Guatemaltechi Usano Insetticidi Naturali per Combattere i Parassiti
Negli ultimi anni, gli agricoltori guatemaltechi hanno riscoperto l’importanza degli insetticidi biologici, che si basano su pratiche tradizionali e concetti sostenibili. Questa scelta è motivata dalla necessità di sostituire costosi prodotti chimici, frequentemente usati nei trattamenti agricoli, con alternative più sicure e accessibili. Utilizzando piante disponibili localmente e conoscenze trasmesse dai loro antenati, i contadini stanno creando insetticidi naturali per proteggere i propri raccolti. Non solo questi biopesticidi sono più economici rispetto ai prodotti chimici, ma sono anche più sicuri per l’ambiente e la salute umana.
Una Rivoluzione Agricola Sostenibile
Nelle valli montane degli Alti Western della Guatemala, gli agricoltori combinano la saggezza antica dei Maya con tecniche moderne di agricoltura sostenibile. I piccoli produttori hanno iniziato a realizzare insetticidi fatti in casa utilizzando piante con odori forti e sapori intensi per tenere lontani i parassiti dalle proprie coltivazioni. Questa pratica riduce progressivamente l’uso di agrochimici sempre più costosi, molti dei quali sono stati etichettati come pericolosi per la salute umana e associati a fenomeni di degrado del suolo.
In circa 60 comunità guatemalteche nei dipartimenti occidentali di Sololá e Huehuetenango, nonché in Chiquimula a est, gli agricoltori si stanno impegnando a ripristinare queste tecniche tradizionali con l’assistenza dell’organizzazione di sviluppo internazionale World Neighbors. L’obiettivo è ripristinare e potenziare la conoscenza tradizionale, combinandola con pratiche agroecologiche per aiutare le famiglie a produrre cibo in eccesso da vendere e aumentare il reddito domestico.
Dayani Roche, un associato del programma di World Neighbors, ha affermato che “le tecniche agricole tradizionali stanno diventando popolari perché rappresentano pratiche semplici da applicare, utilizzano risorse locali e si sono dimostrate efficaci.” Gli agricoltori non si limitano a utilizzare un’unica ricetta antica; stanno utilizzando una “combinazione vivente di conoscenza ancestrale, sperimentazione locale e pratiche agroecologiche più recenti,” che risultano “più sicure per famiglie, suolo, acqua e biodiversità rispetto a molte alternative chimiche.”
Ritorno alle Origini: Il Sistema Milpa
La civiltà Maya, che un tempo si estendeva nel moderno Centro America, possedeva una ricca storia agricola che risale al 2000 a.C. Uno dei suoi sistemi agricoli più celebri è il milpa, un metodo di consociazione che coinvolge una combinazione di mais, fagioli e zucche, ciascuno dei quali beneficia l’altro. Il mais sostiene i fagioli, i quali fissano l’azoto nel terreno, mentre le zucche funzionano come pacciamatura per sopprimere le erbe infestanti.
Esistono anche evidenze dell’uso precoce di biopesticidi, come la vernice di calce bruciata miscelata con acqua per prevenire l’accesso dei parassiti alla base degli alberi da frutto. Nella Guatemala moderna, la mosca bianca (Trialeurodes vaporariorum) è tra i parassiti più comuni, attaccando coltivazioni come pomodori, fagioli e cetrioli. Le infestazioni da parte del verme della piramide (Spodoptera frugiperda) rappresentano una minaccia particolare per il mais, mentre le piante di caffè sono bersagliate dall’artefice delle bacche di caffè (Hypothenemus hampei), che compromette la qualità del chicco.
I contadini come Jorge Letona, un agricoltore di San Lucas Tolimán, Sololá, utilizzano biopesticidi e fertilizzanti organici da circa 40 anni, un approccio che ha appreso tramite le generazioni passate. “Ho cercato di rendere tutto ciò che produco organico, per la mia salute e quella della mia famiglia,” ha dichiarato Letona. Le miscele a base di aglio, peperoncino e zenzero si rivelano tra i deterrenti naturali più comuni, creando un insetticida che può essere spruzzato sulle piante.
Altri contadini, come Jose Bixcul, si trovano a fronteggiare veri e propri assalti da parte dei parassiti. Dopo un’invasione di zompopas (Atta cephalotes), Bixcul ha utilizzato una miscela di peperoncino, aglio e cannella sui suoi raccolti, affiancata da altre piante aromatiche come la ruta (Ruta graveolens) per rinforzare le difese.
Farmers come Bixcul che non hanno ricette familiari possono cercare supporto da organizzazioni come World Neighbors per creare i propri biopesticidi. Roche ha sottolineato che la formazione è un aspetto fondamentale, perché l’applicazione costante dei biopesticidi è necessaria per una riduzione efficace dell’infestazione, che può arrivare fino al 90%.
World Neighbors organizza workshop per insegnare agli agricoltori come schiacciare la corteccia, le foglie e i fiori di una varietà di piante endemiche, diluendo i succhi con acqua per creare insetticidi naturali. Finora, più di 6.000 famiglie hanno partecipato a queste iniziative. Grazie all’uso di piante disponibili gratuitamente e acqua, il costo principale per la produzione dei biopesticidi è rappresentato dal lavoro, e il loro costo è pari a un sesto di quello degli insetticidi industriali.
Una delle piante più comunemente utilizzate è il chichicaste (Urera baccifera), un arbusto locale che può raggiungere i 4 metri di altezza. Oltre ad essere impiegato nella medicina locale come analgesico e antinfiammatorio, le sue foglie possono essere fermentate per creare un pesticida che dissuade gli insetti come gli afidi, oltre a prevenire infezioni fungine e promuovere la crescita delle radici.
Molti agricoltori stanno anche integrando fertilizzanti naturali derivati da letame animale e vermicompostaggio, culminando così in una strategia di riduzione dei costi.
L’utilizzo di agrochimici in Guatemala è esploso negli anni ’50 durante la cosiddetta Rivoluzione Verde, con l’arrivo di interessi statunitensi nel settore agricolo. Questo ha portato a tecniche agricole più industrializzate e a un aumento dell’uso di sostanze chimiche, intensificando i problemi di dipendenza economica, salute umana e degrado del suolo. Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, circa il 25% della Guatemala è degradata e sovra sfruttata a causa di pratiche agricole insostenibili.
Negli anni ’90, il paese ha cominciato a distaccarsi dall’uso eccessivo di sostanze chimiche a seguito di una crescente domanda internazionale di prodotti biologici. Sebbene l’uso annuale di pesticidi in Guatemala sia diminuito da 22.900 tonnellate nel 2007 a 13.000 tonnellate nel 2023, rimane inferiore a molti stati dell’America Centrale. L’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) ha messo in guardia sui rischi severi per la salute degli ecosistemi e delle comunità indigene.
Mentre molti prodotti chimici sono stati banditi nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, inclusi alcuni pesticidi altamente pericolosi, molte sostanze chimiche sono ancora disponibili in America Latina, minacciando gli ecosistemi e riducendo il valore nutritivo degli alimenti. I biopesticidi, al contrario, si decompongono rapidamente, riducendo la loro persistenza nell’ambiente. Diverse ricerche dimostrano che investire in soluzioni più sicure e sostenibili è fondamentale sia per i produttori che per il pianeta.
Fonti:
1. Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente – UN Environment Program
2. Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura – FAO
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