Impatto dei Cavi Sottomarini sulle Specie Marine
Recenti studi hanno dimostrato che i campi elettromagnetici generati dai cavi degli impianti eolici offshore possono influenzare diversi comportamenti negli squali e nelle razze che vivono vicino al fondo oceanico. La ricerca condotta dall’Università di Wageningen nei Paesi Bassi ha rivelato che la reazione varia in base alla specie e alla fase di sviluppo degli animali. Gli esperimenti su squali tigre maculati e razze spinosi hanno mostrato risposte comportamentali e di sviluppo legate a questi campi.
I ricercatori hanno concluso che i campi elettromagnetici potrebbero aumentare il rischio di predazione nei giovani animali, alterando i comportamenti naturali legati all’evitamento dei predatori. Le indagini tramite DNA ambientale (eDNA) hanno rivelato la presenza di diverse specie di squali e razze all’interno dei parchi eolici offshore, suggerendo che queste aree potrebbero fungere da rifugi, anche se ci sono ancora molte lacune nella conoscenza di questi ecosistemi.
Rischi e Opportunità degli Impianti Eolici Offshore
Con l’espansione globale degli impianti eolici offshore, gli scienziati stanno studiando l’impatto di queste infrastrutture sugli ecosistemi marini. Il progetto “Elasmopower” ha esaminato il modo in cui i campi elettromagnetici delle linee di trasmissione sottomarine possono influenzare organismi come gli squali e le razze, che sono particolarmente sensibili a queste variazioni.
Questi animali utilizzano campi elettrici e magnetici naturali per comportamenti chiave come la navigazione e la rilevazione delle prede. I risultati di diversi studi pubblicati suggeriscono che l’interazione tra campi elettromagnetici e creature marine può avere sia conseguenze negative che vantaggi potenziali. Durante una presentazione alla conferenza Sharks International 2026, il ricercatore Erwin Winter ha enfatizzato come i cavi ad alta tensione possano generare EMF (campi elettromagnetici) all’interno della gamma percettibile da parte degli squali e delle razze, sollevando domande sulla possibilità di interferenze sensoriali con l’espansione delle infrastrutture offshore.
Per valutare gli effetti dei campi elettromagnetici, i ricercatori hanno condotto esperimenti sia in laboratorio che sul campo. Hanno esposto due specie europee, lo scyliorhinus canicula e la Raja clavata, a livelli di EMF simili a quelli trovati vicino ai cavi operativi. Le risposte osservate variavano a seconda della specie e della fase di sviluppo, con alcuni gruppi che mostrano maggiore sensibilità rispetto ad altri.
Secondo Annemiek Hermans, principale ricercatrice del progetto, queste scoperte potrebbero essere significative anche per altre specie marine che vivono vicino ai cavi sottomarini, come i pesci piatti. La vitalità ecologica di queste aree è influenzata anche dalla presenza degli impianti eolici, che possono potenzialmente servire come rifugi per diverse specie di pesci.
Risposte Comportamentali e Impatti a Lungo Termine
Una zona cruciale di questo studio riguarda l’impatto dei campi elettromagnetici sullo sviluppo precoce di squali e razze. Molti di questi animali depongono le uova in custodie robuste che si attaccano al fondo marino. Gli embrioni, all’interno di queste custodie, sono esposti a segnali ambientali, inclusi i campi elettrici dei predatori. Questi segnali possono attivare una risposta di “freezing” che diminuisce il movimento e il rischio di predazione.
Nei test effettuati, however, gli embrioni delle razze spinosi esposti ai campi elettromagnetici hanno mostrato una maggiore attività, il che potrebbe aumentarne la visibilità ai predatori. Tuttavia, non sono state osservate differenze significative nel tasso di schiusa o di crescita, suggerendo che le condizioni sperimentali non hanno causato danni fisiologici evidenti a lungo termine.
In aggiunta, i ricercatori hanno esaminato gli effetti delle diverse correnti elettriche (AC e DC) sui comportamenti. Gli squali tziga maculati non hanno mostrato comportamenti di attrazione o evitamento significativi con i cavi AC. Al contrario, sono emersi cambiamenti più sottili con i sistemi DC, suggerendo impatti comportamentali più complessi.
Implicazioni Ecologiche e Sostenibilità
Ulteriori ricerche tramite indagini eDNA nei parchi eolici nel Mare del Nord hanno rivelato la presenza di cinque specie di squali e razze, con la Raja clavata risultata la più comune. Queste aree, prive di attività di pesca distruttiva, potrebbero fungere da rifugi in modo inaspettato. Le restrizioni derivanti dalla presenza degli impianti eolici possono, infatti, incentivare la rigenerazione degli ecosistemi marini.
È imperativo notare che nonostante i potenziali benefici, le conseguenze ecologiche a lungo termine rimangono incerte, particolarmente quando considiamo altri fattori come inquinamento acustico, alterazione dell’habitat e cambiamenti climatici. Alcuni scienziati propongono misure di mitigazione come interrare i cavi più in profondità nel fondale marino per ridurre l’impatto degli EMF e deviare le infrastrutture lontano dagli habitat sensibili.
Gli scienziati di Wageningen insistono sulla necessità di un equilibrio tra lo sviluppo dell’energia rinnovabile offshore e la conservazione marina. Monitorare e studiare gli effetti degli EMF farà sì che la transizione verso un’energia pulita non comprometta le specie e gli ecosistemi marini sensibili.
Fonti Ufficiali:
- Hermans, A., et al. (2025). “An egg case study: Chronic exposure to AC electromagnetic fields results in hyperactivity in thornback ray (Raja clavata L.) embryos.” Marine Environmental Research.
- Fitkov-Norris, B., et al. (2025). “Offshore wind farms act as de facto marine reserves.” Science of The Total Environment.
Per maggiori informazioni e dettagli scientifici, consultare Wageningen University & Research.
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