Come il clima estremo del Costa Rica influenza i comportamenti sociali delle scimmie cappuccine.

L’adattamento dei cappuccini nelle foreste secche della Costa Rica

Negli ultimi 33 anni, un team di ricerca ha monitorato i cappuccini dalle facce bianche nelle foreste secche tropicali della Costa Rica, raccogliendo dati sulle loro complesse dinamiche sociali. Uno studio recente ha rivelato che durante eventi climatici estremi, i gruppi numerosi di cappuccini possono trovarsi in difficoltà per la ricerca di cibo, mentre quelli più piccoli tendono a far meglio. Queste variazioni nelle condizioni climatiche influenzano il paesaggio fisico, costringendo gli animali a modificare i loro comportamenti sociali.

Il team di ricerca, guidato dalla primatologa Susan Perry, osserva che per i cappuccini questo significa maggiore competizione per le risorse alimentari, una crescita della territorialità e variazione nelle dimensioni dei gruppi. Sebbene i cappuccini possano adattarsi ai cambiamenti ambientali nel tempo, ci sono limiti alla loro resilienza, come dimostrato dalle gravi siccità provocate dall’El Niño tra il 2014 e il 2016.

La vita nel campo

Quando il sole sorge, il team di Perry si muove nel cuore della foresta secca tropicale. Questo momento, che Perry definisce “il cambio della guardia”, segna l’interazione tra animali notturni e diurni. Mentre si avvicinano al luogo dove i cappuccini dormono, gli occhi dei ragni brillano nella penombra della foresta.

Perry, professoressa di antropologia evolutiva all’UCLA, ha dedicato oltre tre decenni a documentare le società di cappuccini nel Riserva Biologica di Lomas de Barbudal. Durante queste ricerche, il suo team ha monitorato 12 gruppi vicini per capire l’impatto dei cambiamenti climatici estremi sulle loro interazioni sociali.


Le scoperte mostrano chiaramente che le società di cappuccini sono capaci di adattarsi agli ambienti variabili. Gli eventi climatici estremi, come quelli legati all’El Niño, possono però mettere in discussione i benefici del vivere in gruppi numerosi, portando a una possibile ristrutturazione dei loro comportamenti sociali.

Laura Bolt, primatologa dell’Università di Toronto, afferma che “questo studio ha dimostrato che gli estremi climatici accentuano le pressioni ecologiche sui gruppi di cappuccini, non portando benefici al loro benessere o alla loro sopravvivenza.” Essa sottolinea che, nonostante la resilienza dimostrata, i cappuccini possono colpire limiti significativi a causa del cambiamento climatico.

Impatti dei cambiamenti climatici

Durante la siccità indotta dall’El Niño tra il 2014 e il 2016, Perry ha notato un cambiamento drammatico nei comportamenti dei cappuccini. Mentre la disponibilità di cibo diminuiva drasticamente, i cappuccini tendevano a diventare più territoriali e a passare il giorno a foraggiare senza successo. I risultati furono allarmanti: il 84% dei cuccioli nati durante quel periodo non sopravvisse, rispetto a una mortalità normale del 26-30%.

La situazione peggiorò al punto che Perry documentò femmine che ignoravano le grida dei loro cuccioli, abbandonandoli nella disperata ricerca di cibo. Questo comportamento segnala una rottura nei normali legami sociali, un chiaro segnale che i cappuccini stavano superando i loro limiti di adattamento.

Adattamento e resilienza

Le osservazioni effettuate nel corso di tre decenni indicano che i cappuccini hanno una storicità di adattamento ai cambiamenti ambientali. Può risultare utile per loro espandere i territori, variare le dimensioni dei gruppi o modificare i modi di interazione con i gruppi rivali. La pressione delle risorse durante i periodi di siccità evidenzia come la dimensione del gruppo possa influenzare decisamente il loro accesso al cibo.

Le ricerche suggeriscono che vivere in gruppi più piccoli potrebbe rivelarsi più sostenibile in tempi di crisi ambientale. Nonostante aumenti la competizione, gruppi ridotti possono affrontare meglio la scarsità di risorse, sebbene rischino di non difendere adeguatamente il proprio territorio contro gruppi più grandi.


Sfide future e necessità di conservazione

La crescente instabilità climatica preannuncia eventi estremi più frequenti e intensi. Secondo il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC), gli effetti del cambiamento climatico continueranno a ripercuotersi profondamente sugli ecosistemi e sulle società animali.

Perry spera che la diffusione di informazioni sui cappuccini possa stimolare azioni di conservazione da parte degli esseri umani. Propone di ridurre gli incendi boschivi, evitare la deforestazione e reimpiantare alberi resistenti al calore per preservare gli habitat di questi primati.

La capacità dei cappuccini di adattarsi ai climi in cambiamento è sia un segno della loro resilienza che una campana d’allerta per altre specie. Le pressioni ecologiche che affrontano potrebbero prefigurare sfide per molte altre forme di vita, che potrebbero non riuscire ad adattarsi in modo così rapido.

Per ulteriori approfondimenti, si possono consultare fonti ufficiali come l’IUCN e il IPCC.

Risorse citate

  • Jacobson, O. T., Crofoot, M. C., Finerty, G. E., Barrett, B. J., & Perry, S. E. (2025). Environmental fluctuations alter the competitive trade-offs of group size in a social primate. Nature Ecology & Evolution, 10, 919-931. doi:10.1101/2025.08.12.669921

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Luigi Salemi: