La situazione negli istituti penitenziari siciliani continua a destare forte preoccupazione. Tra aggressioni al personale, carenze di organico e turni di lavoro sempre più pesanti, i sindacati della Polizia Penitenziaria lanciano un nuovo allarme e chiedono un confronto urgente con l’amministrazione.
L’ultimo episodio si è verificato all’interno dell’Istituto penale per i minorenni di Palermo, dove nelle ultime 48 ore sono stati appiccati due incendi. Durante uno degli interventi per spegnere le fiamme, un agente della Polizia Penitenziaria è stato aggredito da un detenuto minorenne.
Secondo quanto denunciato da Federica Grasso, vice segretaria regionale dell’Osapp, il poliziotto sarebbe stato colpito alla testa con il bastone di una scopa mentre tentava di gestire l’emergenza. Trasportato in pronto soccorso, ha riportato una ferita che ha richiesto diversi punti di sutura.
L’episodio si inserisce in un quadro già particolarmente delicato. Dopo i recenti incendi all’interno dell’istituto minorile, la procuratrice per i minorenni di Palermo, Claudia Caramanna, ha inviato una nota ai vertici del Dipartimento della Giustizia Minorile per segnalare le criticità della struttura. Nelle scorse settimane era già stata effettuata un’ispezione e il capo del Dipartimento, Antonio Sangermano, aveva annunciato un rafforzamento dell’organico della Polizia Penitenziaria. Tuttavia, restano aperte le problematiche legate a una struttura ritenuta ormai datata e inadeguata.
Aggressioni e turni fino a 13 ore
A preoccupare sono anche i numeri delle aggressioni registrate negli altri istituti dell’Isola. Gli ultimi due casi si sono verificati il 4 settembre all’Ucciardone e al Pagliarelli. In uno degli episodi, un detenuto avrebbe aggredito un agente con pugni e calci perché costretto ad attendere alcuni minuti prima di essere visitato in infermeria per un mal di denti.
Di fronte a un clima definito “sempre più esplosivo”, i sindacati Sappe, Osapp, Fns Cisl, Sinappe, Uilpa Polizia Penitenziaria e Uspp hanno scritto al Provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria della Sicilia, Maurizio Veneziano, denunciando condizioni di lavoro ormai insostenibili.
Secondo le organizzazioni sindacali, molti agenti sarebbero costretti a svolgere turni fino a 13 ore consecutive, spesso senza adeguati periodi di recupero e, in alcuni casi, con la richiesta di coprire anche il turno notturno immediatamente successivo. Una situazione che, sostengono i rappresentanti del personale, mette a rischio la salute fisica e psicologica degli operatori e compromette la sicurezza degli istituti.
“Lo Stato deve essere più presente”
I sindacati ritengono insufficiente il piano di potenziamento degli organici annunciato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che prevede l’arrivo di 306 nuove unità a livello nazionale. Una misura che, a loro giudizio, non consentirebbe di colmare le carenze strutturali esistenti né di garantire il necessario turnover.
“È gravissimo che non si intervenga per superare le preoccupanti condizioni in cui operano i 23 istituti penitenziari siciliani”, scrivono le sigle sindacali, sottolineando come in un territorio complesso come quello siciliano sia fondamentale garantire una presenza forte e visibile dello Stato, sia per assicurare la legalità sia per favorire percorsi di reale reinserimento sociale dei detenuti.
La richiesta è quella di un piano straordinario che affronti in modo organico le criticità del sistema penitenziario regionale, riducendo le disparità tra le strutture del Sud e quelle del resto del Paese e garantendo maggiore sicurezza sia al personale sia ai detenuti.