Cavi eolici offshore: impatti sul sistema sensoriale di squali e razze.
Implicazioni Ecologiche e Sostenibilità
Ulteriori ricerche tramite indagini eDNA nei parchi eolici nel Mare del Nord hanno rivelato la presenza di cinque specie di squali e razze, con la Raja clavata risultata la più comune. Queste aree, prive di attività di pesca distruttiva, potrebbero fungere da rifugi in modo inaspettato. Le restrizioni derivanti dalla presenza degli impianti eolici possono, infatti, incentivare la rigenerazione degli ecosistemi marini.
È imperativo notare che nonostante i potenziali benefici, le conseguenze ecologiche a lungo termine rimangono incerte, particolarmente quando considiamo altri fattori come inquinamento acustico, alterazione dell’habitat e cambiamenti climatici. Alcuni scienziati propongono misure di mitigazione come interrare i cavi più in profondità nel fondale marino per ridurre l’impatto degli EMF e deviare le infrastrutture lontano dagli habitat sensibili.
Gli scienziati di Wageningen insistono sulla necessità di un equilibrio tra lo sviluppo dell’energia rinnovabile offshore e la conservazione marina. Monitorare e studiare gli effetti degli EMF farà sì che la transizione verso un’energia pulita non comprometta le specie e gli ecosistemi marini sensibili.
