La Guerra dei Tariffi e la Crescita della Produzione di Soia in Brasile
La produzione di soia nello stato del Mato Grosso, in Brasile, ha registrato un’impennata senza precedenti, in gran parte a causa della guerra tariffaria tra Stati Uniti e Cina. Nel 2025, le esportazioni di soia brasiliana verso il mercato cinese hanno raggiunto un nuovo record, toccando i 85,4 milioni di tonnellate metriche, che rappresentano quasi l’80% delle spedizioni totali.
Negli ultimi anni, il settore della soia in Mato Grosso ha conosciuto un notevole incremento. Già nel 2019, la produzione era aumentata grazie alle tensioni commerciali tra Cina e l’amministrazione dell’ex presidente Donald Trump. L’apertura della BR-163, una strada federale che collega i produttori ai porti nello stato di Pará, ha ulteriormente facilitato l’espansione. Secondo la Compagnia Nazionale di Approvvigionamento del Brasile (CONAB), le piantagioni di soia nello stato sono incrementate di 3,4 milioni di ettari dal 2019, con un aumento della produzione da 33 milioni di tonnellate nella raccolta 2018-19 a 51 milioni di tonnellate nella raccolta 2024-25, equivalenti a un incremento del 54,5%.
Impatti Ambientali e Diritto Indigeno
Le piantagioni di soia si stanno espandendo principalmente nel Cerrado, uno dei biomi più ricchi di biodiversità al mondo. Questo ecosistema è fondamentale anche per l’approvvigionamento idrico del Brasile, fornendo acqua a otto delle dodici regioni idrografiche del paese.
La stampa di monoculture nel Bacino del Fiume Juruena ha sollevato preoccupazioni tra le comunità indigene, come quella della Terra Indigena Tirecatinga. Gli abitanti segnalano la contaminazione delle risorse idriche, delle piante e dei frutti a causa dei pesticidi e della costruzione di piccole centrali idroelettriche che interrompono i corsi d’acqua.
La Terra Indigena Tirecatinga, estesa per 131.000 ettari, ospita 244 membri di diverse etnie, tra cui i Terena, i Nambikwara, i Manoki e i Rikbaktsa. La leadership indigena, rappresentata da Cleide Terena, sottolinea come il Cerrado non venga considerato una fonte di vita naturale, nonostante fornisca alimenti, medicinali e habitat per la comunità.
Prospettive Future per la Produzione di Soia
Secondo le proiezioni del Mato Grosso Institute of Agricultural Economics (IMEA), la superficie dedicata alla soia nel 2033-34 potrebbe arrivare a 16,6 milioni di ettari, producendo 64,5 milioni di tonnellate. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si sono aggravate nel febbraio 2025, quando sono state imposte nuove tariffe. Questo clima ha avvantaggiato ulteriormente le esportazioni brasiliane, di cui il Mato Grosso ha rappresentato il 30% nel 2025.
Recentemente, a ottobre, Stati Uniti e Cina hanno annunciato una tregua, con la Cina che si è impegnata ad acquistare quantità significative di soia (12 milioni di tonnellate nel 2025, seguito da 25 milioni ogni anno fino al 2028). I produttori brasiliani rimangono ottimisti riguardo alla preferenza della Cina per la soia brasiliana.
Pratiche Agricole Indigene e Innovazione
Un aspetto unico della produzione di soia in Mato Grosso è l’emergere di cooperative indigene come Copihanama, che gestisce 20.000 ettari di coltivazioni su terre indigene, inclusa la Terra Indigena Tirecatinga. Questo approccio rappresenta un nuova opportunità economica per le comunità indigene, che hanno cominciato a piantare soia in modo meccanizzato, mantenendo il controllo e la proprietà sui loro terreni.
Nel 2004, infatti, gli indigeni hanno iniziato a coltivare soia su un’estensione di 1.120 ettari, avviando una cooperativa in grado di commercializzare i propri prodotti. Attraverso collaborazioni con agricoltori locali, hanno incrementato il loro reddito, distribuendo i profitti tra i membri della comunità.
Le Minacce Ambientali
Mentre la produzione di soia continua a crescere, gli effetti collaterali sull’ambiente sono innegabili. Secondo MapBiomas, dal 1985 al 2024, 2 milioni di ettari di vegetazione nel settore superiore del Juruena sono stati trasformati in terreni agricoli, con quasi un terzo della superficie del bacino ora occupata da fattorie.
Le autorità indigeni temono che la costruzione della Ferrogrão, una nuova ferrovia per il trasporto di soia, possa accentuare ulteriormente la deforestazione e il degrado ambientale. Questo progetto è stato fortemente contestato da ambientalisti e comunità locali che vedono in esso una minaccia per i fiumi e per la vita delle comunità indigene.
Attualmente, il progetto è in fase di studio da parte dell’Agenzia Nazionale dei Trasporti Terrestri (ANTT) e attende una decisione della Corte Suprema riguardo all’impatto ambientale. Le comunità indigene e i movimenti sociali hanno manifestato contro tali sviluppi, sottolineando come queste infrastrutture possano avere effetti devastanti sulla biodiversità e sull’approvvigionamento idrico.
Le Prospettive di Sostenibilità
Con le crescenti preoccupazioni per l’impatto ambientale della produzione di soia, esperti e attivisti chiedono l’implementazione di pratiche agricole sostenibili che possano ridurre la deforestazione e garantire un uso responsabile delle risorse naturali.
Secondo l’Instituto Socioambiental, la crescente domanda di soia deve essere bilanciata con la salvaguardia dell’ambiente. La ricerca suggerisce che il Brasile potrebbe intensificare la sua produzione agricola in modo più sostenibile, investendo in tecnologie meno invasive e pratiche agroecologiche.
Per ulteriori informazioni su questo tema complesso e sfaccettato, si possono consultare fonti ufficiali come il sito del Ministero dell’Agricoltura del Brasile e il Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (IBGE).
Questo articolo mette in luce la rimarchevole espansione della produzione di soia in Brasile, evidenziando le sue conseguenze ambientali e socioeconomiche, nonché le iniziative indigene che cercano di affrontare le sfide attuali.
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