Commercio ambulante in crisi in Sicilia, Confimprese chiede un confronto alla Regione
Dal 2022 al 2025 persi quasi 3 mila imprese: l’associazione sollecita una strategia per il futuro del settore
Il commercio ambulante siciliano lancia un nuovo allarme sulla crisi del settore. Confimprese Sicilia ha inviato una lettera all’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto sul futuro delle attività commerciali su area pubblica.
La richiesta nasce dall’analisi dei dati dell’Osservatorio nazionale del commercio relativi al periodo compreso tra il 2022 e il 31 dicembre 2025. In questi anni il comparto ha registrato 5.874 cessazioni di attività, mentre il saldo complessivo tra nuove aperture e chiusure evidenzia una perdita di 2.811 imprese.
“Dietro i numeri ci sono famiglie e territori”
Secondo Confimprese Sicilia, i dati rappresentano un segnale che va oltre la semplice statistica e che racconta una difficoltà economica diffusa.
«Sono numeri che non possono essere considerati una semplice statistica – afferma il coordinatore regionale di Confimprese Italia Sicilia, Giovanni Felice –. Dietro ogni attività che chiude ci sono imprenditori, famiglie e territori che perdono una parte importante della propria economia».
L’associazione sottolinea come il commercio stia vivendo una fase di profonda trasformazione, legata ai cambiamenti nelle abitudini dei consumatori, alla crescita dell’e-commerce e all’evoluzione dei modelli distributivi.
