Come il divieto commerciale e la conservazione locale hanno salvato il gecko blu.

La Bellezza in Pericolo: Il Vortice di Estinzione del Gecco Nano Turchese

Il gecco nano turchese della Tanzania centrale è un esempio straordinario di bellezza naturale, ma questa bellezza rappresenta anche una condanna. Tra dicembre 2004 e luglio 2009, la domanda da parte di collezionisti europei ha causato la cattura e l’esportazione di circa 40.000 esemplari di questi affascinanti rettili dalla Tanzania. Il prezzo per singolo esemplare oscillava intorno ai 600 euro, circa 700 dollari, come riportato dal herpetologo Dennis Rödder dell’Istituto Leibniz per l’Analisi del Cambiamento della Biodiversità.

“Negli anni successivi, la specie è diventata comune in Europa, trovandosi facilmente in ogni negozio di animali,” ha dichiarato Rödder. Questo incremento nella cattura ha avuto un impatto devastante sulla popolazione di gecchetti, portando a una drammatica diminuzione del loro habitat.

Caratteristiche del Gecco Nano Turchese

Questi gecchetti (Lygodactylus williamsi) raggiungono una lunghezza di 6-9 centimetri e si trovano esclusivamente in due piccole aree forestali della Tanzania: le riserve forestali di Kimboza e Ruvu. Le femmine adulte hanno un colore verde-marrone che si mimetizza tra le foglie degli alberi, mentre i maschi presentano una pelle blu vibrante, un colore raro in natura, progettato per attrarre le femmine.

Vivi durante il giorno e estremamente territoriali, i gecchetti espellono i loro piccoli dalle alberature subito dopo la nascita. La loro vita è strettamente legata ai pandanus (Pandanus rabaiensis), alberi che crescono fino a 20 metri e forniscono l’habitat ideale per questi rettili, offrendo riparo, un luogo per riscaldarsi e cibo.


“L’ambiente è perfetto per loro,” ha affermato Charles Kilawe, ecologo forestale dell’Università di Agricoltura di Sokoine in Tanzania. “Le foglie del Pandanus hanno spine che proteggono i gecchetti dai predatori.”

Minacce e Declino della Popolazione

Se da un lato il pandanus offre protezione, dall’altro rende il gecco vulnerabile a un altro tipo di predatore: i bracconieri, che abbattendo i pandanus con machete per catturare i gecchetti, hanno intensificato la devastazione del loro habitat. Nel 2009, si stimava che solo 150.000 di questi splendidi gecchetti rimanessero in natura, e questo numero era in costante calo. Le interviste con i collezionisti della zona hanno rivelato che tra 32.000 e 42.000 gecchetti erano stati prelevati in soli cinque anni, un numero che poteva essere anche più alto poiché non considerava gli altri gruppi coinvolti nella cattura.

La raccolta di gecchetti richiedeva una licenza, ma i funzionari dell’Istituto di Ricerca della Fauna Selvatica della Tanzania hanno confermato che non erano mai stati emessi permessi. Questa corsa alla cattura nel mercato degli animali domestici e la rapida distruzione del loro già limitato habitat ha portato a un alto declino della popolazione, costringendo gli scienziati a richiedere che la specie fosse classificata come “in pericolo critico” dalla IUCN nel 2012.

Restauro e Futuro del Gecco Nano Turchese

Nel 2016, sono iniziati sforzi di restauro decisivi. Le comunità locali hanno collaborato attivamente con i ranger, abbattendo quasi 100.000 alberi di cedro spagnolo dal 2016 e riducendo gli incendi boschivi dell’80%. Hanno anche piantato circa 5.000 alberi autoctoni ogni anno dal 2018, cercando di riportare la foresta di Kimboza alla sua struttura originale. Inoltre, dieci “ambasciatori” delle varie comunità sono stati formati e pagati per il loro lavoro nella conservazione.

“Se continuiamo con il processo di rimozione, in circa cinque anni forse la foresta potrebbe essere libera dal cedro,” ha affermato Kilawe. “È fondamentale collaborare con la comunità nella conservazione.”

Grazie a questi sforzi, il gecco nano turchese sta cominciando a recuperare. La protezione globale ha ridotto il commercio di questa specie, contribuendo al ringiovanimento delle loro popolazioni. Specie come le scimmie blu e uccelli come l’alete biancocollare stanno tornando, dimostrando che il lavoro collettivo può salvare specie e habitat dalla soglia dell’estinzione.

Sfide Futture e Impegno collettivo

Nonostante i segni di ripresa, la continua perdita di habitat a causa di disboscamento illegale, raccolta di legna e coltivazione agricola rimane una minaccia. La presenza invasiva del cedro spagnolo, introdotto negli anni ’60 per alleviare la pressione sul legname nativo, ha sostituito parte dell’habitat originario dei gecchetti. La crescita aggressiva di questa specie esotica sta alterando l’ecosistema della foresta.

Le indagini continuano per monitorare l’impatto della presenza del cedro spagnolo sui gecchetti, ma i segni di un habitat in crisi sono evidenti. Ciò evidenzia l’urgenza di un impegno costante nella conservazione e nella gestione sostenibile delle risorse.

Fonti:

  • Flecks, M., et al. (2012). “Watching extinction happen: The dramatic population decline of the critically endangered Tanzanian Turquoise Dwarf Gecko, Lygodactylus williamsi.” Salamandra, 48(1), 12-20.
  • Kilawe, C.J., et al. (2022). “The impact of the invasive tree Cedrela odorata on the Electric Blue Gecko (Lygodactylus williamsi) and its habitat (Pandanus rabaiensis) in Kimboza Forest Reserve, Tanzania.” Global Ecology and Conservation, 38, e02225.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: