Trattato internazionale sui minerali: l’incontro dell’UNEA-7
Un trattato internazionale sui minerali, proposto da Colombia e Oman, ha affrontato resistenze durante il settimo Assembly delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEA-7). Diverse nazioni, tra cui Arabia Saudita, Russia, Iran, Cile e Uganda, hanno mostrato la loro opposizione, portando infine l’iniziativa a risultare in una risoluzione non vincolante dopo giorni di trattative intense.
Il dibattito relativo alla proposta si è tenuto all’UNEA-7 a Nairobi, Kenya, dal 8 al 12 dicembre. Colombia e Oman hanno promosso misure sia vincolanti che non vincolanti, mirate a tutelare gli impatti sociali e ambientali dell’estrazione mineraria e al recupero delle risorse dai rifiuti minerari. Tuttavia, la loro proposta è stata rigettata da un ampio gruppo di stati, i quali hanno preferito una risoluzione non vincolante per migliorare il dialogo e la cooperazione internazionale sulla governance dei minerali e sul recupero delle risorse dai rifiuti e tailings minerari.
Le ripercussioni della risoluzione sulla mining governance
Charlotte Boyer, consulente presso il Natural Resource Governance Institute, ha commentato l’importanza della risoluzione per Mongabay, affermando: “Con l’aumento della domanda di minerali a causa della transizione energetica e della digitalizzazione, questa risoluzione rappresenta un passo avanti verso una maggiore protezione degli ecosistemi e delle comunità”. È stato altresì sottolineato che molti paesi e osservatori hanno richiesto un linguaggio più forte per muoversi verso una vera e propria elaborazione di politiche.
“In particolare, la risoluzione non si impegna ad esplorare standard internazionali vincolanti, lasciando un divario tra la scala degli impatti sul campo e l’ambizione della risposta globale”, ha aggiunto Boyer. L’analisi della situazione suggerisce che l’assenza di impegni vincolanti potrebbe limitare l’efficacia della risoluzione nel garantire un reale miglioramento nelle pratiche minerarie a livello globale.
Tommi Kauppila, professore di ricerca presso il Geological Survey of Finland, ha fornito supporto esperto al Ministero dell’Ambiente finlandese riguardo la risoluzione sui minerali all’UNEA-7. Kauppila ha spiegato che Colombia e Oman inizialmente hanno presentato proposte separate; Colombia voleva un strumento internazionale legalmente vincolante per affrontare gli impatti sociali e ambientali dell’estrazione mineraria, mentre Oman si concentrava sull’economia circolare dei minerali. Alla fine, le due proposte si sono unite in un’unica proposta.
Imran Shaikh, direttore generale di Green Tech Mining & Services, ha offerto supporto al Ministero dell’Energia e dei Minerali dell’Oman e alla sua Autorità Ambientale. Secondo Shaikh, “Oman non vede la risoluzione come un punto di arrivo, ma come una piattaforma. C’è fiducia che, attraverso un continuo impegno con l’UNEP [Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente] e con gli stati membri, il dialogo possa evolversi in linee guida più chiare, principi condivisi e, eventualmente, norme internazionali più forti, radicate in un’applicazione pratica piuttosto che in impegni astratti”.
Shaikh ha rivelato che Oman prevede di presentare una “versione 2.0” della risoluzione all’UNEA-8 nel 2027, segnalando l’intenzione di continuare la discussione e cercare soluzioni più concrete per affrontare gli impatti dell’industria mineraria. Questo passo mette in evidenza la volontà di alcuni stati membri di non fermarsi al solo dialogo, ma di portare avanti un’azione significativa a livello internazionale.
Nei prossimi anni, sarà cruciale monitorare come si svilupperanno i dialoghi e le negoziazioni all’interno dell’UNEA e quale impatto avrà la risoluzione sulle politiche globali riguardanti la governance mineraria. Il risultato delle future discussioni potrebbe determinare se si riuscirà a stabilire norme vincolanti per la tutela dell’ambiente e delle comunità che vivono vicino ai siti minerari. Fonti ufficiali come il Natural Resource Governance Institute e il Geological Survey of Finland forniscono una visione critica e approfondita delle dinamiche attuali nel settore minerario, essenziale per orientare gli sviluppi futuri.
In un momento in cui la domanda di minerali continua a crescere, sarebbe fondamentale che il mondo unisca le forze per trovare modalità di estrazione più sostenibili e responsabili, salvaguardando così l’ambiente e il benessere delle comunità. Le prossime settimane e mesi saranno determinanti per osservare se i risultati delle negoziazioni porteranno a un cambiamento tangibile nelle pratiche minerarie globali.
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