La stima complessiva dei danni provocati dal ciclone Harry in Sicilia supera il miliardo di euro. In appena due giorni, il maltempo ha messo in ginocchio infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari e numerose attività produttive e ricettive, soprattutto lungo la fascia costiera jonica e quella affacciata sul Canale di Sicilia.
Secondo i dati forniti dalla Protezione civile regionale e comunicati dal presidente della Regione Renato Schifani, i danni ammontano già a 741,5 milioni di euro, cifra destinata a crescere considerando i mancati redditi delle attività colpite. Su questi aspetti si sta lavorando per predisporre ristori e contributi.
Schifani ha programmato per venerdì e sabato una serie di sopralluoghi nelle zone più colpite, accompagnato dal capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina. Il programma prevede tappe a Taormina, Santa Teresa di Riva e Messina, oltre ad Acireale e Catania, con incontri istituzionali e punti stampa.
Il ministro della Protezione civile Nello Musumeci, presente nei luoghi colpiti, ha sottolineato l’importanza della richiesta formale dello stato di emergenza: “In pochi giorni potrà arrivare al Consiglio dei ministri. Non mancheranno le risorse, ma serviranno progettualità e capacità di spesa”.
Sopralluoghi, emergenza e ricostruzione: il ruolo delle istituzioni
Le amministrazioni locali sono chiamate in queste ore a verificare i danni e a trasmettere le prime stime alla Regione. Da qui partirà l’iter per ottenere lo stato di emergenza nazionale, necessario per attivare fondi straordinari e procedure in deroga.
Musumeci ha ribadito la necessità di convivere con i rischi naturali: “Siamo abituati a convivere con il rischio sismico, vulcanico e idrogeologico. Ora dobbiamo rialzarci e lavorare per ripristinare le condizioni essenziali”.
L’obiettivo è garantire una rapida ripartenza, soprattutto per i territori costieri, fortemente dipendenti dal turismo e dalle attività balneari, duramente colpite dalle mareggiate.
Gli “angeli del fango”: i giovani in campo per aiutare le comunità
Accanto all’impegno delle istituzioni, emerge con forza la mobilitazione spontanea dei cittadini, in particolare dei giovani. A Letojanni, Furci Siculi, Giardini Naxos e Santa Teresa di Riva, decine di ragazzi hanno rinunciato a scuola e università per aiutare le comunità colpite.
Armati di pale, carriole e ramazze, stanno rimuovendo sabbia e detriti da strade, abitazioni e attività commerciali. “Ho preferito aiutare i miei concittadini invece di andare a scuola”, racconta Antonio, uno dei volontari.
Per coordinare gli interventi è stato creato un gruppo WhatsApp, attraverso il quale vengono segnalate le situazioni più urgenti. Il Comune di Letojanni ha ringraziato pubblicamente i giovani per il loro impegno, definendolo “una goccia di speranza per un futuro migliore”.
Il sindaco Alessandro Costa ha elogiato la loro determinazione, mentre l’assessore Massimo Finocchiaro ha sottolineato come il loro gesto rappresenti una risposta concreta alla difficoltà e alla solitudine vissuta da molte comunità.
In un contesto segnato da distruzione e incertezza, l’impegno degli “angeli del fango” diventa il simbolo di una Sicilia che, nonostante tutto, sceglie di reagire con solidarietà e coraggio.