Ritiri dalla Moratoria della Soia in Brasile: Un Nuovo Inizio per la Deforestazione
I maggiori acquirenti mondiali di soia brasiliana hanno annunciato l’intenzione di allontanarsi da un accordo storico contro la deforestazione, noto come Moratoria della Soia dell’Amazzonia. Questo accordo volontario, stipulato tra aziende agroalimentari e associazioni di settore, ha impedito per quasi due decenni l’ingresso di soia collegata alla deforestazione nelle catene di approvvigionamento globali.
La decisione è stata comunicata il 25 dicembre, poco prima che entrasse in vigore una nuova legge fiscale statale nel Mato Grosso, il maggior produttore di soia del Brasile, il 1° gennaio. Questa legge cancella i vantaggi fiscali e l’accesso ai terreni pubblici per le aziende che sono state firmatarie della moratoria.
Implicazioni della Rimozione dalla Moratoria
L’Associazione Brasiliana delle Industrie dell’Olio Vegetale, nota come ABIOVE, ha informato i gruppi civili della sua intenzione di ritirarsi dal patto volontario, un processo che dovrebbe richiedere circa 30 giorni per essere effettivo. “È un passo indietro che ci riporta indietro di 15-20 anni,” ha dichiarato Mauricio Voivodic, direttore esecutivo di WWF-Brasil, in un’intervista telefonica con Mongabay.
Il logo di ABIOVE, insieme a quello di importanti trader di cereali multinazionali rappresentati dall’associazione, è già stato rimosso dal sito ufficiale della moratoria. Tra le aziende coinvolte ci sono nomi di peso come Cargill, ADM, Bunge, Louis Dreyfus Company e COFCO International, che sono tra i più grandi acquirenti e commercianti di soia al mondo.
Al momento non è chiaro se tutte le aziende decideranno di abbandonare permanentemente l’accordo. Voivodic ha aggiunto: “L’annuncio di ABIOVE segna l’inizio di un processo di ritiro, ma la partecipazione delle aziende è volontaria. Alcune potrebbero decidere di rimanere, mentre altre potrebbero allontanarsi. Non sappiamo ancora quali saranno le scelte.”
La Moratoria della Soia blocca l’acquisto di soia coltivata su terreni deforestati nell’Amazzonia dopo luglio 2008. Da parte sua, Greenpeace Brasil riporta che tra il 2009 e il 2022, la deforestazione è diminuita del 69% nei comuni monitorati dalla moratoria, nonostante la piantumazione di soia nell’Amazzonia sia aumentata del 344%. Attualmente, solo il 3,4% della soia prodotta nel biome è al di fuori delle regole previste dall’accordo.
ABIOVE ha comunicato che l’accordo “ha adempiuto al suo ruolo storico” e ha lasciato un “lasciato incontestabile” per la produzione di soia sostenibile, secondo una dichiarazione condivisa con Mongabay. Nonostante questo, il gruppo si aspetta che le leggi ambientali brasiliane garantiscano una continua protezione delle foreste e l’accesso al mercato.
Gruppi ambientalisti come WWF-Brasil e Greenpeace Brasil avvertono che il ritiro dalla Moratoria porterà probabilmente a un aumento della deforestazione. Fanno inoltre notare che la Corte Suprema brasiliana dovrà ancora esaminare la costituzionalità della nuova legge fiscale del Mato Grosso.
Tra agosto 2024 e luglio 2025, la deforestazione nell’Amazzonia brasiliana è diminuita dell’11%. Tutti gli stati dell’Amazzonia brasiliana hanno registrato una diminuzione della deforestazione, a eccezione del Mato Grosso, dove si è registrato un aumento del 25%.
Voivodic ha aggiunto: “Grandi aziende multinazionali prioritizzano il mantenimento di un sussidio statale, utilizzando fondi pubblici a scapito della garanzia di zero deforestazione, consapevoli che questa decisione aumenterà i tassi di deforestazione.”
Le ripercussioni di questa decisione potrebbero essere enormi, sia per l’ambiente che per le comunità locali. La protezione delle nostre foreste tropicali è cruciale non solo per la biodiversità, ma anche per la lotta contro il cambiamento climatico.
Questa situazione richiede un monitoraggio costante e un impegno a lungo termine da parte di tutti gli attori coinvolti. Le azioni intraprese oggi potrebbero avere effetti a lungo termine sulla salute del nostro pianeta e sulla sostenibilità delle pratiche agricole. È fondamentale che sia le aziende che i consumatori si assumano la responsabilità di garantire che le nostre risorse naturali siano preservate per le generazioni future.
Per ulteriori informazioni, si possono consultare fonti ufficiali come Greenpeace Brasil e WWF Brasile.
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