo in evidenza come le pratiche tradizionali di gestione del fuoco abbiano un impatto diretto sulla popolazione di quoll. Per millenni, i gruppi indigeni hanno gestito le loro terre attraverso pratiche di incendi controllati. Tuttavia, questi metodi hanno subito alterazioni o sono stati abbandonati a causa dell’espansione coloniale, causando cambiamenti nell’habitat per gli animali nativi.
Georgia Ward-Fear, biologa della conservazione e ricercatrice al Macquarie University, ha osservato che la modifica dei regimi di fuoco tradizionali ha avuto ripercussioni notevoli per molte specie in Australia, aumentando i rischi di incendi incontrollati e danneggiando gli habitat. Le pratiche di bruciatura tradizionale, più efficaci e gestibili, mostrano enormi benefici per la biodiversità.
Inoltre, la ricerca potrebbe fornire spunti per la conservazione del quoll settentrionale, particolarmente minacciato dalla presenza del rospo mandarino (Rhinella marina), una specie introdotta negli anni ’30. Le terre Martu sono considerate gli “ultimi bastioni” per il quoll settentrionale che non è già minacciato dai rospi, con popolazioni più consistenti e intatte.
Moore ha affermato che l’empowerment dei ranger indigeni è essenziale per assicurare un futuro alla specie, sottolineando che le terre indigene ospitano molte specie minacciate in aree spesso inaccessibili. Riconoscendo la loro profonda conoscenza del territorio, i popoli indigeni sono in una posizione unica per gestire queste terre utilizzando le loro conoscenze culturali consolidate.
Ulteriori opportunità di collaborazione tra i ranger e le comunità locali per condurre ricerche simili potrebbero rappresentare un passo cruciale verso la conservazione delle specie in Australia.
Fonti ufficiali:
- Woinarski et al. (2026). “Investigating the causes of an extinction catastrophe.” BioScience.
- Taylor et al. (2026). “Wiminyji in the Western Desert: Martu knowledge reveals historical declines of northern quolls in arid Australia.” Wildlife Research.
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