Capodogli avvistati in Liguria: un evento straordinario nel Santuario Pelagos.

Un Inizio Sorprendente per la Stagione di Ricerca dell’Istituto Tethys

SANREMO (ITALPRESS) – La nuova stagione di ricerca dell’Istituto Tethys nel Santuario Pelagos è iniziata con un avvistamento sorprendente. I ricercatori e i partecipanti del progetto di citizen science, a bordo del motorsailer “Pelagos” partito da Portosole Sanremo, hanno osservato un gruppo familiare di capodogli, composto da una femmina adulta, un piccolo e un giovane, insieme a un altro esemplare dal comportamento insolito, raramente osservato in questa area.

Nel Santuario Pelagos, i capodogli (Physeter macrocephalus) sono avvistati regolarmente, e la maggior parte degli incontri avviene con maschi adulti o subadulti, spesso avvistati singolarmente. Le famiglie di femmine con piccoli si trovano generalmente più a sud, al di fuori del Santuario istituito per la protezione dei cetacei. Sebbene non sia la prima volta che un gruppo familiare viene documentato in questa area, gli studiosi del progetto Cetacean Sanctuary Research segnalano che questi incontri sono generalmente più frequenti da agosto in poi. La composizione del gruppo avvistato è risultata decisamente chiara: una femmina adulta di circa 9 metri, un piccolo di circa 5 metri, presumibilmente di un anno, e un giovane più grande. Un’analisi tramite foto delle pinne caudali ha rivelato che la femmina era già stata avvistata nell’ottobre dell’anno precedente.


I Rischi per le Giovani Generazioni di Capodogli

A una breve distanza dal gruppo familiare, è stato osservato un altro giovane, probabilmente associato al gruppo stesso. La presenza di piccoli capodogli nel Santuario evidenzia nuovamente una delle principali minacce che questi animali affrontano nel Mediterraneo: le collisioni con le imbarcazioni. Mentre i grandi maschi adulti si immergono a profondità notevoli e trascorrono poco tempo in superficie, i giovani capodogli tendono a rimanere più a lungo in superficie, aumentando così il rischio di impatti potenzialmente mortali con barche e navi. Questo rappresenta una delle problematiche sottolineate fin dalle prime uscite di questa stagione. Caterina Lanfredi, responsabile del progetto nel mar Ligure, ha osservato il monitoraggio di individui come ‘Freddy’ e ‘Fralu’, seguiti rispettivamente da 17 e 9 anni. Questi animali sono facilmente riconoscibili grazie alle cicatrici che caratterizzano i loro corpi.

Dal 2017, il numero di avvistamenti di gruppi familiari nel Santuario Pelagos sembra essere aumentato, diventando relativamente regolare negli ultimi sei anni. Le cause di questa situazione non sono ancora chiare e costituiscono un aspetto su cui i ricercatori stanno concentrando le loro indagini. Questo fenomeno potrebbe offrire nuove opportunità per lo studio, pur sollevando preoccupazioni per i rischi che i capodogli possono affrontare in un’area caratterizzata da intenso traffico marittimo. L’importanza di queste ricerche si riflette anche nel lavoro della comunità scientifica e nei progetti di citizen science che coinvolgono i cittadini nella tutela degli ecosistemi marini.


Un Incontro Magico con un Giovane Capodoglio

Un avvistamento che ha particolarmente colpito i partecipanti alla crociera è stato quello del giovane capodoglio, che si è avvicinato spontaneamente all’imbarcazione, girandole intorno e sporgendo la testa come se volesse osservare le persone. Questo comportamento è estremamente raro, registrato solo poche volte, con l’ultima occasione risalente al 2023. “È stata un’esperienza incredibile: non avrei mai osato sperare di vivere qualcosa di simile”, ha commentato Andrea Savi di Piacenza, uno dei partecipanti al progetto di citizen science. Le vocalizzazioni udibili grazie all’idrofono di bordo hanno reso l’incontro ancora più suggestivo.

Ogni settimana, una decina di partecipanti affianca i ricercatori di Tethys nelle attività di monitoraggio dei cetacei del Santuario Pelagos. Anche chi non ha esperienza pregressa ha la possibilità di apprendere tecniche di ricerca sul campo, contribuendo attivamente alla raccolta di dati e accrescendo la consapevolezza sull’importanza della conservazione marina. L’impegno dei partecipanti si integra perfettamente con la missione dell’Istituto Tethys, che quest’anno celebra quarant’anni di attività dedicate allo studio e alla tutela dei mammiferi marini. La collaborazione tra scienza e società civile rappresenta una sinergia fondamentale per la salvaguardia degli ecosistemi marini e dei loro abitanti.

Fonti: Istituto Tethys, Italpress

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Luigi Salemi: