Come fanno i gechi a camminare sui vetri senza cadere?

Come fanno i gechi a camminare sui vetri senza cadere?

Per molto tempo si è pensato che il gecko avesse una sorta di sostanza adesiva sulle zampe. In realtà non è così.

L’adesione è dovuta principalmente alle forze di van der Waals, deboli interazioni che si verificano tra le molecole quando le superfici arrivano molto vicine.

Una singola interazione è debolissima. Ma il gecko ne sfrutta milioni contemporaneamente.

È come se, invece di avere un’unica potentissima calamita, avesse a disposizione un numero enorme di piccolissimi punti di contatto. Tutti insieme producono un’adesione sufficiente a sostenere il peso dell’animale.

Ed è questo che rende il sistema così straordinario: una forza microscopica, moltiplicata milioni di volte, diventa abbastanza potente da permettere a un animale di sfidare la gravità.

Il vero capolavoro? Può staccare le zampe in un istante

Ma c’è un altro dettaglio ancora più sorprendente.

Se il gecko fosse semplicemente “incollato” alla parete, avrebbe un problema enorme: come potrebbe muoversi?

La risposta è nella particolare forma delle sue dita.

Il gecko può modificare l’angolo con cui appoggia le dita sulla superficie. Per aumentare l’adesione, le strutture delle zampe vengono portate a contatto con la superficie. Per liberarle, invece, il dito viene sollevato progressivamente da un’estremità, in un movimento simile a quello con cui si stacca un adesivo.

In questo modo l’animale può attaccare e staccare rapidamente le zampe mentre cammina.

Può quindi correre su un vetro verticale, fermarsi, cambiare direzione e persino spostarsi sul soffitto senza rimanere “incollato”.

Anche la natura ha ispirato la tecnologia


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