Cinque anni dopo l’oleodotto Wakashio, incertezze persistono in Mauritius.

La Catastrofe Ambientale della MV Wakashio a Mauritius

Nel 2020, in piena pandemia, Mauritius ha vissuto una delle peggiori catastrofi ambientali della sua storia. La MV Wakashio, di proprietà di Nagashiki Shipping, si è arenata sulla barriera corallina a sud-est dell’isola, causando la fuoriuscita di circa 1.000 tonnellate di petrolio. Questo disastro ha avuto un impatto devastante su tre ecosistemi marini di grande valore ecologico. A distanza di oltre cinque anni, molti ambientalisti e pescatori sostengono che il governo mauritiano abbia lasciato che questa tragedia svanisse nel dimenticatoio senza un adeguato monitoraggio.

Uno studio condotto nel 2025 nei mangrovieti colpiti dalla fuoriuscita di petrolio ha rivelato che il combustibile continua a contaminare il terreno, un problema che potrebbe persistere per decenni. Vikash Tatayah, della Mauritius Wildlife Foundation, ha facilitato l’evacuazione di diverse specie a rischio, come i gechi notturni, verso il Regno Unito. Le uova di questi gechi e i loro discendenti sono stati riportati a Mauritius nel 2025.

L’Impatto Ambientale e La Risposta della Comunità

Il 25 luglio 2020, la MV Wakashio si è schiantata contro i coralli, da quel momento il petrolio ha cominciato a fuoriuscire. La situazione è peggiorata rapidamente, colpendo aree vitali come il Parco Marino di Blue Bay e la Riserva Naturale di Ile aux Aigrettes. Stando alle stime di un gruppo governativo, il naufragio ha influenzato circa 96 km² di habitat costieri e marini, inclusi coralli e mangrovie.

Dopo la catastrofe, molti abitanti di Mauritius hanno deciso di intervenire nella pulizia, nonostante il cattivo odore del petrolio. La comunità locale ha utilizzato metodi artigianali per arginare l’olezzo e limitare la diffusione del petrolio. I residenti, privati dell’assistenza di squadre internazionali a causa delle restrizioni COVID-19, hanno dimostrato una straordinaria solidarietà, gettando sacchi di sabbia per creare barriere. Tuttavia, questa iniziativa ha portato a complicazioni, danneggiando ulteriormente i fondali corallini.

Se le immagini del disastro hanno avuto un impatto negativo sul turismo, l’attenzione pubblica è calata rapidamente, rendendo difficile ottenere compensazioni adeguate per le comunità di pescatori colpite.


La scarsità di informazioni ufficiali sui danni causati dall’incidente ha alimentato preoccupazioni tra i cittadini. Domande su circa 50 delfini morti, rinvenuti poco dopo la fuoriuscita di petrolio, sono rimaste senza risposta. Le indagini indicano che tali decessi potrebbero essere stati provocati da un’indagine idrografica avviata dal governo a richiesta degli armatori della nave, un’azione che ha sollevato molti sospetti tra la popolazione.

Attualità e Futuro della Conservazione Marittima a Mauritius

A cinque anni dal disastro, il profumo di petrolio non è totalmente scomparso da alcune aree vulnerabili come i mangrovieti di Vieux Grand Port. La situazione è tale che esperti locali avvertono che i rischi per l’ecosistema potrebbero rimanere elevati. Le conseguenze sugli habitat marini risultano essere gravi e complessemente interconnesse. Le praterie di corallo stanno cambiando, mentre gli ecosistemi di mangrovie mostrano segni di stress, e le popolazioni ittiche locali continuano a diminuire.

In risposta alla crisi, il governo mauritiano ha avviato iniziative per migliorare la gestione delle aree marittime sensibili attraverso la creazione di Aree Pericolose da Evitare (ATBAs) e di Aree Marittime di Eccellenza (PSSAs). Si tratta di misure necessarie per tutelare gli ecosistemi vulnerabili e salvaguardare le specie marine.

Inoltre, nel 2022, Mauritius ha collaborato con l’agenzia giapponese JICA per potenziare le capacità di risposta a futuri incidenti di fuoriuscita di petrolio. Tuttavia, rimangono comunque interrogativi sulla preparazione dell’isola di fronte a simili catastrofi e sulle concrete possibilità di evitare eventi analoghi in futuro.

La questione fondamentale è se e come le politiche adottate dopo il disastro della Wakashio possano effettivamente prevenire altre tragedie. Il rischio rimane elevato, poiché Mauritius si trova in una rotta marittima molto trafficata, un “autostrada” del commercio internazionale.

Riscoprire la Biodiversità: Il Caso dei Gechi

Uno dei successi post-Wakashio è la conservazione dei gechi notturni di Mauritius. A seguito della crisi, è stato accelerato il processo di descrizione scientifica di una specie di grillo. La nuova specie, Makalapobius aigrettensis, è un chiaro simbolo delle sfide che la biodiversità locale deve affrontare. I gechi evacuati nel 2020, attualmente in sicurezza al Jersey Zoo, sono stati riportati nel loro habitat nativo nel 2025.

Questo ritorno è avvenuto dopo una serie di controlli riguardanti la salute e la diversità genetica, necessari per garantire la protezione di specie a rischio.

Queste storie, sia preoccupanti che promettenti, evidenziano la necessità di un’azione continua e di una maggiore consapevolezza riguardo alla fragilità degli ecosistemi marini di Mauritius. La memoria della MV Wakashio deve servire come monito per conservare la biodiversità e rafforzare le politiche ambientali per il futuro.

Fonti

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Luigi Salemi: