Comunità del Vanuatu proteggono il taro, un’antica coltura resistente ai cambiamenti climatici.

Il Taro: Una Tradizione Alimentare di Vanuatu

Il taro è un alimento tradizionale di Vanuatu, caratterizzato da una varietà di diverse centinaia di cultivar indigene sviluppate nel corso dei millenni. Oggi, però, la manioca è maggiormente coltivata, mentre le comunità si affidano sempre di più a cibi importati. Un motivo fondamentale per cui le comunità stanno lottando per rilanciare la coltivazione del taro è la sua resilienza rispetto ai cambiamenti climatici. Negli ultimi anni, tempeste devastanti hanno isolato le isole della piccola nazione, ma chi aveva coltivato taro è riuscito a nutrirsi e a sfamare anche altri.

Un autore, che ha visitato Vanuatu l’anno scorso, sostiene che “le tecniche agricole antiche continuano a fornire resilienza di fronte a un clima in cambiamento, e potrebbero anche essere un assaggio del futuro.” Questo articolo analizza le sfide e le opportunità per la coltivazione del taro in risposta ai cambiamenti climatici.


Il sentiero, ben battuto, si snoda attraverso la foresta densa e intricata di Vanuatu, con l’oceano che si infrange a pochi passi sulla nostra destra. Richard Rojo, agricoltore di sussistenza, non teme i sassi e i tronchi, e porta con sé un machete e un sacco di riso riutilizzato. È un percorso noto per Rojo, che vive nel villaggio di Tasmate sull’isola Esprit Santo da oltre quarant’anni.

Camminiamo insieme per circa dieci minuti, discutendo mentre lui schiva le viti con il suo machete. Siamo in viaggio per alcuni giorni in barca aperta lungo la costa, partecipando a un reportage con il team del Sunset Santo Environmental Network (SSEN) per osservare le minacce che il cambiamento climatico sta portando alle comunità locali.


Le Sfide del Cambiamento Climatico e la Resilienza del Taro

Il nostro cammino ci porta a una radura che ospita un sistema miniaturizzato per la coltivazione del taro. Questo impianto è un esempio di uno dei sistemi di coltivazione più antichi e minacciati del mondo. Se Rojo ha ragione, servirà a preservare una varietà in pericolo e a supportare i ni-Vanuatu di fronte alle crescenti minacce climatiche.

I Paesi insulari del Pacifico, come Vanuatu, sono già instabili a causa di attività vulcaniche e terremoti frequenti; ora affrontano anche eventi meteorologici estremi come cicloni e inondazioni. Nel marzo 2025, app di previsione meteo avvisarono di tre cicloni con nomi, sebbene la regione sia rimasta relativamente indenne. Al contrario, nel 2015, il ciclone tropicale Pam colpì il 96% delle coltivazioni e bestiame, lasciando più della metà della popolazione in stato di emergenza alimentare.


La crescente dipendenza da cibi importati ha portato a una significativa diminuzione della coltivazione di taro. Secondo il ricercatore Vincent Lebot, la sicurezza alimentare di circa l’80% dei ni-Vanuatu rischia di essere compromessa a causa di fattori climatici. Dopodiché, le famiglie stanno riducendo il numero di giardini di taro: nel 1980, le famiglie piantavano in media da cinque a otto giardini, mentre oggi si sono ridotto a uno o due. Questo fenomeno non è unico di Vanuatu, ma il paese ha la sua peculiarità: essendo composto da 83 isole a quasi 2000 km dall’Australia, le difficoltà logistiche per l’accesso ai mercati aggravano ulteriormente la situazione.

Quando una tempesta distrugge i giardini di un villaggio, può passare molto tempo prima che cibo esterno arrivi. Pertanto, è fondamentale avere fonti locali di cibo nutriente e affidabile.


Il taro rimane un alimento di base, ma la dipendenza dai cibi importati ha portato all’estinzione di molte delle diverse varietà di taro. Le varietà di taro non si seminano, ma si propagano vegetativamente; quando si mangiano e si piantano meno taro, le diversità iniziano a scomparire. Secondo Lebot, la tradizione agricola spesso subisce impatti enormi da fattori esterni, rendendo critico continuare a sostenere le varietà tradizionali.

Rojo e il SSEN sono attivamente coinvolti nella salvaguardia di queste varietà. Attraverso nuovi impianti, i pescatori e agricoltori hanno l’opportunità di ripristinare le risorse locali, mentre il modello di agroforestazione si rivela efficace nella protezione di piante come il taro. In questo modo, la tradizione agricola potrebbe offrire uno dei migliori mezzi per garantire il benessere dei ni-Vanuatu di fronte alle sfide del cambiamento climatico.


Il taro non è solo nutriente, ma anche versatile in cucina, permettendo di preparare piatti locali ricchi e gustosi. La sua importanza va oltre la semplice alimentazione: rappresenta un legame culturale e una speranza per le generazioni future. Mantenere viva la tradizione del taro è essenziale non solo per la sicurezza alimentare, ma anche per la cultura e l’identità dei ni-Vanuatu. In questo modo, il futuro del taro può rimanere saldamente radicato nel cuore delle comunità.

Fonti:

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Luigi Salemi: