Chi rinuncia alla terra per le soluzioni climatiche globali?
L’analisi dei modelli climatici
La ricerca, pubblicata su Nature Climate Change, ha esaminato cinque modelli ampiamente utilizzati che delineano le vie per limitare il riscaldamento globale a 1.5° Celsius sopra i livelli preindustriali. Ruben Prütz, del Potsdam Institute for Climate Impact Research, insieme ai suoi colleghi, ha mappato i luoghi in cui questi modelli prevedono la rimozione intensiva del biossido di carbonio, includendo nuove foreste o piantagioni di bioenergia. I ricercatori hanno confrontato queste aree con habitat di vita importanti.
Gran parte delle ricerche precedenti si è concentrata su modelli isolati e un numero limitato di specie. Lo studio recente ha ampliato la propria portata a circa 135.000 specie, includendo funghi e invertebrati oltre a piante e vertebrati. Questa visione più ampia fornisce una valutazione più dettagliata di come i piani di mitigazione dei cambiamenti climatici possano influenzare la vita sulla Terra.
Limiti e opportunità nella rimozione del carbonio
Evitare completamente i hotspot di biodiversità limiterebbe drasticamente le aree disponibili per i progetti di rimozione del carbonio. Secondo i calcoli dello studio, l’area potenziale per tali interventi potrebbe ridursi di oltre la metà entro la metà del secolo.
I ricercatori sottolineano che i risultati non devono essere interpretati come un’argomentazione contro la rimozione del carbonio. Le foreste possono contribuire a rallentare il riscaldamento e ridurre lo stress climatico sugli ecosistemi. Si stima che la rimozione del carbonio su larga scala potrebbe alla fine lasciare a disposizione fino a un quarto in più di habitat per la biodiversità rispetto a scenari in cui non venga effettuata tale operazione. L’esito finale dipende dal recupero degli ecosistemi man mano che le temperature si stabilizzano.
