Caso “spese a Palazzo d’Orléans”: replica della Presidenza smonta accuse di La Vardera
A rispondere nel merito delle contestazioni è stato il dirigente generale del Dipartimento del Cerimoniale e dei siti presidenziali, Francesco Di Chiara, che ha respinto le ricostruzioni definendole fuorvianti e non corrispondenti alla reale natura delle spese.
Secondo Di Chiara, infatti, i servizi di mensa e bar presenti a Palazzo d’Orléans non sarebbero affatto destinati all’uso esclusivo del presidente della Regione, ma rappresenterebbero una struttura di supporto rivolta a tutto il personale in servizio, circa 200 dipendenti. Si tratterebbe quindi di servizi collettivi interni, analoghi a quelli presenti in altre sedi istituzionali.
Il dirigente ha inoltre spiegato che gli acquisti contestati rientrano nelle normali attività di gestione e manutenzione, legate alla sostituzione di attrezzature danneggiate o non più riparabili, oppure all’adeguamento a obblighi normativi. Tutto ciò, ha sottolineato, avverrebbe nel rispetto dei principi di economicità e buon andamento dell’amministrazione pubblica.
“Nessun privilegio, ma attività istituzionali”
Di Chiara ha poi ribadito che sarebbe errato assimilare Palazzo d’Orléans a un normale complesso di uffici, poiché si tratta di una sede di alta rappresentanza istituzionale. Le dotazioni presenti, ha spiegato, non sarebbero quindi elementi di lusso o privilegi personali, ma strumenti funzionali al corretto svolgimento delle attività ufficiali.
In particolare, i beni di rappresentanza vengono utilizzati per visite istituzionali, incontri ufficiali e momenti di cerimoniale, secondo prassi consolidate anche a livello internazionale. Una tradizione che, secondo la Presidenza, affonderebbe le sue radici storiche nelle relazioni diplomatiche, dove il cerimoniale assume un ruolo simbolico di ospitalità, rispetto e collaborazione.
