Le Piante Medicinali e Aromatiche per la Giornata Mondiale della Fauna Selvatica
In occasione della Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, che si celebra il 3 marzo, quest’anno l’attenzione è focalizzata sulle piante medicinali e aromatiche. Queste specie svolgono un ruolo cruciale per il benessere umano e l’equilibrio ecologico, ma spesso restano in secondo piano nei dibattiti globali sulla conservazione. Negli ultimi anni, milioni di persone hanno raccolto piante selvatiche per la salute e il sostentamento, ma moltissime di queste specie sono a rischio estinzione.
Le piante medicinali e aromatiche, raccolte in natura, sono fondamentali per la salute di milioni di persone. Utilizzate in medicine tradizionali e moderne, cosmetici e prodotti alimentari, rivestono una rilevanza particolare nei paesi in via di sviluppo, dove fino al 95% della popolazione si affida alla medicina tradizionale per le cure primarie, come rilevato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
La Perdita di Biodiversità e le Sue Conseguenze
Secondo l’Intergovernmental Science–Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services (IPBES), le piante selvatiche, le alghe e i funghi offrono nutrimento e diversità alimentare a circa una persona su cinque nel mondo, in particolare a donne, bambini e agricoltori senza terra. Tra le piante più note, troviamo il ginseng americano, la liquirizia, l’argan, la candela e l’incenso, presenti in molte case, ma spesso nascoste all’interno di armadietti.
Nonostante la loro importanza, le valutazioni globali di conservazione sono state condotte solo su una piccola parte delle migliaia di piante medicinali e aromatiche in uso. Molte di queste specie valutate sono minacciate di estinzione a causa del sovrasfruttamento, il che suggerisce che il problema potrebbe essere molto più grande di quanto ci si aspetti.
La minaccia di estinzione ha conseguenze devastanti per milioni di persone nelle aree rurali, molte delle quali sono donne e membri di comunità marginalizzate. Queste persone dipendono dalla raccolta, dalla lavorazione e dal commercio di piante selvatiche per il loro reddito, spesso in contesti privi di alternative sostenibili. La perdita di queste specie non solo colpisce le comunità, ma minaccia anche la salute degli ecosistemi.
È cruciale sviluppare politiche e interventi “smart sulla biodiversità” che riconoscano il valore delle piante selvatiche. La creazione di filiere sostenibili, legali ed eque è fondamentale per garantire che beneficiino sia le comunità locali che la natura. Le aziende devono comprendere i rischi associati alla biodiversità e alle fonti di reddito locali e investire in catene di approvvigionamento trasparenti e tracciabili per questi ingredienti preziosi.
Il lavoro della mia organizzazione in Nepal, attraverso partner locali, dimostra che è possibile migliorare le condizioni di vita proteggendo le specie di piante selvatiche come il jatamansi, che è elencato nella CITES. Questo modello ha spinto il miglioramento dei redditi, specialmente per le donne, grazie a condizioni di scambio più favorevoli. Questa strategia di successo è ora in fase di espansione a più specie himalayane, più comunità e nel contesto di catene di fornitura più ampie.
In questo modo possiamo conservare la natura, la salute e i mezzi di sussistenza. Il commercio sostenibile può portare a cambiamenti reali e duraturi per il bene delle persone e del pianeta.
Anche in questa Giornata Mondiale della Fauna Selvatica, è essenziale fare in modo che il commercio funzioni per entrambi, per le persone e per il pianeta. Ogni azione conta, e ognuno di noi può contribuire alla salvaguardia di queste risorse vitali.
Richard Scobey è direttore esecutivo di TRAFFIC, un’organizzazione non governativa globale che lavora per garantire che il commercio di specie selvatiche sia sostenibile e legale, a beneficio delle persone e del pianeta.
Fonti:
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