Il Futuro degli Oceani Africani: Un Nuovo Approccio alla Gestione della Pesca
La Conferenza Our Ocean che si è tenuta in Kenya il mese scorso ha posto l’attenzione globale sul futuro degli oceani africani. Tuttavia, la vera sfida consiste ora nel garantire che i nuovi impegni aiutino i paesi a costruire sistemi in grado di gestire le risorse ittiche a beneficio delle persone, e non solo per la produzione, il commercio e la conservazione. Essam Yassin, direttore generale dell’organizzazione di ricerca WorldFish, sottolinea nel suo recente articolo che le autorità dei settori pesca e salute spesso lavorano in silos senza comunicare tra loro. Questa mancanza di coordinamento può essere superata raccogliendo e comunicando i dati giusti.
Se l’Africa riuscisse a orientarsi verso una gestione della pesca che consideri non solo la quantità di pesce prodotto, ma anche il ruolo che questo svolge nella nutrizione delle comunità, sarebbe possibile avere un impatto sociale maggiore e uno sviluppo inclusivo.
Monitoraggio della Pesca nei Piccoli Pescherecci: L’Esempio di Timor-Leste
Al largo delle coste di Timor-Leste, i pescatori stanno sviluppando qualcosa che molti paesi ancora non hanno: una comprensione chiara di come la pesca su piccola scala contribuisca all’alimentazione delle persone. Negli ultimi sei anni, i pescatori hanno documentato i loro viaggi e hanno registrato gli attrezzi utilizzati, gli habitat visitati e il pesce catturato in un sistema digitale creato in collaborazione con il governo di Timor-Leste. Questo database, contenente informazioni su oltre 77.000 viaggi, ha portato a uno studio che invita i governi a ripensare la loro concezione della gestione della pesca.
Il valore della cattura non si misura solo in chili; il luogo di pesca e l’attrezzatura utilizzata influenzano direttamente i nutrienti disponibili nelle diete locali. Pesci pelagici piccoli, ad esempio, possono essere ricchi di ferro, calcio e omega-3, mentre gli invertebrati marini, spesso raccolti manualmente dalle donne e solitamente trascurati nei dati ufficiali, possono anch’essi fornire sostanze nutritive importanti. La gestione delle risorse ittiche troppo spesso si concentra su ciò che viene catturato e venduto, piuttosto che su chi ne beneficia.
Nel contesto della Conferenza Our Ocean di Mombasa, le evidenze emerse sembrano particolarmente pertinenti. Gli eventi hanno dato inizio a una serie di impegni che devono ora tradursi in sistemi concreti per gestire i prodotti ittici a beneficio della popolazione. Le domande fondamentali che i governi si pongono da decenni sono: quante tonnellate vengono catturate? Qual è il fatturato generato? Questa visione, sebbene valida, è incompleta. Un paese può sapere esattamente quante tonnellate di pesce sono state esportate, ma sa poco riguardo a dove siano finite quelle catture.
Le autorità della pesca registrano i dati delle catture, mentre quelle della salute monitorano le carenze nutrizionali, ma raramente i due settori comunicano. Ciò rappresenta sia un problema di dati sia di politiche, come dimostra lo studio di Timor-Leste.
Le attuali produzioni di pesca su piccola scala in Timor-Leste potrebbero soddisfare potenzialmente il fabbisogno proteico di quasi due terzi delle donne in età riproduttiva, se solo distribuzione, accesso e politiche fossero allineati. Il paese ha già investito nei cibi acquatici come parte della sua strategia contro la malnutrizione, con un incremento del consumo di pesce come risultato diretto.
L’analisi ha altresì rivelato che queste catture potrebbero contribuire in modo significativo all’apporto di zinco, calcio e omega-3. La tipologia di pesca e l’habitat identificano il valore nutritivo delle catture, fornendo ai governi una base più chiara per integrare la gestione delle risorse ittiche con le esigenze nutrizionali della popolazione.
Purtroppo, molte comunità costiere nell’Indo-Pacfico hanno visto le loro diete tradizionali a base di prodotti ittici sostituite da importazioni alimentari processate a basso costo. Questo cambiamento alimentare ha contribuito a tassi preoccupanti di obesità e malattie cardiache, rendendo evidente che il problema è ben più complesso delle sole scelte individuali. Si tratta di un sistema alimentare progettato attorno al volume del commercio, senza una sufficiente attenzione agli esiti nutrizionali.
Il sistema di monitoraggio Peskas, sviluppato in collaborazione con il governo nazionale di Timor-Leste, tiene traccia dei viaggi di pesca in tempo quasi reale, collegando i dati su attrezzi, habitat e catture in modi che prima erano difficili per la pesca su piccola scala. Peskas è ora in fase di adattamento in paesi come Kenya, Zanzibar, Mozambico e Malawi. Se i dati della pesca in questi paesi dovessero essere collegati ai dati nutrizionali come avvenuto a Timor-Leste, ciò potrebbe trasformare il modo in cui i governi comprendono e gestiscono le risorse ittiche.
Tuttavia, l’Africa non può semplicemente copiare il modello di Timor-Leste, poiché la pesca differisce in base all’ecosistema, al mercato, alla governance e alla comunità. I dati necessari per gestire le risorse ittiche tenendo conto della nutrizione non emergono da soli.
Cambiamenti Necessari nella Gestione delle Risorse Ittiche
Ci sono quattro cambiamenti chiave che i governi e i partner di sviluppo potrebbero attuare subito:
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Includere la Nutrizione nei Mandati della Pesca: È fondamentale che i piani di gestione della pesca parlino anche del loro contributo nutrizionale, per offrire una visione più completa del settore.
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Riconoscere il Lavoro delle Donne nella Pesca su Piccola Scala: È essenziale che il contributo femminile, dalla raccolta degli invertebrati marini alla lavorazione del pesce e alla fornitura di mercati locali, venga visibile nei dati e nelle politiche.
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Incorporare Prodotti Ittici Locali nei Programmi Scolastici e di Salute Materna: La loro abbondanza nutrizionale deve essere capitalizzata tramite politiche di supporto.
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Rivedere gli Investimenti nei Sistemi Alimentari: Gli istituti di sviluppo dovrebbero investire di più in una risorsa nutrizionale potente come la pesca su piccola scala, che fornisce nutrienti chiave a 2.3 miliardi di persone.
Se l’Africa potrà spostare la propria gestione della pesca dall’ossessione per la quantità prodotta a quella relativa alla nutrizione, la nuova generazione di gestione delle risorse ittiche sarà capace di sfruttare gli oceani per un impatto sociale maggiore e uno sviluppo inclusivo.
Le informazioni presentate provengono da diverse fonti, inclusi studi scientifici e articoli di settore. Le comunità costiere e i governi hanno l’opportunità di ridisegnare il futuro della sicurezza alimentare e nutrizionale.
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