Caro carburanti, pescatori pronti alla protesta: blocco dello Stretto il 1° maggio
Le conseguenze, secondo gli armatori, potrebbero essere pesanti: licenziamenti, imbarcazioni messe in vendita o addirittura avviate alla demolizione. «Senza misure concrete – avverte Micalizzi – il settore rischia il collasso».
Non manca chi valuta soluzioni estreme: alcuni associati starebbero considerando di cambiare bandiera alle proprie imbarcazioni, trasferendole in Paesi come Malta o Tunisia, dove il costo del carburante è nettamente inferiore, arrivando anche a circa 30 centesimi al litro.
La protesta annunciata potrebbe rappresentare un segnale forte da parte di un settore strategico per l’economia del Mezzogiorno, sempre più in difficoltà di fronte all’aumento dei costi.
